Azione sui prezzi
Dazn interviene dunque, con un repricing, su una pratica usata inizialmente dalla stessa piattaforma anche come motivazione d’acquisto importante in un contesto di cambiamento sia dell'operatore di riferimento per la Serie A (non più Sky ma, appunto, Dazn), sia della modalità principe di visione dei contenuti sportivi (lo streaming al posto del satellite).
Lotta agli usi fraudolenti dell’abbonamento
Alla fine, però, la questione pare essere sfuggita di mano. La stessa Dazn ha considerato a suo tempo la concurrency come una pratica che contribuisce in maniera decisiva al 20% di media di utilizzi fraudolenti riscontrati dalla piattaforma. E non a caso, come rivelato su Il Sole 24 Ore dello scorso 9 novembre, a quella data erano in partenza le lettere agli abbonati per comunicare lo stop alla concurrency già dalla stagione allora in corso, garantendo la possibiltà di recesso. Un’ondata di proteste ha immediatamente fermato il processo, ma sostanzialmente rimandando la decisione, ora arrivata.
Discussione che va oltre Dazn
L’intervento, del resto, era stato sostanzialmente annunciato dai vertici (allora alla guida di Dazn in Italia c’era Veronica Diquattro, attualmente Chief revenue officer di Dazn Europe e componente del board del Gruppo 24 Ore) e cade ora in un momento in cui se ne parla anche al di fuori del caso Dazn.
Netflix, per esempio, nella sua ultima presentazione dei dati trimestrali ha richiamato l’attenzione sul tema dell’account sharing. In occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre 2022 Netflix ha evidenziato come oltre ai 222 milioni di famiglie, si stima che l'account venga condiviso da più di 100 milioni famiglie aggiuntive che attraverso modalità non in linea con le condizioni di utilizzo usufruiscono del servizio senza pagare. Un fenomeno, questo dell'account sharing, che ha portato l'azienda a testare modalità per monetizzare la condivisione.
La spinta sul web per le condivisioni
Nel caso specifico di Dazn, la modalità in streaming vista come una porta d’accesso facilitata dalla pirateria unita all’utilizzo fraudolento dell’account sharing (nelle condizioni di utilizzo di Dazn sarà ora scritto che la condivisione è permessa solo nel gruppo familiare o domestico) ha rappresentato da subito un problema per la piattaforma. Basti anche pensare a come nell'ambito di siti (Together Price) e social network venga favorita la commercializzazione degli abbonamenti tra persone che non si conoscono anche se è specificato nelle condizioni di abbonamento che la condivisione è permessa solo nel gruppo familiare o domestico.