Formula 1

Caos a Baku: Piastri a muro, vince Verstappen. Sorpresa Sainz sul podio

Il gran premio del Mar Caspio riapre il mondiale

di Alex D'Agosta

(Photo by Ozan KOSE / AFP)

5' di lettura

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Subito sorprese, per un gran premio del Mar Caspio che riapre il mondiale anche se nel suo svolgimento, salvo i primi colpi di scena, è stato nuovamente noioso e poco indicativo delle forze in campo, come da ricorrente tradizione per le piste cittadine.

Non a caso, il primo evento è stato il più sconvolgente: ritiro inaspettato del leader della generale, Piastri, vittoria servita sul piatto d’argento a Max Verstappen. La seconda consecutiva dal 2024: un vero momento positivo per il campione in carica. Piazza d’onore per George Russell grazie a una strategia impeccabile. Podio maiuscolo anche per Sainz che, nonostante una Williams in difficoltà per gran parte della stagione, poteva perfino ambire di più. A lui, comunque, il premio del pubblico ‘driver of the day’ perché fino a poche settimane fa non ci avrebbe creduto nessuno. La scuderia inglese, di proprietà ormai americana, non saliva sul podio dal 2021.

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Molto vicino ai migliori tre anche Antonelli che, a tratti, sembrava persino poter prevalere sul compagno di squadra britannico. Triste esito per l’ottava a nona piazza delle Ferrari, qualificate male e mai entrata veramente in lotta con chi conta per una mancanza di passo molto evidente.

In ogni caso la Mercedes gode di questo risultato consistente dei due piloti, tale da annullare il gap che aveva con la Ferrari nel prestigioso campionato costruttori tanto che, pur contando meno di metà dei punti della McLaren, con il raggiungimento dei 290 odierni la scuderia di Wolff supera le rosse di quattro punti, posizionandosi al secondo posto temporamente. Fra il secondo e quarto costruttore ora ci sono solo 18 punti: a meno quattro dalla McLaren la scuderia di Maranello e quattordici lunghezze più indietro la Red Bull.

Quella dell’Azerbaigian è una pista che ‘inganna’ con velocità di punta da brivido da quasi 380 all’ora e che esalta anche inaspettate vetture e piloti: tant’è che gli esperti Verstappen e Sainz scattavano dalla prima fila senza avere le auto migliori e, anni fa, perfino Perez, specialista di piste cittadine, si è distinto positivamente varie volte.

Nonostante un cielo non certo sgombro da nubi e condizioni meteorologiche simili a ieri (solo il vento a disturbare), il diciassettesimo Gran Premio della stagione si è infiammato subito. Le premesse erano chiare: pochi set di gomme nuove a disposizione per tutti i team, un fattore che preannunciava una gara di gestione e grande cautela.

La partenza è filata via regolare: Max Verstappen ha mantenuto la testa della corsa, ma la prudenza generale è stata immediatamente tradita.

L’incubo di Piastri

Il primo e clamoroso colpo di scena arriva prestissimo. Oscar Piastri, leader del campionato, è andato a muro alla curva cinque. L’australiano, con il telaio nuovo montato dopo il crash nelle libere di ieri, ha pagato a caro prezzo l’aggressività: gomme fredde, traiettoria errata e la sua vettura indomabile lo ha trasformato in un semplice ‘passeggero’. Un ritiro amaro che butta alle ortiche punti preziosi nel duello con Lando Norris e conclude un weekend da incubo per il pilota McLaren, che già partiva dalle retrovie e aveva perso posizioni allo start.

Piastri è la prima vittima eccellente della grande incognita gomme: la scarsità di mescole, già ridotte dopo il consumo eccessivo di ieri, rendeva la gestione un fattore decisivo.

Mercedes in Duello e Allarme Pioggia

Weekend complicato anche per Charles Leclerc, finito a muro nelle libere e costretto a partire da una posizione difficile, comunque due posti davanti al suo compagno di squadra Lewis Hamilton. Pensare che Charles a Baku, pista che smonta certezze e reiquilibra gli animi con tanti imprevisti, lo aveva visto negli ultimi quattro anni sempre in pole position. Nel 2025, invece, ha fatto una qualifica sfortunata come Piastri: muro, danni e quinta fila, lasciando spazio a tanti giovanissimi.

Rischio disastro anche per altri. Al giro cinque, subito dopo la ripartenza dalla Yellow Flag dell’australiano, si è sfiorato il disastro tra le due frecce d’argento. Nel corpo a corpo, è Andrea Kimi Antonelli ad avere la meglio, difendendo il quarto posto da Russell. La sua posizione è di grande rilievo, trovandosi subito dietro a un terzetto di testa al momento sorprendente: Verstappen, Carlos Sainz e Liam Lawson.

La tensione si taglia con il coltello. Al decimo è arrivato un messaggio che può cambiare la gara: rischio pioggia in arrivo. Se l’acqua dovesse scendere, le complicazioni per i piloti, già a corto di pneumatici, si moltiplicherebbero, trasformando questo gran premio in una vera e propria lotteria.

Per un po’ non succede più nulla fino ai pit stop. Cambi gomme e Drs definiscono un po’ meglio le posizioni che rispecchiano maggiormente i rapporti di forza senza stravolgere posizioni.

Gomme, Investigazioni e Duelli

A un terzo abbondante di gara il vantaggio di Verstappen su Sainz si attesta sui cinque secondi. Poco dopo, un lungo di Hamilton alla frenata della curva numero 1, senza conseguenze, gli fa perdere qualche secondo prezioso su Norris e, soprattutto, incute il timore di una nuova safety car.

L’episodio più discusso arriva con il contatto tra Albon e Colapinto. Albon, cercando un varco inesistente, danneggia l’ala anteriore di Colapinto, che riesce comunque a rientrare ai box. L’episodio finisce subito sotto investigazione, e Albon viene sanzionato con 10 secondi di penalità, una decisione rapida che non lascia dubbi sulla colpa del pilota thailandese.

Pit stop di rilievo e L’incubo McLaren

A quasi due terzi di gara Lewis Hamilton va ai box per il suo stop, rientrando in pista dietro al compagno di squadra Leclerc. La Ferrari, tuttavia, continua a manifestare problemi di bilanciamento mentre gli altri ne traggono vantaggio.

Pesa come un macigno la cattiva prestazione dei meccanici della McLaren che, quando chiama ai box Lando Norris, dopo uno stint lunghissimo con le gomme medie che avevano mantenuto prestazioni eccellenti, pasticcia e gli fa patire una sosta lunghissima, costringendo a rientrare l’inglese nel traffico e non davanti ai diretti rivali.

Poco dopo, invece, il capolavoro ai box di Mercedes, la mossa decisiva di tutta la gara: esce George Russell al quarantesimo con una sosta da solo poco più di due secondi, rientrando davanti a Sainz e Antonelli. Più tardi entra anche Verstappen, per ultimo, capace però di mantenere un vantaggio confortevole.

Nonostante la pioggia (leggerissima) segnalata via radio dai piloti in curva sedici, la corsa si conclude senza ulteriori colpi di scena. Max Verstappen consolida la sua leadership, sfruttando un altro inatteso ritiro altrui, ma è la Mercedes a sorridere: come accennato, il secondo posto di Russell e la prestazione di Antonelli portano punti pesantissimi che ribaltano la classifica costruttori. E Norris fallisce di ‘capitalizzare’ il grave errore di Piastri, arrivando solo sesto e guadagnando sei miseri punti: nulla quando si guida la monoposto papaya che, indubbiamente, è la più forte nel 2025.

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