Olimpiadi Parigi 2024

Canottaggio, per l’Italia medaglia d’argento e una barca di emozioni e abbracci

Giacomo Gentili, Luca Rambaldi, Luca Chiumento e Andrea Panizza hanno remato pensando a Filippo Mondelli, il giovane canottiere comasco componente di questo stesso equipaggio campione del mondo nel 2018 e scomparso per un osteosarcoma nel 2021

di Dario Ricci

3' di lettura

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Parigi – Hanno remato in cinque, su quel quattro di coppia. Giacomo Gentili, Luca Rambaldi, Luca Chiumento e Andrea Panizza i remi in mano, il cuore che va all’impazzata, la mente e il capovoga che tengono il tempo e il ritmo, gli olandesi che s’involano davanti e i polacchi che t’incalzano vogata dopo vogata. E in quest’inferno di sudore, sole, nuvole, acqua e cielo, la consapevolezza che quella medaglia la devi portare a casa per te, per i tuoi compagni d’equipaggio, e per lui, il quinto, che non c’è più ma proprio da quel giorno è sempre lì con te, con voi, con loro.

La presenza di Filippo Mondelli

Se il ricordo di Filippo Mondelli, il giovane canottiere comasco componente di questo stesso equipaggio campione del mondo nel 2018 e scomparso per un osteosarcoma nel 2021 ad appena 26 anni, ha fatto venire un groppo in gola allo scrivente, nel momento in cui quell’imbarcazione ha tagliato il suo traguardo d’argento, ebbene quello stesso ricordo è diventato lacrime e uno sguardo rivolto all’insù per quei ragazzi che il pane duro del vogare ha trasformato in uomini e campioni. Perché in un equipaggio di quel genere vita e voga s’intrecciano indissolubilmente, quasi a diventare l’intelaiatura stessa della barca, il corpo e l’anima di quella prua spinta a riconnettere storia e memoria.

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Questo hanno fatto quei quattro (pardon, cinque) ragazzi sul bacino di Vaire sur Marne, con le loro vogate, i loro abbracci di gioia. Di gioia e di commozione, quando quello stesso abbraccio se lo sono scambiati qualche ora dopo e con la medaglia al collo, a Casa Italia nel cuore del Bois de Boulogne proprio con i genitori di Filippo Mondelli. Ché se fossero venuti a Parigi solo per scambiarsi questo, di abbraccio già sarebbe bastato; ma che di certo un altro e ancor di più, comunque vada a finire, lo dedicheranno alla loro Elisa, sorella di Filippo, anche lei azzurra e in gara con l’otto femminile.

Vogate, abbracci che raccontano pezzi di vita, delle nostre vite, a ricordarci che ogni cosa pure deve avere un senso, merito che abbia un significato e direzione. E allora l’ultimo abbraccio di questa storia di emozioni, argento, gioia, ricordo, malinconia l’ha preso a sorpresa colui che ve l’ha raccontata.

Dalla Senna al Naviglio

Perché capita che tre anni fa, a Cernusco sul Naviglio, in una meravigliosa serata di sport e affetto si siano fatte due chiacchiere con Valentina Rodini e Federica Cesarini, fresche di leggendaria medaglia d’oro conquistata a Tokyo2021 nel due di coppia pesi leggeri. E che poco più in là vi fosse il fidanzato di Federica, che altri non era ed è proprio Luca Chiumento, allora alle prese con la difficile gestione del ricordo dell’amaro quinto posto raggiunto in Giappone e quindi illuminato di riflesso dall’oro della compagna.

Stavolta, la medaglia al collo è la sua, e proprio con quella medaglia ciondolante, nel momento più bello della sua vita, Luca non va a ricordarsi di quella serata a Cernusco sul Naviglio, e a regalare al vostro cronista smemorato e sorpreso un saluto, un grido e un abbraccio nel cuore della zona mista olimpica? Alla fine, da parte dello scrivente, c’è scappata un’altra lacrima, al semplice pensare che ogni cosa lascia un segno, ogni vogata deve avere un senso e portare a una direzione, seguendo stavolta questa meravigliosa scia d’argento.

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