Stelle del Sud 2026

Certificazioni e sostenibilità alleate delle aziende vincenti

Nella lista Sole 24 Ore-Statista 200 imprese in crescita per ricavi, asset e dipendenti spinte da incentivi, bandi Pnrr, investimenti digitali ed Esg

di Laura La Posta

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C’è il Sud delle imprese che ti aspetti, con le eccellenze alimentari esportate in tutto il mondo, con la creatività che crea business e scava nicchie di mercato ricche e impensabili e con startup valorizzate in poli d’eccellenza attorno a università, incubatori e centri di ricerca. E c’è il Sud delle imprese che non ti aspetti, fatto di certificazioni rigorose, sostenibilità praticata e rendicontata, impiantisti di fotovoltaico flessibili e precisi, poli logistici che avrebbero poco da invidiare alla Svizzera, competenze nella sicurezza fisica e informatica. Nella lista delle aziende Stelle del Sud 2026 Sole 24 Ore-Statista c’è tutto questo, e ogni impresa è in fondo sorprendente, perché si esalta nelle condizioni difficili del Mezzogiorno e le trasforma in grinta, innovazione, flessibilità, caparbietà. Ovunque emerge l’originalità: dal software per evitare la collisione di uccelli nelle pale eoliche (di Internet & Idee, 200 professionisti da Cosenza a Tirana) alle eco-isole smart per la raccolta differenziata (della molisana Ecocontrolgsm), fino ai digital twins sotto forma di animazioni e cartoni animati per rendering 3D e presentazioni cinematografate (della napoletana DigitalComoedia).

La capacità di fare rete

Rispetto agli anni passati, nel ranking delle 200 aziende selezionate dai ricercatori del colosso dell’analisi dati mondiale Statista traspare una maggiore capacità di fare rete, di attingere a fondi regionali, nazionali ed europei per crescere, di ricorrere allo strumento delle certificazioni per qualificarsi meglio nei bandi pubblici e nelle pre-qualificazioni come fornitori di grandi imprese. Si intravede inoltre una maggiore efficienza nella progettualità necessaria per partecipare ai progetti finanziati dal Pnrr e per attingere agli incentivi statali che hanno sostenuto per anni l’edilizia e l’impiantistica in chiave di risparmio energetico e fonti rinnovabili.

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I settori

Non stupisce quindi che la lista sia ancora dominata dalle imprese delle costruzioni (compreso l’indotto di bagni, piastrelle, infissi, porte, finestre, impianti) e dell’energia, per il boom delle costruzioni e installazioni effetto degli incentivi statali e della corsa alle rinnovabili. In evidenza anche le società dell’informatica e dei servizi attive nell’installazione, manutenzione e gestione di apparecchiature, hardware e software a valle della transizione digitale in atto e degli incentivi Industria 4.0 e Transizione 5.0. Bene anche le imprese che sostengono la logistica dell’import-export, il commercio all’ingrosso, i siti di commercio elettronico e quelle che vendono prodotti agroalimentari d’eccellenza all’estero, come le mozzarelle campane, le burrate e i tarallini pugliesi, le fragole lucane, le arance e i pistacchi siciliani.

Non mancano le aziende che operano nel campo dell’ospitalità e del turismo, come la capolista 2025 e 2026 ToIt group (Towns of Italy Group), che da 15 anni propone attività esperienziali legate alla cultura, alla cucina e al lifestyle italiano, e come Delphina, la catena di proprietà sarda che sulla costa nord dell’isola ha in catalogo 12 hotel, 26 ville, due residence con 101 appartamenti, 33 ristoranti interni e 5 centri thalasso & spa, tutte strutture certificate Green Key (riconoscimento internazionale in ambito di turismo sostenibile.

«I 200 vincitori del ranking Stelle del sud 2026, alla sua terza edizione, hanno ottenuto la migliore performance tra tutte le aziende esaminate per crescita dei ricavi, del numero dei dipendenti e delle immobilizzazioni materiali e immateriali nel triennio tra il 2021 e il 2024 - spiega l’analista Maria Giuditta Zarroli, che con Lisa Dei ha coordinato il team di ricerca di Statista -. In testa alla lista dei vincitori si conferma il settore Costruzioni e ingegneria, che copre il 14% del totale (+1,5% rispetto alla scorsa edizione). La crescita relativa più marcata riguarda però l’IT & software: a questo settore appartiene il 12% dei vincitori 2026 (+4% sul 2025). In progresso anche il commercio all’ingrosso, che guadagna 3 punti percentuali e arriva al 6,5% della lista».

Da notare che si affacciano nella lista diverse imprese che fanno il bilancio di sostenibilità pur non essendo sotto compliance o che sono società benefit. Ad esempio la lucana Lux impianti fa il bilancio di sostenibilità con il nuovo standard europeo Vsme e aderisce alla community Open-Es di Eni. Rendicontano dati e strategie Esg anche le pugliesi Predict (dispositivi medicali, quotata in Borsa) e Fael (sistemi antincendio), la campana Salerno container terminal, la calabrese Internet & Idee (con certificazione SA 8000). La siciliana Campo d’oro invece ha un obiettivo carbon neutral, compensa le emissioni, ha impianto fotovoltaico e due pale eoliche in Sicilia. Poi ci sono le società benefit nella lista, con la sostenibilità centrale nello statuto sociale, come la pugliese AS Labruna (motori e macchinari), le catanesi Creationdose (mediatech company) e AC2 (consulenza), la beneventana Officine sostenibili (che fa anche la relazione di impatto).

Encomiabile, infine, la scelta fatta da molte imprese di ottenere più di una certificazione (come la napoletana Guerri in lista come Domus srl al secondo posto), per competere meglio nei bandi pubblici, nelle gare per le commesse delle grandi imprese e nell’export e per differenziarsi meglio dalla concorrenza.

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