Casa, obbligo di energie rinnovabili con i lavori di ristrutturazione
Operative le norme che anticipano la direttiva Case green: interventi come il cappotto termico vanno accompagnati con fotovoltaico e pompe di calore
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Obbligo di coprire una quota dei consumi di energia degli edifici con le rinnovabili. E, di fatto, obbligo di fare ricorso a soluzioni come le pompe di calore, i sistemi ibridi o il fotovoltaico. Anche per interventi di taglio medio, molto frequenti nei condomini, come l’installazione di un cappotto termico.
Chiedilo al Sole
Il decreto legislativo 5/2026, che attua la direttiva Red III sulla promozione dell’energia da fonti rinnovabili (2023/2413) e che in qualche modo anticipa la direttiva Case green(ancora inattuata in Italia), è diventato pienamente operativo per i titoli edilizi presentati a partire dal 3 agosto. Il testo introduce adempimenti che potrebbero avere un impatto molto forte: resta da capire quanto sarà ampio il perimetro delle deroghe possibili, sulle quali si pronuncerà il ministero dell’Ambiente.
Le novità
Partendo dalle norme, il vecchio assetto prevedeva obblighi di utilizzo di impianti a fonti rinnovabili per gli edifici nuovi e per quelli sottoposti a ristrutturazioni rilevanti. Si trattava di interventi pesanti: demolizione e ricostruzione o ristrutturazione integrale dell’involucro per edifici con superficie utile sopra i mille metri quadrati. Il nuovo decreto rivede l’allegato III del Dlgs 199/2021 (il recepimento della precedente direttiva), mantiene gli obblighi per il nuovo ma allarga il perimetro degli adempimenti per le ristrutturazioni: riguarderanno le ristrutturazioni importanti di primo (intervento che interessa oltre il 50% dell’involucro e la ristrutturazione dell’impianto termico) e secondo livello (interventi oltre il 25% della superficie disperdente dell’involucro) e, in più, la ristrutturazione dell’impianto termico.
Il caso più frequente è proprio quello della ristrutturazione di secondo livello. La ristrutturazione dell’impianto, infatti, comporta la modifica sostanziale di tutta la catena del calore, dalla produzione all’emissione, passando per la distribuzione. Bisognerà rifare, ad esempio, la caldaia, la rete dei tubi di trasporto dell’acqua e i termosifoni. Un caso non frequentissimo.
Nel secondo livello, invece, rientrano anche ipotesi come il rifacimento del cappotto. In queste situazioni bisognerà garantire che il 15% della somma dei consumi previsti per la climatizzazione invernale e la climatizzazione estiva sia coperto da rinnovabili. Soluzioni come il fotovoltaico e le pompe di calore o i sistemi ibridi diventano, di fatto, obbligatorie.








