«In realtà, si tratta di una strategia avviata lo scorso anno, grazie all'azione del Comitato manageriale Environmental Social and Governance che ricade sotto la mia diretta responsabilità e di cui fanno parte le principali figure apicali della banca. È proprio su iniziativa del Comitato Esg, alla luce delle richieste dei Regolatori, delle aspettative dei mercati finanziari e delle best practices dei competitor nazionali e internazionali, che abbiamo avviato - tra le altre iniziative - 7 cantieri di attività con l'obiettivo di rafforzare e concretizzare l'integrazione delle tematiche Esg all'interno delle attività aziendali e nel business. I cantieri coprono integralmente l'orizzonte Esg e si suddividono in queste aree: Governance, People, Risk & Credits, Customers-Business, Customers-Wealth Management, Stakeholder engagement & Measurement, Environment. Al loro interno sono stati definiti 32 progetti da realizzare con il coinvolgimento di 15 diverse strutture della banca e oltre 50 tra colleghe e colleghi coinvolti».
Si concilia l’attenzione alla sostenibilità ambientale, economica e sociale con il profitto e il successo economico di una banca?
«Non solo si concilia, ma in una prospettiva di medio-lungo periodo risulta anche conveniente. La questione ambientale è sicuramente prioritaria e Banco Bpm già da tempo si impegna per ridurre il proprio impatto ambientale diretto utilizzando il 100% di energia elettrica da fonti rinnovabili certificate ed evitando l'immissione di oltre 33.000 tonnellate di CO2 equivalenti in atmosfera. Relativamente agli impatti indiretti, l'adozione di politiche ambientali che guidino la transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio porterà benefici in termini di investimenti e implementazione di tecnologie più efficienti da una parte e minori rischi ambientali per la banca dall'altra. Come tutti i grandi cambiamenti, occorre applicarli con gradualità ma senza indugio, avendo chiaro il piano d'azione e i tempi previsti per realizzarlo. Banco Bpm è fortemente focalizzato su questi obiettivi: vogliamo dare il nostro contributo al miglioramento della situazione ambientale e, insieme, lavoriamo per il successo economico della banca stessa e di tutti i nostri stakeholder».
A livello di prodotti avete integrato i fattori Esg nei mutui e annunciato dei Fondi. Ci sono altre novità?
«Il lancio dei Mutui Green e la distribuzione dei fondi Anima che tengono conto di criteri Esg come il Fondo Investimento Gender Equality 2026 finalizzato a sostenere società che valorizzino la parità di genere, non sono state le prime iniziative in questo ambito. Già dallo scorso anno siamo entrati nel mercato dell'efficientamento energetico con i prodotti legati al Super-Eco bonus e abbiamo stanziato, a partire dal dicembre scorso, un Plafond Investimenti Sostenibili 2020-23 pari a 5 miliardi di euro a disposizione delle aziende che investono in sostenibilità e green transition. Inoltre, a luglio abbiamo emesso il nostro primo Social Bond da 500 mln di euro per finanziare le Pmi colpite dall'emergenza pandemica. Abbiamo anche dato vita, insieme a Vera Financial, all'iniziativa "Una polizza, un albero", così che ad ogni polizza acquistata corrisponda una donazione per supportare il rimboschimento delle aree alpine colpite dalla tempesta Vaia nell'ottobre di 4 anni fa. Stiamo lavorando per ampliare ulteriormente l'offerta commerciale Esg e siamo convinti che questo filone continuerà ad arricchirsi, anche nell'immediato, per esempio grazie a iniziative collegate all'utilizzo delle risorse rivenienti dal Pnrr».