Il quadro allarmante dell'emergenza
Le criticità non riguardano solo la progressione dei contagi, ma la complessiva gestione dell'emergenza. Tamponi, tracciamento, posti letto determinano un quadro incerto e allarmante. In Calabria l'incidenza del coronavirus ogni 100mila abitanti è di 185,69 (0,18%), mentre è 648,33 (0, 65%) la rilevanza del virus a livello nazionale. La Giunta regionale brancola nel buio: per contenere la situazione sanitaria il presidente facente funzioni Nino Spirlì ha firmato qualche giorno fa un’ordinanza che prevede la conversione di posti letto di area medica, per un totale di 234 posti letto Covid più altri 10 di terapia intensiva. Ma il riordino della rete ospedaliera Covid era stato già previsto dal decreto 91 del 18 giugno, firmato dai dirigenti regionali e dal commissario Cotticelli: che però, come dichiarato nel corso della trasmissione televisiva “Titolo V”, non ne aveva contezza.
Ospedale da campo a Cosenza con il team dell'esercito
Il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto, in un vertice a Palazzo dei Bruzi con il team operativo dell’esercito, fa un passo avanti disponendo le operazioni preliminari per l’allestimento di un ospedale da campo nell'area di Vaglio Lise. La struttura arriverà direttamente dal Libano, intorno al 20 novembre, e dovrebbe essere pronta entro fine mese. L’ospedale supporterà l’Annunziata di Cosenza che è l’unico Hub di tutta la provincia. Ospiterà una quarantina di pazienti, dando la precedenza a coloro che stazionano, in attesa di cure, al pronto soccorso. Potrà essere ampliato fino a contenere ambulatori e laboratori per le analisi. «Abbiamo richiesto ai militari anche la Tac, 3 posti di terapia intensiva e 4 posti di terapia sub intensiva. Complessivamente, tra personale sanitario e tecnici, appartenenti all’esercito, la struttura potrà contare su 50 unità», ha dichiarato Occhiuto.
Lo sfascio del commissariamento
Ma oltre la pandemia, resta lo sfascio di sempre, che è il risultato di 10 anni di commissariamento (dal Governo Renzi a quello Gentiloni, fino al Conte 1 e Conte 2 con i decreti Calabria): il nuovo commissario Gaudio si troverà di fronte a un disavanzo di 160 milioni di euro. A livelli essenziali di assistenza ai minimi termini, che posizionano la regione in coda alle altre con 136 punti nella griglia Lea. E a una mobilità passiva che pesa sulle casse regionali per oltre 300 milioni di euro, con scostamenti e inappropriatezze significative: anagrafiche non corrispondenti, prestazioni di alta specialità con un solo giorno di degenza, interventi chemioterapici con doppia prestazione farmaceutica, ricoveri ripetuti e ravvicinati, maggiorazioni di prestazioni (+7%) previste per strutture universitarie non corrispondenti.
Il buco nero delle Asp
Infine le Asp sciolte per infiltrazioni mafiose: emblematico il caso di quella di Reggio Calabria, priva di carte contabili fino al 2013. Un buco nero incalcolabile nella sanità calabrese. Da accertamenti del Nucleo di Polizia economico-finanziaria e della Guardia di Finanza sono risultati, fra le tante anomalie, doppi pagamenti a favore di fatture già liquidate per ammanchi complessivi che possono essere quantificati in almeno 1 miliardo di euro. Il primo a mettere le mani su documenti e rendicontazioni sospette è stato l'ex commissario della Asp Santo Gioffrè. Un quadro che Sanità 24-Il Sole 24 Ore aveva ricostruito più di un anno fa. Ora che la situazione della sanità calabrese sta destando scalpore, torna d'attualità.