«Il nostro obiettivo è realizzare i desideri delle nostre clienti - dice - e da loro arrivano molti nuovi spunti. Ci sono poi i capi-icona, che ci rappresentano e che fanno parte anche del nostro guardaroba personale, come il pantalone première, che ha una altissima vestibilità, le giacche o le camicie. A molti capi abbiamo dato un nome identificativo come il pantalone Diane Keaton o quello intitolato a Marlene Dietrich».
Sono capi che valorizzano chi li indossa. «I vestiti devono proteggerci, coccolarci oppure farci sentire forti - sottolinea -. I nostri capi poi sono senza stagione».
«Al centro del nostro coaching sartoriale c'è la destinataria dell'abito - racconta ancora Karin Chantal -. Fin dal primo incontro con la cliente, l'imperativo è l'ascolto dei suoi bisogni e desideri. È proprio il confronto con la nostra ospite a guidarci nella scelta dei tessuti, dei colori e dei modelli, e lungo tutto il processo di realizzazione. Lavoriamo a mano, curando alla perfezione ogni dettaglio e rifinitura, fino al risultato finale».

Le sorelle con Sissiotto, Simona Bertolotto
«I nostri capi si sentono addosso con naturalezza e si sposano con la tua personalità. Le nostre creazioni esprimono l'identità personale in linea con l'evoluzione del costume» spiega.
«Coltiviamo un'arte che affonda le radici nella tradizione della nostra città e del territorio - spiega -. Collaboriamo solo con aziende che adottano standard di produzione elevati. Ogni nostra attività è portata avanti con la massima attenzione verso la sua sostenibilità. Dal momento della fornitura al completamento del capo, ci assicuriamo di ottenere il massimo della qualità con il minimo impatto ambientale».