Case per studenti, la sfida si gioca su palestre, spazi food e servizi
È un business ancora sottodimensionato quello degli studentati, con un gap tra domanda e offerta nonostante le pipeline in via di sviluppo, ma che è destinato a evolversi puntando, rispetto ad altre forme di residenzialità, su una maggiore attenzione ai servizi, agli spazi comuni, al coinvolgimento degli ospiti e che, come già avviene all’estero, dovrà presto integrare al piano terra un’offerta retail
di Laura Dominici
3' di lettura
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È un business ancora sottodimensionato quello degli studentati, con un gap tra domanda e offerta nonostante le pipeline in via di sviluppo, ma che è destinato a evolversi puntando, rispetto ad altre forme di residenzialità, su una maggiore attenzione ai servizi, agli spazi comuni, al coinvolgimento degli ospiti e che, come già avviene all’estero, dovrà presto integrare al piano terra un’offerta retail.
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Un rapporto di Scenari Immobiliari stima che in Italia l’offerta abitativa a carattere istituzionale rivolta a studenti universitari non superi i 50mila posti letto (su una popolazione di 1,7 milioni di studenti di cui un 50% fuori sede e 76mila stranieri), ma al 2030, in base al numero degli universitari fuori sede, si assisterà a una domanda potenziale di 340mila studenti all’anno, numero che per Jones Lang Lasalle potrebbe raggiungere quota 500mila, con investimenti per tre miliardi di euro a fronte del miliardo scarso attualmente sul piatto e che vede in prima linea fondazioni bancarie, fondi pensione e fondi immobiliari.
«Solo il 10% della domanda stimata alloggia in studentati in Italia» conferma una ricerca di Nomisma, che mette in luce a livello europeo investimenti per circa sette miliardi di euro, con la Gran Bretagna che detiene uno share dell’80%, seguita da mercati come Olanda, Francia, Germania e Spagna.
Il fenomeno si inserisce in una fase di mercato che vede, tra l’altro, nelle città principali, un continuo sviluppo della piattaforma di sharing economy Airbnb, che invoglia i privati a sottrarre abitazioni al mondo universitario a favore di fonti di guadagno più proficue legate al settore dello short term.
I layout architettonici si adeguano alle nuove esigenze abitative e fanno prevedere, in Italia, un allargamento dell’utenza per lo student housing, grazie all’offerta di mini appartamenti e studio che creano un link tra lo studente e il mondo professionale e lasciano presagire un connubio più stretto con il mondo alberghiero.
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