Imprese e dazi

Cama Group: «Contro i dazi, produzioni di nicchia e flessibilità»

Parla il ceo del gruppo del packaging secondario di Molteno (Lecco)

di Giovanna Mancini

2' di lettura

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«grandi cambiamenti, le difficoltà, le crisi, ci sono sempre stati. E noi li abbiamo affrontati facendo leva su un approccio di grande lucidità nell’analisi della situazione, fondata sui dati, con una capacità di adattamento non difensiva, ma di consolidamento della nostra leadership, e di consapevolezza del nostro valore aggiunto». Daniele Bellante è ceo di Cama Group, azienda specializzata nel packaging secondario di Molteno (Lecco), fondata dal padre nel 1981 e oggi guidata da Bellante assieme alla sorella. Non nasconde le difficoltà di questo periodo storico – tanto più concrete per un gruppo che esporta il 90-95% del fatturato (circa 120 milioni di euro) e che negli Stati Uniti ha il principale mercato estero, con il 40% dell’export. Tuttavia, si dice convinto che la qualità del prodotto e del servizio offerto, unita a una strategia di internazionalizzazione lungimirante, permetteranno all’azienda di superare, ancora una volta, questa fase di incertezza. «La guerra tra Russia e Ucraina ha avuto un impatto negativo di 15 milioni di euro per noi – spiega l’imprenditore –. Eppure, non abbiamo perso un euro di fatturato, anzi: abbiamo proseguito il nostro trend di crescita, rimodulando i nostri mercati».

Che cosa accadrà ora negli Stati Uniti è difficile prevederlo, ma Bellante si dice moderatamente ottimista: «Operiamo in un settore di nicchia, in cui ci sono pochissimi competitor al mondo in grado di fornire ai clienti, come noi, linee di macchinari complete e flessibili, tecnologicamente avanzati. La concorrenza prevalente negli Usa non offre sistemi altrettanto efficienti e, in ogni caso, tutti saranno colpiti dai dazi, quindi non temiamo una perdita di competitività». Il rischio, semmai, è un rallentamento della domanda ma, anche in questo senso, Bellante si dice fiducioso: «Stiamo investendo anche altrove, da tempo, seguendo le rotte dei nostri clienti, che sono soprattutto multinazionali del settore food e, in piccola parte, anche di altri settori. Abbiamo filiali commerciali in Europa, Australia e Cina e stiamo guardando con grande attenzione all’America del Centro e del Sud, ma anche al Medio Oriente, soprattutto negli Emirati Arabi Uniti e in Arabia Saudita, dove abbiamo un importante piano di investimenti».

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