Il debutto

Canal+ si quota a Johannesburg per espandersi in Africa

Il big parigino diventa la prima società francese a registrarsi sul listino più capitalizzato dell’Africa

dal nostro corrispondente Alberto Magnani

L’amministratore delegato di Canal+ Maxime Saada suona il corno di Kudu per la quotazione del gruppo a Johannesburg REUTERS

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NAIROBI - La multinazionale francese dell’intrattenimento Canal+ ha debuttato sul Johannesburg Stock Exhange, il listino più capitalizzato dell’Africa con oltre 1.500 miliardi di dollari a fine maggio. La quotazione arriva a 18 mesi dall’esordio sulla borsa di Londra e rappresenta un inedito, quello della prima matricola francese registrata sul Jse. Il titolo ha aperto al rialzo a 58,5 rand, circa 3,5 dollari, per poi muoversi su valori simili nel corso della seduta. L’approdo sulla piazza sudafricana rientra nella strategia di espansione continentale di Canal+, già operativo in 70 Paesi fra Europa e Africa con servizi che includono Pay Tv e streaming. L’aumento della sua impronta africana dipende da una missione implicita al debutto di Johannesburg, il rilancio di un big subsahariano come MultiChoice.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

I dubbi sul futuro di MultiChoice

Canal + ha formalizzato l’acquisizione del gruppo nel 2025, incamerando una quota di oltre 20 milioni di abbonati in Africa e allargando la sua platea di clienti fino ai 40 milioni dichiarati oggi. Ma il take-over si è accompagnato a tutti i dubbi del caso sul futuro di MultiChoice, tanto radicato su scala continentale quanto indebolito da una congiuntura sfavorevole. Il gruppo, ritirato dal listino di Johannesburg a dicembre, ha chiuso l’anno fiscale fra 2024 e 2025 con una perdita di 1,2 milioni di abbonati divisi a metà fra il mercato originario del Sudafrica e il resto del Continente.

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«La presenza in questa Borsa - ha dichiarato l’amministratore delegato Maxime Saada - permette di allineare il nostro capitale, la nostra governance e le nostre risorse creative con gli investitori, i partner e il pubblico africani». Saada ha parlato anche dell’obiettivo di raggiungere la soglia dei 50 milioni di utenti, spingendosi «in futuro» fino al tetto dei 100 milioni. L’azienda conferma al Sole 24 Ore che non esiste una data di termine per il primo traguardo, anche se la proiezione sembra reggersi sui margini di espansione della clientela africana e la valorizzazione del portafoglio di servizi incorporato con MultiChoice.

La crescita (anomala) del mercato subsahariano

Il mercato africano è proiettato su buoni ritmi di crescita grazie a leva demografica e proliferazione dei dispositivi mobile, anche se la sua fisionomia è diversa rispetto a quella di piazze più mature.

Secondo una stima di 3Vision, una società di consulenza britannica, il mercato subsahariano del video sta assistendo in parallelo all’exploit dello streaming e alla «resistenza» della vecchia formula della televisione a pagamento. Sempre secondo la società, i ricavi dello streaming potrebbero lievitare di sei volte dai 372,4 milioni di dollari del 2020 ai 2,2 miliardi di dollari attesi entro il 2030. Quelli della pay tv dovrebbero espandersi dai 4,6 miliardi a 5,9 miliardi di dollari nello stesso periodo, «rinforzando il suo dominio in valori assoluti».

Riproduzione riservata ©
  • Alberto Magnani

    Alberto MagnaniCorrispondente

    Luogo: Nairobi

    Lingue parlate: inglese, tedesco

    Argomenti: Lavoro, Unione europea, Africa

    Premi: Premio "Alimentiamo il nostro futuro, nutriamo il mondo. Verso Expo 2015" di Agrofarma Federchimica e Fondazione Veronesi; Premio giornalistico State Street, categoria "Innovation"

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