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Camere, è scontro su adozioni, fine vita e maternità surrogata

Bioetica. Sulle adozioni 11 testi alla Camera e 4 al Senato. L’opposizione: estendere il diritto alle coppie omosessuali. A Palazzo Madama il Ddl del centrodestra che rende «l’utero in affitto» reato universale

BKKX9B Palazzo Madama is a building of Rome, located in Corso Rinascimento, a few meters from Piazza Navona. It currently houses the It

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In Parlamento è battaglia sui temi etici, con maggioranza e opposizione divisi su maternità surrogata, diritto all’adozione per le coppie omosessuali e fine-vita. «Continuo a ritenere l’utero in affitto una pratica disumana, sostengo la proposta di legge per cui diventi un reato universale. Spero venga approvata quanto prima». Così qualche settimana fa la premier Giorgia Meloni, facendo riferimento al testo di Fdi (prima firmataria Maria Carolina Varchi), varato lo scorso luglio dalla Camera e all’esame della commissione Giustizia del Senato, che estende il divieto della maternità surrogata (contenuto nella legge 40/2004 sulla procreazione assistita), introducendo l’obbligo per i magistrati di perseguire un cittadino italiano anche in caso di illecito compiuto all’estero, nei Paesi in cui la maternità surrogata è ammessa. Il divieto in Italia (è prevista la reclusione da tre mesi a due anni e una multa da 600mila a un milione di euro) ha indotto infatti molti a ricorrere alle pratiche di surrogazione di maternità all’estero. In questo contesto la proposta del capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, anch’essa all’esame della commissione giustizia, si differenzia solo per il fatto che inasprisce le pene per il reato di surrogazione di maternità (da perseguire non solo in Italia ma anche all’estero), con una reclusione da quattro a dieci anni e una multa da 600mila a 2 milioni di euro.

Di tutt’altro tenore le proposte di legge dell’opposizione, per le quali però l’esame non è ancora cominciato. Testi che, fatto salvo il divieto di “commercializzazione della maternità” considerato reato in base alla legge, propongono percorsi di “maternità solidale”. Quello più recente (presentato lo scorso marzo), a prima firma Maria Domenica Castellone (M5s), chiarisce che per “gravidanza per altri solidale e altruistica” si intende «un percorso di fecondazione assistita senza corresponsione di compenso, nel quale la gestante si impegna a ospitare nel proprio utero un embrione ottenuto attraverso le tecniche di fecondazione in vitro». La richiesta può essere avanzata «da persone singole o in coppia, coniugate, conviventi o unite civilmente, che abbiano una età compresa tra i 18 e i 50 anni e che non possano condurre una gravidanza o portarla a termine per ragioni medico-fisiologiche» o «in caso di coppie formate da persone dello stesso sesso». Sulla stessa linea le proposte presentate al Senato da Ivan Scalfarotto (Iv) e alla Camera da Riccardo Magi (+Europa).

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Altro tema “caldo”, quello delle adozioni, con 15 testi in commissione (11 alla Camera e 4 al Senato), ma tutti al palo. Mentre l’iniziativa legislativa del centrodestra punta a sburocratizzare la normativa attuale, quella dell’opposizione (13 proposte) mira invece, nella maggior parte dei casi, a introdurre il diritto all’adozione per single e coppie omosessuali. Alla Camera il testo di Paolo Trancassini (Fdi), tra l’altro, riduce da tre a due anni il periodo di durata del matrimonio per i genitori che intendono adottare. Si muove nella stessa direzione la proposta del leghista Massimiliano Panizzut, incentrata sulla «semplificazione e accelerazione delle procedure di adozione», sia nazionali che internazionali. Il Pd ha presentato invece due testi identici, uno al Senato (prima firmataria Cecilia D’Elia) e uno alla Camera (primi firmatari Alessandro Zan e Elly Schlein), che oltre a modificare alcune disposizioni del codice civile per adeguarle al principio del matrimonio egualitario tutela i legami parentali delle bambine e dei bambini con genitori dello stesso sesso. In tal senso l’adozione è consentita ai single, nonché ai «conviventi da almeno tre anni, ai coniugi uniti in matrimonio da almeno tre anni e alle parti dell’unione civile costituita da almeno tre anni». Puntano ad introdurre il matrimonio tra persone dello stesso sesso e a stabilire per tutte le coppie i medesimi requisiti e gli stessi effetti in materia di adozione due testi identici di Avs, uno a palazzo Madama (Giuseppe De Cristofaro) e un altro a Montecitorio (Marco Grimaldi). Nonché la proposta della deputata, sempre di Avs, Luana Zanella, quella di Azione (Giulia Pastorella, Camera) e Iv (Ivan Scalfarotto, Senato). Così come quella M5s, prima firmataria l’ex sindaco di Torino Chiara Appendino. In materia di adozione il testo della deputata Emma Pavanelli (M5s) disciplina, invece, tra l’altro, l’accesso alle informazioni sull’identità dei genitori da parte del figlio adottato.

Numerose le proposte che mirano a disciplinare il fine vita, materia sulla quale la Corte costituzionale è intervenuta in due occasioni (ordinanza 207 del 2018 e sentenza 242 del 2019) esprimendosi sul caso di Dj Fabo e Marco Cappato: la Consulta ha dichiarato non punibile l’aiuto al suicidio se riguarda un proposito, formato autonomamente e liberamente, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche intollerabili ma capace di prendere decisioni libere e consapevoli. Al Senato cinque proposte di legge (quattro dell’opposizione, una di Forza Italia) sono all’esame delle commissioni congiunte di Giustizia e Sanità. La proposta che ha come primo firmatario il senatore del Pd Bazoli, sottoscritta da tutte le forze di minoranza, ricalca le indicazioni dei giudici costituzionali. Quella azzurra (primo firmatario Adriano Paroli), invece, mantiene la punibilità del reato e prevede pene ridotte se chi agevola il proposito di suicidio è un convivente. Alla Camera i testi sul fine vita arrivano solo dall’opposizione: i testi più recenti sono quelli presentati a gennaio dal dem Zan (iter non ancora avviato) e dal gruppo di Avs che riprende la proposta di iniziativa popolare della Regione Veneto elaborata dall’associazione Luca Coscioni. Il testo è stato assegnato alle commissioni riunite Giustizia e Affari sociali, dove si trovano le altre proposte sullo stesso tema che portano la firma della deputa del Pd Debora Serracchiani, di Gilda Sportiello (M5S), di Riccardo Magi (+Europa) e di Enrico Costa (Azione). Le ultime tre sono state presentate il 13 ottobre 2022, primo giorno della legislatura.

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