Attività marittima

Cambio di proprietà in Msc il re delle portacontainer passa le quote ai figli

Gianluigi Aponte fa un passo di lato a favore di Diego e Alexa ma resta executive chairman. La compagnia è prima al mondo e sta crescendo ancora

di Raoul de Forcade

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È diventato, nell’arco di 50 anni, il grande timoniere dello shipping mondiale (con buona pace di Mao Tse-tung, che si era guadagnato il soprannome con tutt’altra strada, terrestre peraltro) e ora passa, se non la barra, almeno la proprietà della compagnia Msc - che ha fondato nel 1970, e oggi è la numero uno al mondo, nel trasporto container - ai suoi figli, Diego e Alexa.

Gianluigi Aponte, classe 1940, considerato dalla rivista Forbes, nel 2025, il 44° uomo più ricco del mondo (e il numero uno della Svizzera, dove risiede), con un patrimonio stimato di oltre 37,5 miliardi, a cui si deve aggiungere la medesima cifra, detenuta dalla moglie Rafaela, ha deciso di rendere pubblica una mossa avvenuta nell’ultimo trimestre dell’anno scorso e finora non divulgata.

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Le quote di Mediterranean shipping company sono, dunque, passate ai due figli del fondatore, i quali, già da tempo, ricoprono incarichi di rilievo nella società italosvizzera, con sede a Ginevra. E sono, rimarca una nota divulgata dal gruppo, «entrambi cittadini italiani cresciuti in Svizzera, dove sono attualmente residenti».

Tappa di rilievo nel percorso dell’azienda

La nota evidenzia anche che «questa transizione rappresenta una tappa significativa nella storia dell’azienda con sede a Ginevra». Diego Aponte, presidente del gruppo, e Alexa Aponte, chief financial officer, conclude il testo, «hanno dimostrato leadership e visione, ottenendo risultati notevoli nei rispettivi ruoli all’interno della compagnia. Il passaggio garantirà la continuità, la stabilità e la crescita del gruppo Msc con la nuova generazione alla guida».

Tradizionalmente schivo (tanto da imporre una stretta riservatezza anche ai conti della compagnia, i cui bilanci non vengono divulgati), il comandante Aponte, in questa occasione, ha deciso di spiegare la sua decisione: «Trasferire la proprietà ai miei figli - ha detto - non è solo il riconoscimento della loro dedizione e dei loro successi, ma anche la continuazione della tradizione marittima secolare della nostra famiglia. Con Diego e Alexa al timone, sono certo che il nostro gruppo continuerà a prosperare e a onorare la nostra eredità fatta di innovazione, resilienza e impegno costante verso il mare».

Quello a favore dei figli, peraltro, al momento non appare un passo indietro dell’armatore ma solo un passo di lato. Gianluigi Aponte, infatti, manterrà il ruolo di executive chairman, cioè presidente esecutivo - con le deleghe - del gruppo che, viene sottolineato, continuerà a «concentrarsi sulla propria attività principale: il trasporto marittimo di merci». Ceo el gruppo è invece, dal 2020, Soren Toft, in passato membro del comimatato esecutivo di Maresk.

Una storia iniziata a Sant’Agnello

La storia del comandante affonda le sue radici non sulla terra ma nel mare della Campania; nasce, infatti a Sant’Agnello, il 27 giugno del ’40, da una famiglia che, già ai primi del ’900, possedeva piccole imbarcazioni che trasportavano passeggeri e merci tra Napoli e Sorrento. Perde il padre giovanissimo e capisce presto di doversi far strada solo con le sue forze. Si diploma all’Istituto nautico di Piano di Sorrento e inizia la sua vita da marinaio. Trova lavoro nella flotta di Achille Lauro negli anni ’60 e scala velocemente tutti i gradi di carriera fino a diventare capitano di lungo corso. Da comandante, conosce e sposa Rafaela Diamant.

Nel 1970 compra la prima nave e fonda la Aponte shipping company che, in seguito, diverrà Mediterranean shipping company; nel 1971 arriva un’altra unità cargo e, da quel momento, la corsa non si ferma più. Negli anni ’80 converte la flotta in full container e nel 1987 inizia a operare nel campo passeggeri acquisendo una quota e poi la maggioranza, della Starlauro.

Nei primi anni 2000, mentre il cargo continua a crescere, prosegue lo sviluppo delle crociere, con l’acquisizione anche di due unità dal fallimento Festival. Da lì partirà un nuovo business che porta Msc anche nel settore cruise, sotto la guida, oltre che dello stesso comandante, sempre deus ex machina degli affari del gruppo, di Pierfrancesco Vago, marito di Alexa.

Quasi mille navi

Per lungo tempo al secondo posto nella classifica globale di compagnie portacontainer, tra 2021 e 2022, Msc conquista, strappandolo alla danese Maersk, il primato di prima azienda al mondo in quel comparto. Oggi la flotta, come si è accennato, conta quasi mille navi. E la compagnia è presente in 155 Paesi con 675 uffici; inoltre fa scalo in 520 porti lungo 300 rotte commerciali, trasportando ogni anno circa 30 milioni di Teu. Le operazioni del gruppo includono ormai il trasporto marittimo, terrestre, la logistica e un portafoglio crescente di investimenti in terminal portuali: ne gestisce 67. E in queste attività è compreso il settore dei traghetti: Msc controlla la genovese Gnv (Grandi navi veloci) e la Snav; ha anche acquisito una cospicua partecipazione di Moby, da cui però ha annunciato l’uscita nel 2025, dopo un intervento dell’Antitrust; ed è entrata, da tempo, nell’azionariato del gruppo armatoriale Messina. Insomma, comprendendo anche il settore passeggeri, Mediterranean shipping company impiega oltre 200mila persone nel mondo.

L’allargamento dell’arco di azione del gruppo, sempre più orientato sulla logistica in generale, ha avuto un’accelerazione negli ultimi anni. Nel 2023 acquisisce una quota di maggioranza (e in seguito il 100%) di AlisCargo Airlines (oggi Msc Air). In seguito, si aggiudica il 50% di Italo, con un’operazione da oltre 4 miliardi di euro, che si aggiunge ai servizi di cargo su ferro già offerti, tramite Medway, in Italia e in Europa. Non a caso, nel 2024, il gruppo acquista il sito Wartsila di Trieste, dove intende produrre treni merci. Ma l’azienda decide di allargarsi anche nel campo dell’editoria, rilevando, da Gedi, il quotidiano genovese Il Secolo XIX, attraverso la società controllata Blue media.

Meno di un mese fa, poi, il mercato dello shipping ha ricevuto la notizia che Msc è entrata, con una quota del 50% nella compagnia di navigazione coreana Sinokor, che fa capo a Ga-Hyun Chung, l’uomo che, nel giro di una manciata di mesi, ha acquistato o noleggiato almeno una quarantina di superpetroliere, arrivando a controllare una flotta tanto grande da poter influenzare il mercato dei noli. E, secondo alcune fonti finanziarie, entità collegate a Msc sarebbero gli acquirenti finali di almeno alcune delle decine di navi acquistate dalla compagnia coreana nelle ultime settimane. Quindi il re delle portacontainer ora sta allargandosi anche nel campo delle grandi tanker.

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