Carol Ann Duffy: scandalosa la mia poesia? No, sorprendente
La celebre poeta scozzese parla della sua ultima raccolta e regala ai lettori un inedito
di Lara Ricci
3' di lettura
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“Volevo raccontare tutti gli aspetti dell’amore, perché la poesia è fatta di verità, non di favole”. Carol Ann Duffy, nata a Glasgow nel 1955, è stata la prima donna a ricoprire la carica di “Poet laureate”, il poeta cui viene affidato il ruolo di comporre versi per le cerimonie ufficiali della monarchia del Regno Unito. Una carica istituita nel 1668: il primo fu John Dryden, tra i successori ci furono Wordsworth e Tennyson. Da allora Duffy è una celebrità. Nel 2023 ha pubblicato quattro antologie dedicate ai temi più importanti della sua poesia: Love, Elegies, Nature e Politics. Poesie d’amore è il titolo della versione italiana, pubblicata in questi giorni da Crocetti, a cura di Floriana Marinzuli e Bernardino Nera. Centouno poesie, di cui una inedita, che esplorano l’amore saffico in tutti i suoi aspetti. L’abbiamo incontrata a Festivaletteratura, a Mantova. Sollecita dallo sguardo ironico che riserva ai suoi interlocutori le domando con lo stesso piglio:
Considera alcune sue poesie provocatorie?
No, forse sorprendenti.
Questo libro è una selezione di quel che ha composto in quarant’anni, come ha scelto le poesie?
Ho cominciato dall’inizio, dal mio esordio, era il 1985, ma alcune poesie erano state scritte prima. Le ho scelte in base al percorso che le poesie avevano fatto, e ai vari aspetti dell’amore che trattavano.



