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Casa, il mercato è dinamico ma cresce il divario sociale

Secondo il 18° Rapporto sull’Abitare 2025, le compravendite pari a circa 770mila transazioni, sono sopra i volumi pre-pandemia, ma solo il 35,8% degli italiani ritiene il proprio reddito sufficiente per le spese essenziali

di Laura Cavestri

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Un mercato dinamico, dove crescono le compravendite ma anche il divario sociale che rende, per ampie fasce della popolazione, più precario l’accesso alla casa. A fotografare lo stato dell’arte è il 18° Rapporto sull’Abitare 2025, realizzato da Nomisma, che analizza l’evoluzione del mercato residenziale e i cambiamenti in atto nei comportamenti e nei bisogni abitativi.

Più acquisti e più mutui

Sul fronte del mercato, il preconsuntivo Nomisma per l’anno 2025 stima un numero di compravendite pari a circa 770mila transazioni, nettamente superiore ai volumi pre-pandemia. Le previsioni indicano una sostanziale stabilità nel triennio 2026-2028, con volumi che resteranno elevati seppur con ritmi di crescita più contenuti rispetto a quelli dell’anno da poco concluso. Al contempo, è forte il rimbalzo delle erogazioni di nuovi mutui nel 2025, dopo il brusco calo registrato nel 2023. Nonostante la dinamica positiva, la quota di famiglie che accede al mutuo rimane inferiore ai livelli massimi registrati nel periodo post-pandemico, a conferma di una persistente selettività dell’accesso al credito. Anche sul fronte del credito si registra un deciso rimbalzo, con un incremento del +30,8% dell’importo dei nuovi mutui erogati.

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Si accentua anche la fragilità finanziaria

In questo scenario, mentre il settore accelera, per un numero crescente di nuclei familiari l’accesso alla casa si fa più complesso. Solo il 35,8% delle famiglie considera oggi il proprio reddito adeguato a coprire le spese essenziali, mentre cresce la quota di chi lo giudica appena sufficiente o inadeguato (18,5 per cento). Il risultato che ne deriva è un divario sempre più marcato tra la vitalità del mercato immobiliare e la reale capacità economica delle famiglie italiane, che rende l’acquisto di un’abitazione un obiettivo sempre più difficile da raggiungere, anche a causa degli elevati costi di acquisto in molte realtà urbane.

Si accentua la fragilità finanziaria: oltre 1/4 delle famiglie dichiara di non riuscire a risparmiare, mentre circa 1/3 segnala un’ulteriore contrazione della propria capacità di accumulo rispetto all’anno precedente. Le difficoltà colpiscono in modo particolare i nuclei più esposti alle pressioni di spesa, come le famiglie numerose, i single di mezza età, gli anziani soli, ampliando le disuguaglianze e rendendo più instabile l’equilibrio economico di ampie fasce della popolazione.

Le evidenze raccolte nel Rapporto sull’Abitare 2025 fotografano un mercato residenziale che mantiene livelli di attività elevati, ma al tempo stesso evidenziano un crescente scollamento tra le dinamiche del mercato e le condizioni economiche di una parte sempre pi ampia di famiglie. La casa continua a rappresentare non solo una esigenza prioritaria, ma anche un pilastro della sicurezza economica e patrimoniale degli italiani. «L’accessibilità dell’abitare si sta riducendo, soprattutto per i nuclei più giovani e per quelli caratterizzati da elementi di fragilità»໬ dichiara Chiara Pelizzoni, senior project manager dell’Osservatorio Immobiliare di Nomisma.

Per la maggioranza delle famiglie in affitto (53,6%), la locazione non rappresenta una scelta strategica, ma una necessità dettata dall’insufficienza delle risorse per accedere alla proprietà. In un solo anno, la quota di famiglie che ha fatto ricorso all’affitto per periodi superiori ai sei mesi è salita dal 3,3% al 5,5%, con una maggiore incidenza tra i nuclei pi giovani, gli imprenditori e i liberi professionisti. Parallelamente, cresce la percezione della casa di proprietà come opzione economicamente meno conveniente nel suo complesso, mentre si riduce ulteriormente la componente di chi considera l’affitto una soluzione temporanea in attesa dell’acquisto.

La prospettiva del Piano Casa

A incidere sulle tensioni del mercato contribuiscono anche i cambiamenti demografici: invecchiamento della popolazione, crescita delle famiglie unipersonali e diminuzione dei nuclei con figli, spingono la domanda verso abitazioni pi piccole, affitti e soluzioni innovative come student housing, senior housing e co-living. Tuttavia, nel nostro Paese l’offerta resta ancora limitata e fatica ad adeguarsi, frenata dalla scarsa produzione di nuove abitazioni e dai vincoli normativi che rallentano la riqualificazione del patrimonio esistente.

«In questo scenario - conclude Pelizzoni - il Piano Casa rappresenta un elemento cruciale per orientare le risorse verso un rafforzamento strutturale dell’offerta, in particolare di alloggi accessibili e in locazione, capaci di rispondere ai bisogni delle nuove generazioni e di accompagnare i profondi cambiamenti demografici e sociali in atto. In attesa del nuovo Piano Casa, risultano tuttavia necessarie misure urgenti per far fronte a una situazione che sta assumendo i tratti di una vera e propria emergenza nazionale».

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