Procura di Roma

Caso Delmastro, sequestrato il cellulare di Caroccia: ecco cosa cercano i pm

Nel corso dell’interrogatorio Caroccia ha raccontato di avere conosciuto Delmastro nel locale che all’epoca gestiva, Baffo. «Ci siamo piaciuti» ha detto

di Redazione Roma

 ANSA

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Va avanti il lavoro della Procura di Roma sul caso Delmastro, cioè l’indagine sulla società “Le 5 Forchette” di cui è stato azionista l’ex sottosegretario alla Giustizia. Con un nuovo, importante, tassello per i pm dell’Antimafia, che hanno disposto il sequestro del cellulare di Mauro Caroccia, l’uomo indagato assieme alla figlia Miriam, per riciclaggio e fittizia intestazione di beni.

Il lavoro degli inquirenti

Gli inquirenti puntano a ricostruire, analizzando chat e messaggi, la nascita della società. In particolare, i rapporti intercorsi tra Caroccia - che da febbraio sta scontando una condanna definitiva a 4 anni di carcere per reati di mafia - e gli azionisti che il 16 dicembre del 2024 firmarono l’accordo davanti a un notaio di Biella.

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Roma, pm dispongono sequestro cellulare Mauro Caroccia

Azionisti dimissionari

Il punto sono gli azionisti. Perché comparivano, oltre a Delmastro, l’ex vicepresidente del Piemonte Elena Chiorino (che si è dimessa dopo il sottosegretario di Nordio), il consigliere Davide Zappalà e l’assessore comunale a Biella Cristiano Fransceschini. Tutti membri di Fratelli d’Italia.

La speranza degli inquirenti è che il telefono sequestrato possa fornire elementi utili a ricostruire le fasi immediatamente precedenti alla nascita della Srl. Da questo punto di vista nel device potrebbero essere cristallizzate le comunicazioni intercorse tra l’indagato e lo stesso Delmastro.

L’interrogatorio

Nel corso dell’interrogatorio il braccio destro del clan Senese ha raccontato di avere conosciuto l’esponente di Fratelli d’Italia nel locale che all’epoca gestiva, Baffo. «Ci siamo piaciuti - ha sostanzialmente detto Caroccia, come riporta l’Ansa - e ha deciso di farci beneficenza, di aiutarmi perché in quel momento ero incensurato”. Per l’indagato l’apertura della società è stata una scelta “per sentirsi più tranquillo».

«Una parte della criminalità mi vessava e da quel momento si è allontanata perché vedeva Delmastro frequentare il locale con la scorta, auto dello Stato. I soldi li ha messi l’ex sottosegretario, è tutto tracciato». Secondo il suo difensore, l’avvocato Fabrizio Gallo, l’ex sottosegretario ha investito nella steak house di via Tuscolana non meno di 45 mila euro.

Nel giorno della creazione della Srl, Caroccia era presente nello studio di Biella assieme alla figlia Miriam - che risulta titolare di quote e amministratrice unica - e alla moglie. Proprio la consorte dell’indagato verrà ascoltata mercoledì dagli investigatori. Anche da lei gli inquirenti cercheranno di ottenere elementi utili a ricostruire il puzzle. Al momento Delmastro, comunque, non sarebbe indagato.

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