Cantieri, ripresa lenta e nodo superbonus
L’emergenza ha causato ritardi e disagi a chi ha acquistato in costruzione e non prevede risarcimenti
di Laura Cavestri
3' di lettura
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Due mesi di stop. Contando che ne servono quattro per riavviare tutti i motori di un cantiere, alla fine avremo accumulato un ritardo sino a 6 mesi». Per il presidente di Fimaa Milano Monza e Brianza, Enzo Albanese (che è anche ceo di Sigest), non poteva che partire lenta – lo scorso 4 maggio – la ripresa dei cantieri edili.
Una situazione che rischia di esporre i costruttori a contenziosi e penali per ritardi eccessivi nella consegna dei lavori e soprattutto rischia di mettere in crisi decine di migliaia di persone che avevano acquistato casa, programmandone l’entrata in un certo lasso di tempo (magari avendo già venduto o dovendo lasciare quella in cui hanno sinora vissuto). Criticità che sommate alla perdita di reddito generale potrebbero mettere gli acquirenti nella difficoltà di onorare i pagamenti dovuti.
Chi ha comprato su carta
«L’articolo 91 del Decreto “Cura Italia” (Decreto legge 18/2020) – spiega l’avvocato Massimo Di Terlizzi, co-managing partner dello studio Pirola Pennuto Zei & Associati – contiene disposizioni in materia di ritardi o inadempimenti contrattuali derivanti dall’attuazione delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria. La norma stabilisce che, prima di determinare la responsabilità dell’impresa ai sensi degli articoli 1.218 e 1.223 del Codice Civile, bisogna valutare le condizioni di emergenza in cui si è trovata a operare.
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