Market Mover

Brasile, rally al test elettorale
All’appuntamento col voto il Paese si presenta forte di un’economia in crescita e forti rialzi per azionario e valuta. E ora?
Ascoltalo ora3' di lettura
3' di lettura
El Niño - ovvero il surriscaldamento anomalo delle acque dell’Oceano Pacifico - cambia la geografia del calore. E attenuando gli effetti sull’Atlantico redistribuisce geograficamente il rischio climatico su più quadranti, con un impatto diretto su performance e composizione delle insurance-linked securities (ILS), ovvero quegli strumenti finanziari che consentono alle compagnie assicurative di trasferire una serie di gravi rischi naturali (dai terremoti alle inondazioni, dagli uragani ai tornado) agli investitori dei mercati dei capitali. All’interno di questi strumenti, i “cat bond” (catastrophe bond) rappresentano i titoli liquidi e, dunque, negoziabili di un mercato in cui gli investitori li sottoscrivono e, se gli eventi catastrofali non si verificano, incassano cedole che riflettono i premi assicurativi. Se invece accadono e superano determinati parametri prestabiliti, quel capitale si trasforma nell’indennizzo che ripaga i sinistri e la cedola si trasforma in compenso per l’evento meteorologico avverso che si è realmente verificato.
«Di solito, la principale concentrazione di valore negli insurance-linked securities è il rischio-uragani nel bacino Atlantico - hanno spiegato Marco Della Giacoma e Toby Pughe, portfolio manager di Tenax Capital -. Tuttavia, la presenza di El Niño, da un lato mitiga le minacce nell’Atlantico riducendo intensità e numerosità, dall’altro aumenta la formazione di sistemi sul Pacifico. Dunque, il rischio di tempeste tropicali si trasferisce maggiormente da Golfo del Messico, Usa e Centro-America, verso il Sudest asiatico, Giappone, Filippine, Indonesia e sulle coste occidentali delle Americhe. Non solo, aumenta la volatilità collegata ad altri eventi, come alluvioni e siccità».
Secondo un rapporto del sito web specializzato, Artemis, l’emissione di obbligazioni catastrofali ha raggiunto un livello record di oltre 11,3 miliardi di dollari nel secondo trimestre del 2026. I dati del primo trimestre del 2026 evidenziano che i danni assicurativi globali da catastrofi naturali sono rimasti sotto i 30 miliardi di dollari, segnando il livello più basso dal 2019 e registrando una drastica contrazione rispetto ai circa 50 miliardi dello stesso periodo del 2025.
«Le probabilità di un El Niño forte o super-forte - hanno proseguito Della Giacoma e Pughe - sono ora del 70% per i mesi di picco di agosto, settembre e ottobre, e poco meno del 90% per settembre, ottobre e novembre. Dato che questi sono i mesi di picco in cui si sono tipicamente verificate tempeste storiche, abbiamo adeguato le nostre disponibilità di liquidità a una posizione leggermente meno difensiva e aumentato l’inclinazione verso alcuni rischi di uragani statunitensi in funzione delle previsioni. Giugno è stato un mese eccezionalmente intenso per l’emissione primaria, con quindici operazioni sul mercato e un’emissione aggregata superiore a 2,5 miliardi di dollari. Anche gli emittenti europei hanno avuto un ruolo di rilievo, con il primo bond tedesco di Gothaer da 100 milioni di euro a copertura dei rischi inondazioni e la transazione Windmill III Re di Achmea da 100 milioni di euro, aumentata di un terzo, che hanno beneficiato di un forte appetito degli investitori. I rendimenti erano al 17% 3 anni fa e si sono attestati attorno all’8% l’anno scorso. Per il futuro - aggiungono Della Giacoma e Pughe - dovrebbero collocarsi tra 8 e 10 per cento. Mentre, a livello globale, ci attendiamo una crescita del 10% l’anno nei prossimi 5 anni».
«A fronte di questo outlook climatico - si legge nell’ultimo report degli analisti di Quaestio Sgr - abbiamo impostato un deciso sottopeso dei rischi secondari rispetto ai rischi primari. Sul fronte liquido, abbiamo inserito un nuovo fondo di cat bond caratterizzato da una maggiore perdita attesa (expected loss), muovendoci intenzionalmente per catturare rendimenti più elevati proprio in virtù della minore probabilità complessiva di uragani nell’Atlantico; in parallelo, abbiamo diluito l’esposizione verso un gestore specializzato sui rischi asiatici. In contemporanea, abbiamo incrementato la componente riassicurativa privata tramite l’inserimento di un nuovo fondo per beneficiare del premio di liquidità, contrastando la compressione generale degli spread che sta interessando l’asset class a seguito delle stagioni degli uragani meno attive rispetto agli scorsi anni e con l’intenzione di diversificare ulteriormente i rischi in portafoglio».