Mercato residenziale

Case, il primo trimestre consolida la crescita 2025 ma rallenta

Secondo il 1° Osservatorio Immobiliare di Nomisma, con il venir meno della politica monetaria espansiva e il rialzo dei tassi, quest’anno si prevede un rallentamento delle compravendite. L’Istituto prevede +1,8% di transazioni (circa 780mila), dopo il +6,4% del 2025

di Laura Cavestri

 Bergamo Alamy Stock Photo

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Nei primi mesi del 2026, il mercato della casa - sia lato compravendite che affitti - consolida il trend di crescita già avviato nel 2025, ma rallenta. Passi in avanti sì, ma senza più balzi robusti. E’ quanto si legge nel 1° Osservatorio sul Mercato Immobiliare di Nomisma, presentato oggi presso l’UniCredit Tower Hall di Milano, che analizza la congiuntura del settore a livello nazionale con un focus di approfondimento su 13 mercati intermedi (Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno Taranto, Trieste e Verona).
Rispetto a un anno fa - nonostante le tensioni internazionali e segnali di un rischio di rialzo dell’inflazione che potrebbe restringere l’accesso al credito - i prezzi mostrano una dinamica più solida, si riduce il divario tra valori richiesti e offerti, l’offerta viene assorbita più rapidamente e la domanda è in crescita. «Sono segnali di un ciclo espansivo che tende a consolidarsi, con un mercato tendenzialmente più dinamico e più liquido ed una domanda sostenuta» sottolinea Nomisma.

Il mercato delle compravendite

Tuttavia, se nel 2025 le compravendite del mercato residenziale italiano sono cresciute del +6,4% rispetto all’anno precedente e anche nei 13 mercati intermedi sono aumentate complessivamente del +6%, con una crescita più marcata nei capoluoghi rispetto al resto della provincia, nel 2026, Nomisma stima un rallentamento dell’attività, con un ritmo sul mercato nzionale più contenuto (+1,8% rispetto al 2025) e attestandosi intorno alle 780mila transazioni. Un livello che, secondo le attese, dovrebbe mantenersi sostanzialmente stabile anche nel biennio successivo.

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In ogni caso, nel 2025, a sostenere questa espansione ha contribuito il ricorso al credito: nel triennio 2023-2025 la quota di acquisti finanziati tramite mutuo è salita dal 40,1% nel 2023 al 41,7% nel 2024, fino a raggiungere il 45,9% nel 2025, evidenziando un rafforzamento della leva finanziaria a supporto della domanda. Un quadro sostenuto dal calo dei tassi e da una domanda più favorevole oltre che dal mantenimento della buona qualità degli indicatori di rischio delle banche. Nel corso del 2025 la combinazione di relativa stabilità dei tassi sui nuovi mutui di durata oltre i 10 anni nell’Area Euro e di moderato incremento in Italia ha determinato un lento ma costante allargamento dello spread. Il valore di 32 punti base osservato all’inizio del 2026 rappresenta infatti il picco massimo degli ultimi due anni, evidenziando il progressivo disallineamento tra l’evoluzione dei tassi italiani e quelli dell’Area Euro.

Sul fronte dei valori degli immobili residenziali, la variazione annuale dei prezzi nei primi mesi del 2026 nei 13 mercati intermedi conferma il trend di crescita. I prezzi delle abitazioni in ottimo stato aumentano del +2,3%, mentre quelli delle unità in buono stato segnano un +2,7%, dinamica ancora positiva ma in progressivo rallentamento rispetto al triennio 2023–2025. Nei 13 mercati intermedi monitorati, i tempi medi di vendita di un’abitazione si attestano intorno ai 5 mesi, mentre lo sconto medio in fase di trattativa è pari all’8,6 per cento. Si tratta di un livello contenuto, coerente con un mercato che continua a mostrare una buona capacità di assorbimento dell’offerta.

Secondo Nomisma - in assenza di shock economici - il 2026 si prospetta in continuità con il percorso di crescita già delineato nel 2025. La domanda resta sostenuta, alimentata da una radicata preferenza per l’acquisto dell’abitazione, che continua a prevalere anche a fronte di una capacità di spesa limitata. Nonostante un costo dei mutui più oneroso e prezzi di compravendita elevati, le famiglie confermano infatti una forte propensione all’acquisto, ancora percepito come più conveniente rispetto alla locazione.

Il mercato delle locazioni

Per quanto riguarda il mercato della locazione residenziale, nel 2025 in Italia si conferma una dinamica complessivamente positiva con oltre 1 milione di contratti registrati, in crescita del +1,4% rispetto al 2024. Le variazioni annuali dei canoni di locazione nel comparto residenziale confermano un ciclo espansivo ormai consolidato (+3,4% in media). Le abitazioni in buono stato mostrano una sequenza di incrementi che, dopo la ripresa avviata nel 2022, si rafforza nel 2023 e nel 2024. Nel 2025 la crescita prosegue, anche se con un ritmo più moderato, a conferma di un mercato ancora sostenuto da una domanda vivace e caratterizzato da una persistente carenza di offerta. Mentre le restrizioni introdotte o annunciate sul mercato degli affitti tendono a riportare sul mercato qualche unità immobiliare,dall’affitto breve alla locazione tradizionale ma, trattandosi di piccole quantità, ciò non incide in modo sostanziale sugli equilibri generali.

Sul fronte dei rendimenti, il segmento abitativo si conferma su livelli elevati, con un rendimento totale medio lordo annuo pari all’8,4% (somma del rendimento lordo da locazione del 5,7% e di un aumento dei prezzi del 2,7%), leggermente superiore rispetto all’anno precedente. I tempi medi per concludere un contratto di affitto si attestano in media a 1,6 mesi, evidenziando un mercato dinamico.

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