Cembre produce di più in Italia, ma la sfida è spingere i ricavi esteri
di Vittorio Carlini
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Accelerare le vendite all’estero. È tra le priorità di Cembre a sostegno del business. Certo: l’Italia rimane importante. L’azienda, negli ultimi 5 anni, ha investito oltre 55 milioni. Denari che, in grande parte, sono serviti ad ampliare ed automatizzare la base produttiva proprio nel mercato domestico.
Ciò detto la società, di cui la “Lettera al risparmiatore” ha incontrato i vertici, vuole spingere i ricavi oltreconfine. Nel medio periodo l’obiettivo è arrivare a generare circa il 65% del fatturato all’estero. Un target finalizzato non solo a diversificare geograficamente l’attività ma anche, e soprattutto, a ridurre ulteriormente la dipendenza dall’economia italiana ormai in stagnazione.
Espansione internazionale
Di là dalla strategia in generale, quali allora i mercati cui Cembre guarda con maggiore interesse? Il gruppo, al netto della volontà di crescere in tutte le aree dove è presente, punta su tre Stati in particolare: la Germania, la Cina e gli Stati Uniti.
Proprio rispetto all’America la priorità è incrementare la notorietà del marchio. Inoltre è ritenuto essenziale fare leva sull’innovazione di prodotto. Così, ad esempio, può ricordarsi il sistema per la siglatura industriale dei cavi elettrici. Il tutto per anche, e soprattutto, aumentare la presenza nel segmento di clientela rappresentato dai distributori di materiale elettrico.









