Un sistema trasversale sul Mediterraneo allargato

Che cosa è 24Ore NextMed? Proiezione, diplomazia e strategie

Nasce una piattaforma per i temi della formazione, sicurezza e potere economico. Carta, Tv, digital, Podcast, attività multimediali. E la novità di un osservatorio permanente per far accadere le cose

di 24Ore NextMed

 Il Mediterraneo allargato: le luci delle città d'Europa, del Medio Oriente, della Turchia e del Mar Nero viste dallo spazio. Elementi di questa immagine forniti dalla NASA Alamy Stock Photo

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In un contesto globale segnato dalla frammentazione degli equilibri strategici, dalle guerre regionali e dalla crescente competizione tecnologica e demografica, il progetto Il Sole 24 Ore Next Med rappresenta non solo un’innovazione editoriale, ma anche un dispositivo di proiezione d’influenza economica, comunicativa e “diplomatica” nel quadrante allargato del Mediterraneo.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

24 Ore Next Med si configura come un’iniziativa capace di posizionare l’informazione dove lo richiedono i gangli decisionali. Attraverso un format multicanale il progetto punta al dialogo euro-mediterraneo rispondendo alle sfide della formazione e dello sviluppo economico. Formazione, cultura, sicurezza e potere economico sono, infatti, gli asset fondamentali per il futuro dell’Italia, dell’Unione europea e di tutte le nazioni che si affacciano o hanno influenza sul mare Nostrum.

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I contenuti

La formazione è uno dei principali perni per lo sviluppo delle relazioni tra i Paesi del Mediterraneo. Necessita di un flusso di informazioni in grado di creare attorno al tema un’economia di scala. E soprattutto merita la creazione di un quadro di insieme che sostenga una visione strategica. Per coinvolgere molte più aziende, unire sforzi e investimenti, proiettando una speranza di luce nell’inverno demografico europeo. I blocchi geopolitici sono in costante movimento. Le opportunità di sviluppo, di interazione industriale e sociale attorno al Mediterraneo meritano, dunque, un’attenzione costante e una sollecitazione mirata. Costruire filiere significa rilanciare un’area che va dall’Europa continentale fino al Sahel e al Medioriente. Gli asset necessitano di sicurezza. E la sicurezza delle reti, dei dati, dei bacini portuali, dei fondali, la sicurezza alimentare si dipanano con la complessa matassa delle nuove tecnologie. Ci occuperemo dell’area geografica che tocca il Mediterraneo, ma anche delle sue estensioni: Balcani, Turchia, Paesi del Golfo fino a monitorare la progressione del corridoio Imec che porta le acque del Mare Nostrum fino all’India.

Il palinsesto

Su queste premesse il progetto si dipana lungo tutte le piattaforme del gruppo: Tv, carta, digital, infografiche, radio e infine un verticale sull’agenzia stampa Radiocor. Un affaccio periodico sul quotidiano dialoga con una sezione sul sito che quotidianamente consente, oltre all’italiano e all’inglese, pubblicazioni in lingua araba.

Nasce un format tv (a cadenza settimanale) ideato per il 246 del digitale terrestre, ma con contenuti accessibili anche in versione digital. Confini, dove il mondo cambia, racconta attraverso puntate da 24 minuti i luoghi dove sistemi diversi si incontrano e generano tensioni geopolitiche, economiche e sociali. Dalle migrazioni nel Mediterraneo alle rotte strategiche, la serie esplora le dinamiche secondo le quali infrastrutture, demografia e sicurezza ridefiniscono il potere globale. Le crisi alimentari e le nuove competizioni energetiche mostrano come le risorse influenzino stabilità politica e prezzi per cittadini e imprese. Allo stesso tempo, innovazioni tecnologiche e biomediche ridefiniscono il rapporto tra libertà, salute e potere. Sahel, Mediterraneo, nuove rivalità globali: i confini diventano il punto in cui si decide il futuro delle società.

Incrociando i contenuti con un modello trasversale all’interno della piattaforma, la componente audio ha un suo sviluppo attraverso i podcast. La prima serie da 8 puntate parte da un assunto: il mondo è diventato talmente complesso che comprenderlo non è più sufficiente, bisogna decrittarlo. è il podcast che decifra gli aspetti della modernità situati all’intersezione tra politica internazionale, innovazione tecnologica, mondo dell’underwater equilibri economici, guerre ibride, difesa e intelligence. In poche parole: il mondo della sicurezza. Una particolare attenzione sarà dedicata anche agli sviluppi multimediali: Next Med non è solo informazione è anche divulgazione e uso di dati, che saranno messi a disposizione di chi vuole leggere le catene del valore o i colli di bottiglia delle supply chain.

L’Osservatorio

Il progetto non si limita, però, solo a raccontare, ma - nella tradizione di indipendenza e serietà che contraddistingue il Gruppo 24 Ore - punta a costruire strade sulle quali aziende, istituzioni e stakeholder potranno camminare e correre.

A tal fine – per la prima volta all’interno di un media group - è prevista la costituzione di un Osservatorio permanente - connesso ai grandi attori istituzionali dell’area Med e Golfo - per raccontare l’incastro tra nuove tecnologie e sviluppo sociale. L’obiettivo è contribuire a un network contenutistico e relazionale. Sotto la sua regia Next Med si occuperà anche di studi, ricerche, eventi con l’obiettivo di contribuire alla consapevolezza riguardo questioni relative al mar Mediterraneo, alle connessioni con i Paesi del Golfo. Aperto ad aziende e fondazioni, l’Osservatorio mira a fornire dati esclusivi. Grazie alla collaborazione e la regia dell’Ufficio studi del gruppo, NextMed produrrà anche report di business intelligence fondamentali per percorrere una strada di informazione puntuale e al tempo stesso di promozione delle best practices e sostegno concreto ad aziende, investitori e professionisti. Next, nel nome del progetto, non indica solo un perimetro geografico allargato ma uno sguardo sul futuro. Fondamentale per navigare dentro le sei dimensioni dello sviluppo e della sicurezza economica.

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