Cannes boccia il cinema italiano: nessun nostro film sulla Croisette
L’industria del cinema è ferma da tempo per incertezze sul tax credit, ma il resto dell’Europa va come un treno: la Francia ha 5 leve giovani
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Non per fare i soliti provinciali, ma l’assenza del cinema italiano alle 79esima edizione del festival di Cannes, la cui selezione è stata annunciata questa mattina, preoccupa. L’incertezza sul tax credit e le detrazioni fiscali che privilegiano le major straniere hanno prodotto il risultato temuto: il cinema italiano è fermo e quel poco che c’è non sfonda o rimane nell’orto di casa con una difficoltà che affligge tutto il comparto e l’indotto. Le dimissioni dalla Commissione incaricata di esaminare film per la tv e il cinema rassegnate due giorni fa dal critico cinematografico del «Corriere della Sera», Paolo Mereghetti, e dal consulente editoriale e Story editor, Massimo Galimberti, per il rifiuto di elargire i fondi al documentario su Giulio Regeni sono altre spie di un sistema in affanno. Stessa sorte sarebbe capitata al documentario di Roberto Andò su Ferdinando Scianna. Il regista palermitano spiega che i requisiti erano stati rispettati. Si tratterebbe allora di una decisione squisitamente politica che privilegia chi è vicino al governo e alla destra? Se fosse così sarebbe una mossa suicida perché qui non parliamo solo di creatività e ispirazione, ma di economia vera, quella delle maestranze, di attori, registi, produzioni, distribuzioni, sale.
Se siamo qui a sperare che tra i titoli non svelati della rassegna con il mercato cinematografico più importante d’Europa - ne mancano alcuni che arriveranno a sorpresa - ci sia Succederà stanotte del 72enne Nanni Moretti, sinistrissimo ma amato dalla Croisette - allora, siamo proprio messi male. O, meglio, siamo appesi alle agili dita del montatore del film di Moretti. Che ci sta succedendo?
Siamo pur sempre il Paese del Neorealismo e della Commedia all’italiana.
Pochi americani: saranno a Venezia?
Si darà la colpa alla crisi generale, che anche gli americani mancano (chissà se arrivano a Venezia), a parte Barbra Streisand che piomba per la Palma d’oro alla carriera (assegnata anche al neozelandese Peter Jackson). In concorso c’è solo l’indie Ira Sachs con The Man I Love con Rami Malek. John Travolta esordisce con un film più o meno su sé stesso, Propeller One-Way Night Coach, ma certo non in concorso, piuttosto nella sezione dal nome flautati e ipocritello, Cannes Pemiere Della serie: sono esordi, vi avevo avvertito. Ron Howard e Stevene Soderbergh sono stati messi in panchina con le proiezioni speciali che non promettono niente si buono.
La Francia c’è con le nuove leve
Ma il resto d’Europa c’è. I padroni di casa, i francesi, hanno schierato 5 leve piuttosto giovani e corsare. Anzitutto tre donne: c’è Charline Bourgeois-Tacquet con A woman’s life, Jeanne Herry con Another day sulla giustizia riparativa con Adèle Exarchopoulos e Lea Mysius con Histoires de la Nuit, nel cui cast spicca sicuramente Monica Bellucci. Poi, c’è Notre Salut di Emmanuel Marre che aveva esordito con il punk Generazione low cost.P punk nella sostanza non nella forma, perché tirava fuori il nodo della nuova fatica dei giovani di sbarcare il lunario. Infine, Arthur Harari, classe 1981 con La sconosciuta.








