Trasporti e ambiente

Caro carburanti? A Cremona ora i bus sono tutti elettrici

Oltre 15 milioni di euro di investimenti dal 2022 a oggi per ridurre del 70% le emissioni climalteranti del trasporto pubblico nel capoluogo lombardo

di Giulia Riva

Autobus elettrici a Cremona

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Mentre la guerra in Iran fa schizzare i prezzi dei carburanti e lascia a piedi sempre più persone nel mondo, che trovano la stazione di servizio a secco o non riescono a far fronte all’incremento dei costi, Cremona è diventato il primo capoluogo lombardo dove la flotta urbana di autobus per il trasporto pubblico è al 100% elettrica.

Flotta green: quanto costa

Sono 34 i mezzi elettrici ora in servizio in città, gli ultimi 3 operativi dall’inizio di aprile. Una svolta green maturata nel tempo: la sperimentazione sull’impiego di autobus a trazione elettrica ha preso il via nel 2022 e ha richiesto un investimento complessivo di 15,3 milioni di euro, realizzato con il supporto dei finanziamenti assegnati a Cremona dal Piano Strategico Nazionale di Mobilità Sostenibile (Psnms) - per 6,8 milioni - e dei fondi del Pnrr pari a 5,6 milioni. Arriva Italia, che gestisce la flotta, ha contribuito con 2,9 milioni di euro per cofinanziare l’acquisto dei mezzi e - in collaborazione con Enel X Italia - ha realizzato l’impianto elettrico a servizio delle infrastrutture di ricarica dei bus, costato 500 mila euro.

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È stato poi introdotto - in partnership con Bia Power - un sistema intelligente per l’ottimizzazione della ricarica, che consente di acquistare energia nei momenti più convenienti.

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Gli investimenti hanno incluso corsi di formazione - rivolti sia agli autisti che al personale in officina - per affrontare le specificità dei nuovi mezzi, con particolare attenzione alle misure antincendio nei veicoli elettrici: 95 gli addetti che hanno ricevuto un aggiornamento, tra conducenti e personale tecnico.

Meno 70 per cento di emissioni climalteranti e zero smog

Cremona ha a disposizione 4 tipologie di veicoli a emissioni zero, con dimensioni diverse per adattarsi alle vie della città: il bus più grande - modello BYD K9UB - è lungo 12 metri e può ospitare fino a 84 passeggeri: 23 persone sedute più altre 61 in piedi. Il mezzo più snello è il modello Yutong E7, che in 7 metri di lunghezza carica fino a 30 passeggeri (10 seduti, 20 in piedi).

Il sindaco della città, Andrea Virgilio, parla di «passo storico e concreto verso il futuro della mobilità sostenibile» e racconta che «questi nuovi mezzi, di piccole dimensioni, si inseriscono perfettamente nel contesto del centro storico e saranno impiegati sulle linee che lo attraversano. La loro introduzione risponde anche a un obiettivo preciso che ci eravamo dati: sostituire progressivamente i mezzi più datati e impattanti con soluzioni moderne, sostenibili e pienamente compatibili con le caratteristiche del tessuto urbano», dice.

Nel complesso, un veicolo ha autonomia per percorrere, in media, tra i 250 e i 300 km al giorno.

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Confrontando le emissioni climalteranti dei veicoli diesel e di quelli elettrici - cioè rapportando le tonnellate di CO₂ equivalente ai chilometri percorsi, in base alle banche dati dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) - nel 2025, per la sede di Cremona, si stima una riduzione di emissioni climalteranti superiore al 70%. Il vantaggio ambientale degli autobus elettrici risulta ancora più marcato per quanto riguarda gli inquinanti responsabili dello smog urbano, per i quali si registra un abbattimento totale rispetto ai veicoli diesel.

Oltre ai vantaggi in termini di sostenibilità ecologica, gli autobus cremonesi si distinguono ora per una maggiore agilità nei pagamenti: è possibile saldare il biglietto direttamente a bordo, in modalità contactless, passando la propria carta sul validatore sia in salita che in discesa (per calcolare la tratta corretta).

Le differenze tra trasporto urbano e extraurbano

Il caso cremonese, per ora, pare unico nel suo genere. «Al momento non abbiamo altri progetti analoghi» a questo, «dove l’obiettivo era il raggiungimento del 100% di elettrificazione della flotta urbana», fa sapere Arriva Italia. «Nelle altre aree in cui operiamo, infatti, il servizio è prevalentemente extraurbano: in questo contesto l’elettrificazione risulta ancora complessa da pianificare, soprattutto per le criticità legate all’autonomia dei mezzi, ai tempi e alle infrastrutture di ricarica, che si adattano meno facilmente a percorrenze più lunghe e variabili», spiega l’azienda dei trasporti.

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«Per questo motivo abbiamo scelto di diversificare le soluzioni energetiche della flotta, puntando anche su carburanti alternativi come HVO (diesel prodotto da scarti di oli vegetali esausti e grassi animali, ndr) e biometano. In particolare, abbiamo recentemente attivato un impianto di rifornimento a biometano presso la nostra sede di Brescia. Questa diversificazione consente non solo di ridurre le emissioni, ma anche di limitare i rischi legati alla dipendenza da un’unica fonte energetica, aumentando la resilienza complessiva del servizio» prosegue l’azienda.

«In ogni caso, l’elettrico rimane una direttrice strategica di sviluppo: stiamo infatti investendo in questa tecnologia anche in altri territori, come Brescia e Bergamo, adottando però un approccio graduale e coerente con le specificità operative locali. La sfida è estendere progressivamente l’impiego dei mezzi elettrici anche ai contesti suburbani: in questa direzione, nelle procedure di acquisto più recenti abbiamo già previsto l’introduzione di veicoli elettrici suburbani. L’evoluzione molto rapida delle tecnologie, in termini di autonomia, prestazioni e soluzioni di ricarica, rende sempre più concreta la possibilità di ampliare nel tempo gli ambiti di utilizzo dell’elettrico», assicura.

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