Calcio, si è dimesso il presidente Figc Gravina. Lascia anche Buffon
Le elezioni per le nuove cariche saranno indette per il 22 giugno
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Gabriele Gravina lascia la guida della Figc e apre formalmente una fase di transizione che porterà all’assemblea elettiva del 22 giugno. Una scelta maturata sotto una pressione crescente - istituzionale, mediatica e interna - dopo la terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali.
Quello che è successo nel “day after” del ko con la Bosnia ha accelerato l’epilogo: la richiesta esplicita di dimissioni da parte del ministro per lo Sport Andrea Abodi, l’ipotesi di commissariamento da parte del Coni, la frattura tra politica e federazione, il clima di sfiducia diffusa.
Il passo indietro di Gravina
Il passaggio formale alle dimissioni, accompagnato dalla convocazione delle elezioni, mette ora sul tavolo un doppio binario: gestione dell’emergenza e ridefinizione strutturale. Il Governo, attraverso Abodi, ha esplicitato che il tema non è soltanto “chi” guiderà la Figc, ma “come” verrà riorganizzato il calcio italiano. Anche l’ipotesi di un commissario - soluzione già utilizzata in passato - va letta in questa chiave: strumento per intervenire su nodi che la governance ordinaria non è riuscita a sciogliere.
Il comunicato Figc
Questo il teso del comunicato diffuso dalla Figc: «A inizio lavori, Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma».
Durante l’incontro Gabriele Gravina ha poi informato i presidenti di essersi reso «disponibile ad intervenire in audizione il prossimo 8 aprile (ore 11) in Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati per relazionare sullo stato di salute del calcio italiano. In quella sede esporrà nella maniera più compiuta ed esaustiva possibile una relazione sui punti di forza e di debolezza del movimento». Nel pomeriggio però si è avuta notizia dell’annullamento dell’audizione.









