Che ci faccio col diploma? 10 consigli dell'esperto (basati sui dati) per orientarsi nelle scelte post Maturità
Tra falsi miti, una (presunta) concorrenza dell'Intelligenza Artificiale e le reali richieste delle aziende, ecco la guida per non sbagliare strada, stilata da Skuola.net in collaborazione con Unioncamere
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Cosa fare dopo la Maturità? È il quesito amletico a cui molti neo-diplomati non hanno ancora dato una soluzione. E il tempo per farlo si sta decisamente esaurendo. Come organizzarsi per scegliere la propria strada? Una possibile risposta può arrivare da chi, come Unioncamere, studia i trend delle competenze richieste dal mercato del lavoro grazie al suo Sistema Informativo Excelsior. Il portale Skuola.net ha raccolto proprio i 10 consigli principali che si possono ricavare da questo patrimonio di dati ed esperienze. Intervistando Riccardo Cuomo, Dirigente Area Politiche del Lavoro e Progetti Istituzionali per la Semplificazione della stessa Unioncamere.
1. Follow the job: 3.7 milioni di posizioni aperte nei prossimi cinque anni
Sicuramente vanno scoperte prima, e poi seguite, le proprie passioni e inclinazioni, ma al tempo stesso vanno supportate con i numeri: nel prossimo quinquennio in Italia sono previste 3,7 milioni di assunzioni, di cui oltre l'80% derivanti dal ricambio generazionale (il cosiddetto “turnover”).
Ignorare queste opportunità può causare un danno sia ai lavoratori che ai loro possibili datori, per questo ogni mese Unioncamere intervista migliaia di imprese italiane, per chiedere esattamente di quali figure hanno bisogno e quante persone faranno fatica a trovare. Sulla piattaforma Excelsiorienta gli studenti hanno, così, la possibilità di compiere il passo successivo, ovvero connettere le loro inclinazioni con le tendenze reali del mercato evitando di scegliere a caso.
2. Puntare sulle lauree STEM è una scommessa vinta in partenza
Per le lauree STEM (Ingegneria, Informatica, Matematica, Fisica) la difficoltà di reperimento - cioè la fatica che fanno le aziende a trovare il candidato giusto - supera spesso il 55%: significa che più di un posto di lavoro su due rischia di restare vuoto perché mancano i laureati. In particolare, le imprese cercano disperatamente progettisti, analisti di dati e specialisti di sicurezza informatica.
3. Avanti c'è posto anche con le lauree in Economia, Sanità e Formazione
Oltre alle materie puramente scientifiche, anche l'indirizzo Economico-Statistico offre, in prospettiva, opportunità eccellenti, essendo ancora oggi il più richiesto, in termini assoluti, per funzioni quali amministrazione, marketing, finanza, controllo di gestione e analisi dei dati.
Da non sottovalutare, poi, l'ambito Medico-Sanitario - di medici, tecnici, infermieri, professionisti della riabilitazione ce n'è sempre grande bisogno - e quello dell'Insegnamento e Formazione. Questi settori, inoltre, sono coinvolti in un'importante “sostituzione” dei lavoratori in uscita per raggiunti limiti di età, che nei prossimi anni genererà un fabbisogno di personale altissimo, garantendo un rapido ingresso nel mercato ai giovani.
4. Non solo lauree, ma anche ITS Academy
Molti ragazzi non sanno che esiste una strada alternativa all'università: gli ITS Academy, percorsi post diploma, biennali o triennali, a vocazione tecnologica. I dati Excelsior ci dicono che questo è uno dei canali più efficienti in assoluto per entrare nel mondo del lavoro: il tasso di occupazione dei diplomati ITS sfiora o supera l'85% a un anno dal titolo.
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