Caso Cospito, ecco la galassia e le saldature tra anarchici e antagonisti
Intelligence e Antiterrorismo hanno avviato un monitoraggio sul variegato mondo dell’antagonismo, riscontrando connessioni con militanti anarchici
di Ivan Cimmarusti
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Un unico filo lega le azioni eversive di matrice anarchica degli ultimi 40 giorni. Un’offensiva iniziata il 2 dicembre con l'attentato ai danni di Susanna Schlein, la prima consigliera dell’Ambasciata italiana ad Atene. Ma proseguita con attacchi più o meno gravi a Roma e Milano ma anche nelle sedi diplomatiche a La Paz, Santiago del Cile, Barcellona, Buenos Aires, Stoccarda, Porto Alegre, Madrid e La Plata. Ma è in Italia che si gioca la partita più delicata.
La saldatura tra anarchici e antagonisti
Intelligence e Antiterrorismo hanno avviato un monitoraggio sul variegato mondo dell’antagonismo, riscontrando connessioni con militanti anarchici. Non a caso, in manifestazioni e cortei per Alfredo Cospito svolte in diverse città, si sono visti anche giovani legati a collettivi universitari e centri sociali. Con il centrodestra tornato al Governo, gli apparati di sicurezza hanno riscontrato tentativi di rilancio delle istanze antifasciste.
Al netto dell’antifascismo, ad accomunare antagonisti e anarchici c’è il tema della lotta alla repressione ed alle carceri, così come l’ambientalismo radicale e l’opposizione ad opere pubbliche come il Tav ed il Muos in Sicilia. I centri sociali, con in prima fila Askatasuna a Torino, che fa riferimento all’area dell’autonomia, attivo in particolare nelle proteste No Tav, continuano le loro lotte storiche. Il 26 gennaio scorso il centro sociale torinese è stato perquisito dalla Digos e 36 attivisti sono stati denunciati. Le occupazioni studentesche sono riprese con un certo vigore, i movimenti per la casa non hanno perso vigore.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha messo in guardia dal rischio del «ricompattamento di frange della galassia dell’antagonismo come si è visto nella manifestazione di domenica a Roma». La battaglia per Cospito può così diventare la “bandiera” unificante di diverse pulsioni antisistema che si agitano nella società.
Progetti eversivi marchio Fai/Fri
Come per il caso di Alfredo Cospito, che pubblicava dal carcere articoli che incitavano all’eversione, l’intelligence ha raccolto nuove evidenze sul lancio di nuove pubblicazioni a sfondo anarchico. È in atto un tentativo di rilanciare i progetti eversivi a marchio Fai/Fri (Federazione Anarchica Informale/Fronte Rivoluzionario Internazionale), con un esplicito richiamo alla violenza insurrezionale contro gli apparati dello Stato.







