Chanel e la passione per lo sport
La collezione presentata quest’anno è un omaggio alla fascinazione della fondatrice Gabrielle per diverse discipline, ricreate traducendo alcuni codici della maison, dal tweed al numero cinque, in piccole e preziosissime opere d’arte
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Non si dovrebbe mai smettere di ricordare quanto Gabrielle Chanel abbia fatto, come stilista e imprenditrice, per scalfire il muro che divide l’universo maschile da quello femminile e che si traduce in mancate opportunità per le donne.
Un muro che a distanza di oltre 50 anni dalla morte della fondatrice della maison Chanel esiste ancora, come dimostra la fervente discussione (non è chiaro quanto risolutiva) su patriarcato e maschilismo, in atto in Italia e in Francia in particolare. Dando per assodato il ruolo che Gabrielle Chanel ebbe nel diffondere l’idea che una donna potesse costruire un impero nell’industria della moda – allora come oggi dominato dagli uomini – e dando per altrettanto assodato il ruolo che ebbe nel liberare le donne attraverso i cambiamenti del loro guardaroba, c’è un aspetto meno conosciuto di quello che potremmo definire l’assalto all’egemonia maschile della stilista. Sia chiaro: Chanel ha avuto per la vita – e quindi per alcuni uomini – passioni divoranti e non ha mai teorizzato di poterne fare a meno o di volerli emarginare. Intendeva piuttosto dare a sé stessa e a tutte le donne che lo desiderassero le stesse opportunità di “mordere la vita”. E lo sport, da osservare o al quale partecipare direttamente, ha fatto parte di questa pionieristica visione di Gabrielle Chanel.
Un angolo della straordinaria vita di questa donna che non poteva sfuggire a Patrice Leguéreau, che dal 2009 era direttore creativo della gioielleria di Chanel. Un visionario capace di tradurre i simboli della maison in diamanti e filigrane, che si trattasse di un tessuto tweed o, appunto, delle passioni sportive di Gabrielle Chanel. Leguéreau è scomparso all’inizio di novembre a soli 53 anni, colpito da una malattia dal decorso fulminante e pochi mesi dopo aver presentato la collezione di alta gioielleria Sport. «Per creare questi gioielli mi sono ispirato allo stile sportivo della fondatrice, diventato parte integrante dello stile della maison e della sua storia», aveva detto Leguéreau, ricordando che Gabrielle Chanel aveva creato un atelier espressamente dedicato ad abiti e accessori legati allo sport all’interno della maison nel 1921, quando alle donne, di fatto, era permesso solo guardare lo sport, magari accanto a un uomo, non praticarlo.
La collezione è composta da 80 pezzi tra i quali: 23 pezzi unici, 21 pezzi trasformabili, 3 pezzi unici in colore e 24 pezzi con prezzo superiore a un milione di euro. Il pezzo più caro è l’anello Graphic Line con uno zaffiro taglio cuscino da 17,18 carati , che costa la ragguardevole cifra di 9,5 milioni, mentre il pezzo meno caro è l’anello Sporty 5, che costa 65mila euro. I gioielli sono stati suddivisi da Patrice Leguéreau in sette temi: la prima è Graphic Line, composta da 25 pezzi caratterizzati dalla linea “chevron”, che evoca il ritmo e la velocità, con linee semplici – si fa per dire – e contorni netti e profilati. La linea “chevron” si riconosce per la sua successione di V e fa riferimento alla collezione Bijoux de Diamants presentata da Gabrielle Chanel nel 1932 (per l’esattezza il motivo caratterizzava uno dei pezzi “Comète”). Poi ci sono gli altri temi: Graphic Print (15 pezzi caratterizzati dal logo Chanel rivisitato in una stampa sportiva); Quiltes Icons (7 pezzi caratterizzati dal matelassé in versione sport, alleggerito, traforato, ornato dai simboli della maison, ridisegnato con riferimenti al mondo dello sport; Sporty (12 pezzi caratterizzati dal 5, il numero portafortuna di Coco che diventa un fermaglio-chiusura a forma di moschettone); Gold Silver (13 pezzi caratterizzati da un passante scorrevole, con la “testa” tonda del passante che si ispira alla forma del bottone, creando un esplicito legame con la moda); Sweater (8 pezzi ispirati alla felpa sportiva e ai suoi laci). Last but not least, il tema Collector, composto da cinque spille. Per quanto riguarda le pietre, la collezione offre un insieme eccezionale e ampio: spiccano cinque zaffiri provenienti dal Cachemire caratterizzati dalla omogeneità di colore, luminosità del cristallo, purezza e taglio. Tra le altre pietre ci sono rubini e spinelli, granati e diamanti gialli, smeraldi, diamanti e onice, zaffiri e la preziosità è affiancata – altra trovata geniale di Patrice Leguéreau – con materiali altamente tecnici come alluminio e fibra di carbonio che convivono con l’oro bianco e giallo, il platino, la lacca, la ceramica nera e bianca.
Tornando alla moda, il 2024 si è chiuso con la sfilata della collezione Métiers d’art a Hangzhou, in Cina, e poche settimane erano stati annunciati data e luogo della sfilata primaverile della collezione Resort, che si terrà il 29 aprile sul Lago di Como. Ma prima ancora Parigi ospiterà le sfilate dell’alta moda (in gennaio) e del pret-à-porter in febbraio.



