Animali

Obbligo di museruola: la tutela dell'incolumità pubblica legata ai cani

L'ordinanza ministeriale vigente stabilisce l'obbligo di museruola per tutti i cani, indipendentemente dalla razza, al fine di garantire la sicurezza delle persone e degli animali.

di Camilla Colombo

Cani e incolumità pubblica, obbligo di museruola a portata di mano

3' di lettura

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È da oltre 10 anni che, in assenza di una legge specifica, viene prorogata, da parte del ministero della Salute, l’ordinanza contingibile e urgente concernente la tutela dell’incolumità pubblica dall’aggressione dei cani.

Risale al 6 agosto 2013 l’ordinanza ministeriale che interveniva sulle misure da adottare da parte del padrone del quadrupede per prevenire danni o lesioni alle persone; ordinanza che dal 2013 viene costantemente prorogata per ulteriori 12 mesi. L’ultima, lo scorso 6 agosto, con pubblicazione in Gazzetta ufficiale 199 del 26 agosto 2024.

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La precedente ordinanza

Prima di allora era stata emanata un’ordinanza del 27 agosto 2004 (Gazzetta ufficiale 213 del 10 settembre 2004) che all’articolo 1, punto b, segnalava il divieto di addestramento inteso a esaltare il rischio di maggiore aggressività di cani pitbull e di altri incroci o razze indicate nell’elenco allegato.

L’ordinanza comprendeva una lista di 18 razze, e relativi incroci, a rischio di maggior aggressività.

La lista, però, aveva fatto discutere, visto che inferiva direttamente l’aggressività dalla razza, senza considerare il comportamento del singolo cane e il ruolo del padrone nell’educazione dell’animale. Così la lista, dopo le critiche provenienti dalle categorie professionali e dalle associazioni che si occupano di animali, è stata abolita, e l’ordinanza in parte modificata e riproposta nella forma attuale.

Cosa dice la normativa

Nell’ordinanza ministeriale vigente si legge che il proprietario di un cane - di qualunque razza o dimensione sia - è sempre «responsabile del benessere e del controllo del proprio animale», per cui, in caso di danni o lesioni a persone, altri animali o cose, a risponderne civilmente e penalmente è sempre il padrone.

Obbligatorio il guinzaglio di una misura non superiore a 1,50 metri per i cani a passeggio sia in aree urbane sia in luoghi aperti al pubblico. Unica eccezione le aree cani che devono essere identificabili e recintate. Il proprietario del cane deve avere sempre con sé la museruola, morbida o rigida, che l’animale deve indossare «in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali o su richiesta delle autorità competenti».

L’ordinanza, inoltre, vieta l’addestramento di cani per esaltare l’aggressività e qualsiasi operazione di selezione o incrocio con lo scopo di svilupparne l’aggressività.

Vieta anche di sottoporre i cani a doping, interventi chirurgici destinati a modificare la morfologia o non finalizzati a scopi curativi, al taglio della coda e delle orecchie, alla resezione delle corde vocali, all’estirpazione delle unghie e dei denti. L’unica eccezione prevista è se il medico veterinario consideri questi interventi necessari al benessere dell’animale.

In caso di comportamenti aggressivi

I cani che hanno dimostrato comportamenti aggressivi - a seguito di controlli da parte dei servizi veterinari delle Asl - vengono inseriti in un’apposita lista, definita «Registro dei cani morsicatori».

Per questi animali, i servizi veterinari indicano le misure di prevenzione e le terapie comportamentali cui devono sottoporsi, mentre i proprietari dei cani iscritti nel registro devono obbligatoriamente stipulare una polizza di assicurazione di responsabilità civile e applicare guinzaglio e museruola al proprio animale quando si trovano in aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.

Il patentino

Obiettivo del legislatore è «diffondere in tutto il territorio nazionale la cultura del possesso responsabile degli animali mediante percorsi formativi su base volontaria» (Decret0 26 novembre 2009).

Per questo, al fine di «favorire la formazione e l’acquisizione di adeguate cognizioni sulla corretta detenzione di un cane», i Comuni con i servizi veterinari delle Asl, avvalendosi anche degli ordini professionali dei Medici veterinari, delle associazioni di medici veterinari, delle facoltà di Medicina veterinaria e delle associazioni di protezione degli animali, devono mettere a disposizione dei percorsi formativi per i proprietari di cani con il rilascio finale del cosiddetto patentino.

L’acquisizione, però, è su base volontaria e non tutti i Comuni predispongono dei corsi. L’introduzione di una legge specifica, in luogo di un’ordinanza, aiuterebbe quindi a definire meglio il perimetro d’azione e, soprattutto, le iniziative di prevenzione e formazione.

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