Cassa Centrale Banca, utile netto a +55% Premia la relazione con soci e clienti
Il gruppo con sede operativa a Trento ha visto crescere i ricavi del 30% a 2,4 miliardi e ha aperto nell’ultimo biennio 50 filiali. Il presidente Fracalossi: sono le 1.480 agenzie dei nostri istituti il fattore critico di successo del nostro percorso di sviluppo
di Paolo Paronetto
3' di lettura
3' di lettura
Presenza sul territorio e valori cooperativi come fattori di successo anche in un’epoca dominata dal digital banking. Cassa Centrale Banca chiude un bilancio 2023 da incorniciare e rivendica i risultati, anche economici, del tradizionale modello di servizio del credito cooperativo, pur senza dimenticare la necessaria evoluzione tecnologica.
Il gruppo, di rilevanza nazionale ma con cuore e sede operativa a Trento, lo scorso anno ha visto l’utile netto balzare a 871 milioni dai 562 del 2022 (+55%). I ricavi sono stati naturalmente trainati dal boom del margine di interesse, che sulla scia dei tassi Bce sono cresciuti del 30% a 2,4 miliardi, a fronte di commissioni nette a 795 milioni (+5,3%). Complessivamente, così, il margine di intermediazione è salito del 12,7% a 2,8 miliardi, a fronte di oneri di gestione a 1,9 miliardi (+8,2%), per un rapporto cost/income migliorato di 7 punti al 52 per cento. Il tutto con una solidità patrimoniale attestata da un coefficiente Cet 1 al 24,6 per cento.
«Gli ottimi risultati raggiunti dal gruppo Cassa Centrale, a 5 anni dalla sua costituzione – ha commentato di recente il presidente Giorgio Fracalossi – testimoniano l’attualità di un modello di servizio fondato sulla relazione con i soci, i clienti e le comunità di riferimento delle 66 Bcc, Casse Rurali e Raiffeisen che fanno parte del gruppo». «Sono le 1.480 filiali delle banche socie il fattore critico di successo del nostro percorso di sviluppo, sempre coerente con i valori cooperativi che ci contraddistinguono», ha rivendicato. In controtendenza rispetto al settore bancario non cooperativo, nell’ultimo biennio Cassa Centrale ha aperto 50 nuove filiali. Nel solo Nord Est il gruppo può contare su una rete di 612 sportelli (oltre il 41% del totale), di cui 281 in Trentino, 196 in Veneto, 129 in Friuli Venezia Giulia e 6 in Alto Adige. Nel dettaglio, in Trentino operano sotto le insegne Ccb 11 Casse Rurali con oltre 2mila dipendenti, per una raccolta complessiva di 22,8 miliardi e impieghi per 9,4 miliardi, in Veneto 5 Bcc con 1.394 lavoratori, raccolta di 14,2 miliardi e crediti per 6,2 miliardi, in Friuli Venezia Giulia 4 banche di credito cooperativo con 875 dipendenti, raccolta a 8 miliardi e impieghi a 4,4 e in Alto Adige 2 Raiffeisenkassen, 93 lavoratori, 1,6 miliardi di raccolta e 1,05 miliardi di impieghi. Nel 2023 a livello nazionale, «in un anno caratterizzato dal raffreddamento della domanda di credito», i crediti performing lordi sono aumentati di 130 milioni a 48,2 miliardi e le nuove erogazioni a soci e clienti sono state pari a oltre 8 miliardi, «distribuite in modo omogeneo nei territori di operatività» delle banche del gruppo. L’incidenza dei crediti deteriorati lordi è scesa al 4,2% del totale, mentre quella al netto delle rettifiche è allo 0,7 per cento. La raccolta diretta è salita dell’1,5% a 67 miliardi e quella complessiva è aumentata dell’8,9% a 111 miliardi. «Non posso nascondere la mia soddisfazione nel confermare un significativo trend di crescita» nel 2023 «con risultati economici ulteriormente migliorativi rispetto allo scorso anno, pur in un contesto di grande instabilità economica», ha rimarcato l’amministratore delegato Sandro Bolognesi. «In coerenza con l’evoluzione strategica che stiamo dando al gruppo – ha sottolineato mettendo in chiaro il “doppio binario” del modello di servizio – procede a ritmi serrati l’obiettivo di affiancare al presidio territoriale lo sviluppo dei canali digitali con focus sulle nuove tecnologie, al fine di soddisfare le esigenze di soci e clienti in una logica omnichannel». «Vogliamo insomma coniugare concretamente i valori che rendono uniche le nostre Bcc con le sfide della banca di domani», ha sintetizzato il manager. E proprio con l’obiettivo di «innovare il comparto della monetica» e dei servizi di pagamento, Cassa Centrale ha annunciato l’avvio di negoziati per una partnership strategica con il gruppo francese Worldline. Il progetto, da cui Ccb si aspetta «benefici di medio termine» e che rientra negli obiettivi del piano 2023-2026, prevede la fornitura e la gestione dei terminali Pos e la firma di una convenzione in esclusiva per i circuiti internazionali. Nel perimetro dell’accordo rientrano gli oltre 90mila Pos del gruppo, che nel 2023 hanno generato volumi di transato da oltre 9 miliardi. «L’iniziativa – ha spiegato la banca - si pone l’obiettivo di migliorare ulteriormente la qualità dei servizi Pos offerti agli esercenti clienti, rilanciando l’offerta con prodotti e servizi innovativi e a maggiore competitività sul mercato».



