Fisco

Meloni: con la destra mai la patrimoniale. La replica di Schlein: il governo aiuta i ricchi. Ma Conte si smarca

Il leader M5s chiude all’ipotesi di tassazione europea dei grandi patrimoni rilanciata dalla segretaria Pd. E avvisa: «Per noi la patrimoniale non è all’ordine del giorno»

di Andrea Gagliardi

Aggiornato l’8 novembre 2025, ore 14:24

Giorgia Meloni. ANSA/FABIO FRUSTACI

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«Le patrimoniali ricompaiono ciclicamente nelle proposte della sinistra. È rassicurante sapere che, con la destra al Governo, non vedranno mai la luce». La presa di posizione della premier Giorgia Meloni su X arriva all’indomani di un botta e risposta a distanza sulla patrimoniale andato in scena venerdì tra la segretaria dem Elly Schlein (che il 6 novembre aveva rilanciato l’ipotesi di tassazione europea sui grandi patrimoni) e il leader M5s Giuseppe Conte che il giorno successeivo era stato molto più cauto («i patrimoni super tassati non daranno grandi risorse per risolvere le emergenze»). Posizione ribadita dopo il tweet di Meloni: «Per quanto ci riguarda - noi siamo una forza progressista indipendente - una patrimoniale non è all’ordine del giorno». Posizionando così il M5s su un tema sensibile come quello del fisco (così come su quello dell’immigrazione) a “destra” del Pd di Schlein. Una profilo utile per intercettare voti “moderati” in vista delle politiche del 2027 e delle possibili primarie di coalizione per scegliere il candidato progressista.

Schlein: a Meloni, governo sarà ricordato per aiuto ai ricchi

Non si è fatta attendere neppure la replica di Schlein, che ha messo sotto accusa le politiche economiche dell’esecutivo: «Con Giorgia Meloni al governo - ha attaccato la segretaria Pd - la pressione fiscale è salita al 42,8%, il massimo degli ultimi dieci anni. Lo dicono i dati del governo, non del Pd. Il governo Meloni ha aumentato le tasse per tutti. E come se non bastasse nella prossima manovra interviene sull’Irpef e aiuta di nuovo i più ricchi anziché il ceto me dioche si è impoverito. Lo dice l’Istat, che l’85% delle risorse andranno alle famiglie più ricche. Con che faccia stamattina si sveglia e attacca le opposizioni? Il suo governo verrà ricordato come quello dei salassi per famiglie e imprese italiane e per gli aiuti ai più ricchi».

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Conte: per noi la patrimoniale non è all’ordine del giorno

Ma anche Conte ha voluto prendere posizione. «Vorrei mandare un messaggio direttamente a Meloni che oggi ha voluto fare un post: si rassegni, non so se a sinistra c’è una discussione sulla patrimoniale, ma per quanto ci riguarda - noi siamo una forza progressista indipendente - una patrimoniale non è all’ordine del giorno». E ancora: questo «è il governo delle tasse, sono dieci anni ormai e abbiamo il record della pressione fiscale» che «si è abbattuta» in particolar modo «sul ceto medio, completamente impoverito, e sulle fasce più deboli della popolazione. E’ questa la vera patrimoniale, non distraiamo i cittadini dai veri problemi».

Renzi: su patrimoniale autogol sinistra ma Meloni ha aumentato le tasse

Tranchat Matteo Renzi, per il quale sulla patrimoniale «si gioca il capolavoro mediatico della Meloni e l’ennesimo autogol mediatico del centrosinistra», perché «Giorgia Meloni ha drammaticamente aumentato le tasse», dunque «l’opposizione oggi potrebbe avere gioco facile e incalzare» la premier «chiedendo conto del fatto che con la destra ci sono più tasse. Ma non lo fa perché un pezzo della sinistra anziché chiedere di abbassare le tasse rilancia la patrimoniale». Al contempo perciò, «la donna che ha alzato la pressione fiscale improvvisamente diventa la paladina che difende i cittadini dallo Stato esattore. E la sinistra che potrebbe guadagnare consenso sulla battaglia per abbassare le tasse si trova incastrata nel ruolo di vampiro»

Bonelli: Meloni difende i super-ricchi, noi i poveri e ceto medio

Eppure la patrimoniale, dopo che il neosindaco socialista di New York Zohran Mamdani ha lanciato la proposta di aumento del 2% dell’imposta sul reddito cittadino per chi guadagna oltre 1 milione di dollari (per finanziare le misure sociali promesse per i redditi medio bassi) è d’attualità a sinistra. Il tema è molto caro ad Avs, che vorrebbe la patrimoniale anche solo in Italia. «Meloni scrive che “con la destra al governo mai patrimoniali”. Perché chi è super-ricco non deve dare un contributo per sostenere la sanità pubblica e aumentare stipendi e pensioni che sono tra i più bassi in Europa? Noi siamo dalla parte dei poveri e del ceto medio. Meloni è dalla parte dei super-ricchi e difende un sistema che è sempre più ingiusto dal punto di vista sociale. Del resto, lei ha già detto no - insieme a Trump - alla tassa minima globale sulle grandi multinazionali» attacca il deputato di Avs e co portavoce dei Verdi, Angelo Bonelli.

Landini insiste: prelevare 1% ai 500.000 italiani ricchi

Il tema della patrimoniale è stato rilanciato anche dal segretario della Cgil, Maurizio Landini, che parlando l’8 novembre al Palasport di Firenze nell’assemblea coi delegati riuniti sulla legge di bilancio (con tanto di sciopero generale proclamato per il 12 dicembre), ha ricordato: «Abbiamo avanzato una proposta, un contributo di solidarietà che riguarda l’1% dei cittadini italiani. Stiamo parlando di 500mila persone che sono ricche: stiamo dicendo che, per chi ha una ricchezza superiore ai 2 milioni, basterebbe un loro contributo al fisco di un 1% per poter avere 26 miliardi da investire nella sanità, per le assunzioni, sulla scuola, per aumentare gli stipendi a tutte le persone»

Pd a favore di un tassazione europea sui miliardari

Più cauta sul punto la segreteria dem Elly Schlein, che ha ribadito la sua idea di una tassazione europea. «Siamo a favore di un tassazione europea sulle persone che hanno milioni a disposizione, sui miliardari. A livello europeo, perché i capitali viaggiano molto più velocemente delle persone, per le quali invece si costruiscono muri. A livello italiano, prima di arrivare alla discussione europea, si può fare un ragionamento diverso: le tasse su lavoro e impresa sono più alte di quelle sulle rendite. Perché non lavoriamo lì?».  

Sondaggio Izi: 84% italiani a favore di una Mamdani tax

Sta di fatto che secondo un sondaggio realizzato da Izi, azienda di analisi e valutazioni economiche e politiche, la stragrande maggioranza degli elettori italiani, quasi l’84%, sarebbe favorevole all’introduzione di una imposta sui super patrimoni. Quella che è stata ribattezzata la “Mamdani tax”, ossia una tassa sui patrimoni superiori ai 10 milioni di euro, è dunque un provvedimento di redistribuzione della ricchezza che convince la stragrande maggioranza degli italiani, a prescindere dall’orientamento politico. Andando poi a vedere le scelte degli elettori secondo il voto, il risultato si discosta leggermente dalla media : tra coloro che si riconoscono nei partiti di governo l’81,4% è favorevole alla patrimoniale , mentre tra chi vota i partiti di centrosinistra (Pd M5S avs) l’84,5% dice sì alla tassa sulla ricchezza.

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