Cariaggi, sostenibilità asset fondamentale. Robotica e ricerca stimolo alla creatività
L’azienda marchigiana leader nella produzione made in Italy ha chiuso il 2020 con ricavi in calo del 20%, in linea con l'andamento del mercato. Spesi 3 milioni per un nuovo reparto produttivo
di Silvia Pieraccini
3' di lettura
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È il più grande produttore di filati made in Italy per maglieria di lusso, e in questa fase difficile, in cui la pandemia condiziona (anche) le collezioni moda, la marchigiana Cariaggi ha tenuto fede alla propria storia, senza cambiare strada. «Nel 2020 abbiamo continuato a investire in macchinari e in ricerca e sviluppo, dando vita a proposte innovative per stimolare la creatività dei nostri clienti», spiega Cristiana Cariaggi, consigliere di amministrazione e direttore Sustainability dell'azienda familiare situata a Cagli (Pesaro-Urbino), 106 milioni di fatturato 2019 con il 5,1% di margine operativo lordo (ebitda) e 276 dipendenti.
Quali cambiamenti avete introdotto negli ambienti di lavoro?
I reparti produttivi sono molto ampi, e abbiamo un nuovo magazzino dedicato alla materia prima di 2.600 metri quadrati che si aggiunge ai laboratori per ricerca colori, controllo qualità e campionatura di 2.400 metri quadrati: avere spazi così grandi ha aiutato il distanziamento, abbiamo fatto interventi di sanificazione e turnazione del personale negli ambienti comuni. Ovviamente abbiamo introdotto mascherine e gel in linea col protocollo Covid.
Quali novità resteranno oltre la pandemia?
Resterà il nuovo approccio digitale per dialogare con i clienti. Senza dubbio è importante tornare a incontrarsi fisicamente, ma le nuove modalità di comunicazione come i meeting in video-call possono integrare la nostra attività: abbiamo constatato che in alcune circostanze sono degli strumenti utili per accorciare i tempi.


