Carne coltivata dalla ricerca made in Trento
L’innovazione. La società Bruno Cell utilizza le conoscenze dell’ingegneria dei tessuti e della medicina rigenerativa per riprodurre i processi naturali. I competitor. Il divieto italiano alla produzione costringe a concentrare gli sforzi esclusivamente sulla ricerca. Collaborazioni con Austria e Germania
di Valentina Saini
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La prima start up italiana della carne coltivata ha sede in Trentino, ed è un esempio di quell’economia della conoscenza che la provincia autonoma ha costruito con decenni di investimenti in ricerca e alta formazione, e che le è valsa persino l’appellativo di “Silicon Valley delle Alpi” da parte di autorevoli quotidiani stranieri (anche se nel Trentino, territorio prevalentemente montano, a differenza che a Palo Alto, sono soprattutto i fondi pubblici a sostenere la ricerca e a promuovere la creazione di aziende innovative).
Bruno Cell, questo il nome della startup, è nata a fine 2019 con un obiettivo preciso: fare a carne coltivata, il cui mercato secondo Barclays potrebbe valere 450 miliardi di dollari nel 2040, una risorsa economicamente sostenibile.
Oggi detiene un brevetto proprio in questo senso e fa parte di Feasts, un progetto triennale da 7 milioni di euro di budget col quale l’Unione Europea (nel consueto gergo macchinoso di Bruxelles) intende dotarsi di «un sapere solido e imparziale su carne e prodotti ittici coltivati, e il ruolo che potrebbero giocare in un sistema alimentare sostenibile» e «sviluppare standard in grado di plasmare il futuro sviluppo e l’implementazione di queste tecnologie».
Il potenziale sembrerebbe notevole, anche per la lotta al cambiamento climatico: secondo uno studio apparso su The International Journal of Life Cycle Assessment nel gennaio 2023, ad esempio, la produzione di un kg di carne coltivata potrebbe emettere fra i 3 e i 14 kg di CO2 equivalente (CO2e). Secondo dati pubblicati cinque anni fa sulla prestigiosa rivista Science, invece, con il sistema tradizionale si emettono 99,48 kg di CO2e per ogni chilo di carne bovina.
Ma in cosa consiste questo nuovo modo di produrre carne? Basata su conoscenze emerse dalle biotecnologie mediche, dall’ingegneria tissutale e dalla medicina rigenerativa, la tecnologia per produrre carne coltivata riproduce processi che avvengono naturalmente negli animali.



