Centro Pecci, punta a sviluppare il fundraising per far crescere le risorse
In calo del 23% a 402mila euro l’autofinanziamento e del 20,9% i visitatori. Luca Vitone, Mario Rizzi e The Missing Planet in mostra fino al 2020
di Maria Adelaide Marchesoni
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Tre sono le mostre attualmente in corso al Centro Pecci di Prato visibili anche nei primi mesi del 2020. «Romanistan», mostra personale di Luca Vitone, a cura di Cristiana Perrella e Elena Magini, fino al 15 marzo, progetto vincitore della quarta edizione dell'Italian Council (2018), è il racconto del viaggio compiuto dall'artista per ripercorrere a ritroso, da Bologna a Chandigarh, il cammino di Rom e Sinti dall'India nord occidentale fino all'Italia. Sempre con la curatela della direttrice Cristiana Perrella, «Bayt/Casa» è la prima mostra retrospettiva sul lavoro del filmmaker Mario Rizzi in un museo pubblico in Italia (fino al 15 marzo 2020) e l'opera video in esposizione sarà acquisita in modo permanente nella collezione del Centro Pecci. Infine la terza mostra, visitabile fino al 3 maggio 2020, «The Missing Planet», apre un nuovo programma di mostre, ideato dalla direttrice Cristiana Perrella e dedicato ad approfondire temi, periodi e linguaggi della collezione del Centro Pecci, affidandone la cura ad un esperto invitato come guest curator e affiancato dal responsabile delle collezioni e archivi Stefano Pezzato.
La cura di questa prima mostra è affidata a Marco Scotini che ha integrato decine di opere della collezione del Centro Pecci con altre provenienti da collezioni e istituzioni italiane e internazionali, per mostrare le principali ricerche artistiche sviluppate nelle ex repubbliche sovietiche tra gli anni Settanta e oggi. Il progetto originale dell'allestimento è dell'artista Can Altay.
La Fondazione per le arti contemporanee in Toscana , costituita il 30 luglio 2015, è un ente senza scopo di lucro che dal 1° marzo 2016 ha ricevuto in conferimento l'attività museale “Centro per l'Arte contemporanea Luigi Pecci”. Il museo ha una superficie di 12.125 metri quadrati di cui 3.110 di aree espositive, un cinema/auditorium da 140 posti, una nuova sala polivalente per 120 persone; una biblioteca specializzata con oltre 50.000 volumi; due dipartimenti specifici – Arti Visive, per le mostre e la collezione; Ricerca e Progetti speciali, che comprendono le sezioni Cinema, Musica, Teatro-Danza e Architettura e la rinata sezione di Educazione. Dal 2018 la direzione del museo è stata affidata a Cristiana Perrella.
Affluenza
Nel 2018 il Centro Pecci ha registrato 45.124 presenze (-20,9%), di cui 24.531 visitatori hanno visitato le mostre, di cui 9.192 a titolo gratuito. I ricavi da biglietteria a fine 2018 sono ammontati a 82.897 euro. Nel 2017 le presenze totali al Centro erano state 57.118 di cui 43.716 i visitatori delle mostre che hanno generato ricavi pari a 196.611 euro.
I numeri
La gestione 2018 chiude con un avanzo di 15mila euro (13mila euro nel 2017). Alla formazione del risultato ha concorso un valore della produzione pari a 2,794 milioni in calo del 12% circa rispetto al 2017.
Sostanzialmente stabili a 2,034 milioni i contributi di cui il Comune di Prato con 1,118 milioni stabile negli ultimi tre anni, mentre in calo quello della Regione Toscana che si è attestato a 844mila euro in calo rispetto alla dotazione di un milione del 2016. Il museo ha generato risorse proprie in calo del 23% a 402mila euro rispetto al 2017 per la diminuzione dei ricavi da biglietteria principalmente per il venir meno degli effetti della mostra inaugurale “La fine del mondo”.
La Fondazione è, a tutti gli effetti, una start-up dopo oltre tre anni di chiusura del Centro Pecci, e come tale necessita di un sostegno importante per riuscire in prospettiva a raggiungere crescenti livelli di autofinanziamento.


