Politiche regionali

Caro trasporto merci, Confindustria Sardegna: bene i 30 milioni dalla Regione

Le imprese chiedono però un provvedimento strutturale in grado di garantire alle imprese sarde la «giusta competitività»

di Davide Madeddu

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Uno stanziamento di 30 milioni di euro in Sardegna per ridurre gli impatti sui costi di trasporto delle merci conseguenti alle diverse componenti esogene che, da oltre 12 mesi, mettono a dura prova la competitività di settori come l’agroalimentare, il lapideo il manifatturiero e il trasporto. È quanto ha messo in campo la Regione per sostenere le imprese

L’auspicio delle imprese è che, oltre le misure per tamponare l’emergenza, ci sia un provvedimento strutturale in grado di garantire alle realtà sarde la «giusta competitività» con quelle che operano fuori dall’Isola. Perché il maggior costo del trasporto merci da e per la regione supera il 45% nel breve tempo e si stima che i maggiori costi sostenuti dalle imprese, solo nel 2025, abbiano superato i 150 milioni di euro.

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Parere favorevole di Confindustria

«Confindustria Sardegna accoglie con favore la comunicazione del governo regionale in merito al preannunciato stanziamento di 30 milioni di euro - scrive in un documento l’organizzazione degli industriali - per ridurre gli impatti sui costi di trasporto delle merci conseguenti alle diverse componenti esogene che, da oltre 12 mesi, mettono a dura prova la competitività di settori come l’agroalimentare, il lapideo il manifatturiero e il trasporto».

Anche perché ai rincari tradizionali si devono sommare quelli derivanti dall’aumento dei prezzi dei carburanti conseguenti al conflitto in Medio Oriente.

Serve uno strumento strutturale

«In attesa di leggere l’articolazione del preannunciato provvedimento, l’iniziativa della Regione Sardegna sembra in linea con quanto le nostre imprese segnalano da mesi alle istruzioni sia regionali che nazionali - dice Andrea Porcu, direttore di Confindustria Sardegna -. Tuttavia, serve uno strumento strutturale, di lungo periodo, perché le imprese sarde non possono più continuare a sostenere costi del trasporto superiori rispetto ai concorrenti del resto d’Italia e d’Europa».

L’invito alla Regione

Dall’organizzazione degli industriali sardi anche un invito alla Regione «ad agire con coraggio e determinazione». «Ci sono tante di quelle evidenze oggettive sulle condizioni di svantaggio della Sardegna in materia di trasporto merci, già ampiamente utilizzate a loro favore da regioni come la Sicilia, la Corsica o le Baleari, che - prosegue l’organizzazione -il paventato rischio di una procedura di infrazione della Commissione UE pare del tutto improbabile».

C’è poi un altro aspetto sottolineato, e riguarda la prospettiva. Perché secondo un rapporto del Centro Studi di Confindustria «sono potenzialmente a rischio diverse migliaia di posti di lavoro con la definitiva desertificazione produttiva della Sardegna che resterà una bellissima isola sempre più distante dalle altre regioni italiane ed europee che, invece, registrano, nonostante gli scenari internazionali, tassi di crescita produttiva più che positivi».

Una azione concreta

«Ecco perché, anche in vista della imminente Prima variazione di Bilancio, Confindustria Sardegna, unitamente ad altre associazioni di categoria - conclude l’organizzazione - ha segnalato anche nelle scorse settimane che è improcrastinabile l’adozione di strumenti economici e normativi regionali necessari ad assicurare la tanto attesa continuità territoriale delle merci come già avviene per le persone».

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