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Ceuta, l’Italia proroga i controlli con la Spagna: resta lo stop a Schengen

Il ministro dell’Interno Piantedosi prolunga di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la spagna dopo la crisi migratoria nell’exclave. Madrid verso una nuova proroga delle verifiche. Il dossier approda al Consiglio Gai, mentre il Viminale accelera su Cpdr e rimpatri

 REUTERS

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A Ceuta permane l’allarme immigrazione. E l’Italia non riapre ancora le frontiere. Con una nota di poche righe il Viminale ha annunciato la decisione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di prorogare per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. Tradotto: lo stop a Schengen resta.

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È la terza proroga dalla crisi migratoria esplosa a fine luglio, quando nell’exclave spagnola sono arrivati circa 60mila migranti, molti dei quali giovani marocchini e algerini, con una quota stimata tra 7mila e 10mila minorenni. La sospensione della libera circolazione nasce da un preciso indirizzo politico della premier Giorgia Meloni e ha già provocato il malumore del governo spagnolo e di buona parte dei Paesi Ue.

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Madrid, protesta contro la gestione della crisi migratoria di Ceuta

Ceuta, terza proroga dei controlli alle frontiere

Il Viminale conferma ora la linea dopo la riunione di ieri mattina del Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere. La proroga è stata decisa, si legge nella nota, «dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere».

Sul fondo resta «l’obiettivo di rafforzare la tutela dei confini europeo, anche a garanzia della sicurezza nazionale, nonché prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche». Il provvedimento è stato comunicato alla Commissione europea e ai ministeri dell’Interno degli altri Paesi dell’Unione europea.

La risposta della Spagna e il nuovo fronte con Madrid

A questo punto la contromossa di Madrid appare scontata. La Spagna aveva introdotto per la prima volta i controlli sui viaggiatori dall’Italia l’8 agosto, in risposta all’iniziale provvedimento di Roma, e potrebbe adesso estenderli oltre il 7 ottobre.

È l’ennesimo momento di frizione tra Italia e Spagna sulla gestione della crisi di Ceuta. Ma questa volta lo scontro si consuma alla vigilia di un passaggio europeo destinato ad allargare il dossier ben oltre i rapporti bilaterali.

Migranti, il dossier arriva al Consiglio Gai

Nelle prossime ore si riunirà infatti il Consiglio Gai, il vertice europeo che riunisce i ministri della Giustizia e dell’Interno. Ed è proprio in quella sede che, come annunciato dallo stesso Piantedosi, la Commissione Ue presenterà «un piano di azione per prevenire e contrastare gli arrivi illegali improvvisi di massa dei migranti con l’intento di rafforzare la cooperazione tra i Paesi membri, consolidare le frontiere esterne dell’Ue, smantellare il traffico dei migranti e potenziare i rimpatri».

La crisi di Ceuta entra così direttamente nel confronto europeo sulla gestione delle frontiere esterne, sui flussi improvvisi e sulla capacità degli Stati membri di reagire a nuove pressioni migratorie.

Piantedosi accelera sui Cpr e sui rimpatri

Sul fronte nazionale, intanto, Piantedosi punta ad accelerare sulla rete dei Centri di permanenza per i rimpatri. «Continueremo a lavorare all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio e abbiamo avviato, inoltre, le procedure per la realizzazione di nuove strutture in varie regioni: uno in Campania, in Calabria, in Toscana e in Emilia Romagna, due in Trentino Alto-Adige».

Il ministro mette sul tavolo anche i numeri dei rimpatri. «Nell’anno in corso sono già oltre 6.500 i rimpatri tra forzati e volontari assistiti e si sta procedendo celermente con ritmo crescente. In proiezione, di qui alla fine dell’anno - annuncia - toccheremo una cifra record».

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Ceuta resta dunque il punto di pressione più immediato, ma il dossier si allarga: dai controlli con la Spagna alla risposta europea, fino al rafforzamento dei Cpr e alla strategia italiana sui rimpatri.

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  • Ivan Cimmarustigiornalista

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Sicurezza, giudiziaria, inchieste, giustizia tributaria

    Premi: Nel 2011 tra i vincitori del Premio Internazionale Antimafia Livatino-Saetta

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