Il punto

Carburanti, al via un altro taglio accise sul gasolio: gli aiuti mirati forse a fine mese

Due i nodi da sciogliere: il primo, il più importante, è quello economico e riguarda le risorse a disposizione; il secondo punto, invece, è quello successivo, e cioè a chi destinare gli aiuti

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Un altro, breve periodo di taglio accise sul gasolio per tutti. Che parte oggi, con la stessa entità (-17 centesimi al litro) che ormai va avanti da più di un mese. Durerà altri cinque giorni, dunque fino a giovedì 10 settembre compreso. Poi, bisognerà capire se prendere ancora tempo per virare sugli interventi mirati, cioè il piano del Governo e della maggioranza annunciato da settimane.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Mimit, prezzo self benzina sale a 2,054 euro

Il prezzo dei carburanti continua a crescere. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha reso noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, lunedì 7 settembre il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 2,054 euro al litro per la benzina (2,053 il prezzo di ieri) e 2,165 euro al litro per il gasolio (stabile su ieri). Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,140 euro al litro per la benzina (2,139 ieri) e 2,239 euro al litro per il gasolio (2,238 ieri).

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Per gli aiuti, questa volta “mirati”, bisognerà aspettare fino a fine mese. «Gli uffici stanno lavorando, 25 giorni potrebbero essere sufficienti per trovare una soluzione», ha detto da Cernobbio il ministro dell’Ambiente e Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

La soluzione non sembra a facile portata perché, ha spiegato il ministro, il governo lavora «anche a quello che riguarda lo scostamento e quindi la verifica delle compatibilità delle misure va fatta in rapporto anche tecnico con l’Unione Europea. Siamo al 5 settembre, 25 giorni dovrebbero bastare», ha aggiunto smorzando l’ipotesi di aiuti in arrivo per il 10 settembre quando scadrà l’ultima proroga del taglio delle accise sul gasolio prevista dall’ultimo decreto interministeriale.

Ancora lontana la quadra sugli interventi mirati

Il cambio di rotta la maggioranza lo avrebbe deciso parecchi giorni fa, ma trovare una quadra non è semplice. Due i nodi da sciogliere: il primo, il più importante, è quello economico e riguarda ovviamente le risorse a disposizione; il secondo punto, invece, è quello successivo, e cioè a chi destinare gli aiuti.

I nodi

Su entrambi i fronti le discussioni sono in corso da giorni. E non sono mancate le polemiche. Per il primo punto, sulla possibilità di attingere alle compagnie energetiche (si legga extraprofitti): la Lega lo ha chiesto apertamente, mentre Forza Italia lo ha più volte negato.

Poi, si discute sui beneficiari. Si è parlato della carta Dedicata a Te, distribuita a più di un milione di persone in Italia in base all’Isee. Una proposta avanzata a inizio crisi dal ministero delle Imprese, ma che non accontenta i leghisti perché, come ha spiegato Claudio Borghi, «andrebbe per lo più a stranieri ed evasori». Il senatore del Carroccio ha proposto invece di includere il ceto medio nella platea dei beneficiari. E infine il leader del partito Matteo Salvini ha chiesto di non dimenticare gli autonomi nel caso si dovesse virare verso aiuto ai lavoratori, magari tramite fringe benefit.

C’è anche il tema degli aiuti settoriali, a cui i vari decreti hanno dedicato più di mezzo miliardo di euro. L’idea sarebbe quella di aiutare ancora le imprese tramite crediti d’imposta, in particolare quelle dell’autotrasporto per frenare l’avanzata dell’inflazione.

Serve un Consiglio dei ministri per le nuove misure

Per questo, sono attesi giorni di interlocuzioni tra chi detta la linea e chi è incaricato di trovare le risorse. Non solo, perché comunque per mettere in atto le nuove misure servirà un decreto legge, e quindi un Consiglio dei ministri, a differenza di un’eventuale proroga del taglio accise che, come accaduto venerdì, necessità di un decreto interministeriale.

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