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Ces 2026: Motorola con serie Signature e Razr dà la caccia al pubblico giovane e ai creativi

Motorola con il Fold, ha ufficialmente aperto la caccia alla vetta del segmento premium. Tutte le novità

di Luca Tremolada

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C’era una volta il telefono a conchiglia che scattava selfie onesti e finiva nelle tasche degli adolescenti per il suo colore sgargiante. Oggi quella stessa Motorola ha deciso di smettere di seguire la scia degli altri per provare a disegnare la propria curva. I numeri parlano chiaro: il 60% dei loro acquirenti oggi ha meno di 35 anni. Tradotto: Motorola vuole tornare a essere un brand che i ragazzi vogliono tirare fuori dalla tasca. E ora, con il lancio della nuova serie Signature e del Razr Fold, puntano direttamente al cuore del segmento premium, quello dove i margini sono alti e la competizione è una giungla.

La curva di Motorola sui pieghevoli

Nicole Higgin, head of product marketing, nel c0rso di un evento pre-Ces a porte chiuse è stata chiara: il Razr ora controlla oltre il 50% del mercato dei pieghevoli. Un dato che farebbe impallidire i competitor coreani. Per alzare l’asticella arriva il Razr Fold: un display esterno da 6,6 pollici che, una volta aperto, diventa un tablet da 8,1 pollici.

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E poi c’è la Signature Series.

Qui siamo nel campo del “Quiet Luxury”. Niente plastica: alluminio aeronautico spazzolato e finiture in tessuto ispirate ai colori Pantone come il Martini Olive. La vera chicca? Il Motorola Concierge. Un’app che vi prenota la cena nel club più esclusivo di 50 città diverse. Non state comprando un telefono, state pagando per avere un maggiordomo nel silicio.

La vera notizia non è solo estetica. Sotto il cofano dei nuovi modelli batte il cuore del Snapdragon 8 Gen 5, un chip che promette un salto del 35% nell’efficienza energetica. Ma il vero “muscolo” è il comparto fotografico. Motorola ha infilato quattro sensori da 50 megapixel in un corpo ultrasottile.

La vera sfida non è più solo quanto è veloce il processore, ma quanto è sottile il design senza far esplodere la batteria. Il nuovo motorola signature è un esercizio di stile: meno di 7 millimetri di spessore. Dentro, però, batte un cuore da maratoneta: una batteria al silicio-carbonio da 5200 mAh. Per i non addetti ai lavori: è come infilare il motore di una Tesla in una bicicletta da corsa

Il protagonista è il sensore Sony Lythia 808. Per i non addetti ai lavori: immaginate una retina digitale capace di gestire una gamma dinamica di 100 dB. Significa che se fotografate un tramonto, non avrete più un cielo bianco e un primo piano nero, ma vedrete i dettagli in entrambi. In più, debutta il primo zoom periscopico del brand (3x ottico, fino a 100x digitale). È la fine dell’era dei pixel “impastati” quando si prova a zoomare dalla tribuna di un concerto

L’ecosistema (e un po’ di AI, che non guasta mai)

Non c’è più solo il telefono. Motorola sta costruendo il suo giardino recintato. Nel corso della presentazione al Ces hanno puntato molto su questo aspetto. Si aggiunge alla famiglia Moto Watch con GPS a doppia frequenza e tecnologia Polar per chi prende il fitness sul serio. E Moto Sound Flow: Uno speaker da 30W con audio curato da Bose. Ad animare questo ecosistema interviene Motorola Kira, l’intelligenza artificiale unificata che promette di eliminare l’attrito tra i vari dispositivi. L’obiettivo dichiarato da Chicago è ambizioso: evitare che l’utente debba rimbalzare continuamente tra decine di app diverse per ritrovare una nota o un promemoria. Kira sa cosa stavi facendo sul tuo laptop Lenovo e te lo ripropone sul display del Razr Fold esattamente dove lo avevi lasciato.

È un’integrazione profonda che trasforma il lusso in utilità quotidiana, rendendo il dispositivo non solo uno status symbol in finiture di seta o twill, ma un compagno che anticipa le esigenze di chi lo usa. Motorola ha smesso di essere un comprimario: con il Fold, ha ufficialmente aperto la caccia alla vetta del segmento premium.

E infine il Poc più Ai-first di tutti.

Motorola ha presentato Project Maxwell, un prototipo di Companion AI Percettivo sviluppato dal laboratorio 312 Labs di Motorola. All’apparenza è un ciondolo che può essere indossato anche sul bavero della giacca. Guarda, ascolta e parla, usando lo smartphone come base di calcolo. Vuole dire che utilizzando Kira, la suite di Ai di Lenovo, può tradurre in tutte le lingue in tempo reale, apirire le mappe e indicarvi dove andare. Non sappiamo quando e se arriverà in Italia. Ma è l’oggetto che tutti in un certo senso ci attendiamo.

Riproduzione riservata ©
  • Luca Tremolada

    Luca TremoladaGiornalista

    Luogo: Milano via Monte Rosa 91

    Lingue parlate: Inglese, Francese

    Argomenti: Tecnologia, scienza, finanza, startup, dati

    Premi: Premio Gabriele Lanfredini sull’informazione; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"; DStars 2019, categoria journalism

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