Residenze e compravendite

Casa, incentivi fiscali e qualità della vita: i Paesi europei più attrattivi

Tra tensioni geopolitiche e nuove politiche, l’Europa rafforza l’attrattività immobiliare. Dalla Golden Visa in Grecia alle agevolazioni per giovani lavoratori e impatriati in Spagna, Italia e Paesi Bassi, la mappa delle tasse e dei pezzi

di Rossella Savojardo

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Con Dubai e, più in generale, gli Emirati Arabi Uniti al centro delle tensioni geopolitiche, l’Europa potrebbe rafforzare la propria attrattività anche sul piano immobiliare, diventando una destinazione sempre più interessante per investitori e lavoratori in cerca di nuove opportunità e scenari di trasferimento. Nei regimi di incentivazione fiscale adottati dai vari Paesi europei, la componente immobiliare è ormai un elemento determinante. Secondo un’elaborazione di Dla Piper per il Sole 24 Ore, alcune nazioni hanno politiche più mirate rispetto ad altre.

Dalla Grecia a Malta: le politiche mirate

La Grecia offre la Golden Visa che lega direttamente l’acquisto di un immobile alla residenza, con soglie minime per zone, che nel 2026 arrivano fino a 800mila euro nelle aree più pregiate. Lisbona - archiviata la stagione dei visti “passivi” - punta invece su chi la casa la vive con un ecosistema di norme che includono anche l’esenzione da imposte di trasferimento e bollo per gli under 35 (anche stranieri) sull’acquisto della prima abitazione, se questa ha un valore fino a circa 330mila euro. In Olanda, gli under 34 non pagano la tassa di trasferimento se l’immobile ha un valore di massimo 555mila euro e viene utilizzato come abitazione principale (che non può essere affittata). A Malta, la leva fiscale è ancora più esplicita: alcuni specifici programmi prevedono la possibilità di ottenere la residenza agevolata se si acquista un immobile di almeno 375mila euro, o se ne affitta uno per almeno 14mila euro all’anno. Per chi acquista per la prima volta a Malta (anche stranieri) il regime prevede l’esenzione totale della tassa di bollo per i primi 200mila euro di valore della casa, più un bonus di 10mila euro per il mutuo. Se l’acquisto avviene per una casa in centro storico o abbandonata da oltre sette anni, nel 2026 si ha diritto a un’esenzione totale dalle tasse di acquisto e a un rimborso Iva fino a 54mila euro sulle spese di ristrutturazione, oltre a un bonus di acquisto fino a 40mila euro.

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Il caso della Spagna e il fattore accessibilità

Dove manca una politica immobiliare diretta, il fisco agisce comunque di riflesso. In Spagna, la Beckham Law introduce un’aliquota fissa al 24% per impatriati, nomadi digitali o chi si trasferisce per lavoro aumentando la capacità di finanziamento anche per l’acquisto di casa. Lo stesso scopo della flat tax italiana al 7% per i pensionati nei piccoli comuni del Sud e lo sconto Irpef per gli impatriati. In Sicilia il meccanismo diventa più mirato: rimborso del 50% dell’Irpef a chi si trasferisce, condizionato anche all’acquisto o ristrutturazione di un immobile e al mantenimento della residenza.

Ma quando si parla di immobiliare, il filtro d’analisi non può essere solo quello fiscale. L’accessibilità dei prezzi, i servizi e la qualità della vita sono elementi altrettanto rilevanti. Mercati più accessibili sono Grecia o Malta. «Territori attrattivi per fiscalità e prezzi, ma che scontano una carenza di servizi e di comodità logistiche», spiega Federico Rivolta, direttore area ricerca di Scenari Immobiliari. Al contrario, la Spagna si distingue tra i contesti più completi in Europa, con un mix tra fiscalità e qualità della vita competitivo. Non a caso, insieme al Portogallo ma con una capacità attrattiva più strutturata, è uno dei poli principali per nuovi residenti. «Sono mercati maturi con soglie di ingresso medio-alte, che sono però garanzia di stabilità e servizi», aggiunge Rivolta.

Quanto all’Italia, sebbene la “dolce vita” rappresenti l’immagine simbolo del Paese, la limitata attrattività fiscale per lavoratori e nomadi digitali, insieme agli alti prezzi in località ricercate, rallenta l’afflusso di nuovi lavoratori; mentre continua a richiamare grandi patrimoni grazie alla flat tax. Territori come i Paesi Bassi hanno invece costruito la propria attrattività su imprese e forza lavoro qualificata. «Si tratta però di mercati con livelli di sostenibilità troppo bassi per le fasce più giovani, se non fuori dai grandi centri», conclude Rivolta.

I COSTI IMMOBILIARI E L’ATTRATTIVITÀ PER PAESE

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