Calabria, Gino Strada: accordo tra Emergency e Protezione civile
Migrazione sanitaria, disavanzo di 160 milioni di euro e livelli essenziali di assistenza ai minimi termini, che posizionano la regione in coda alle altre
di Donata Marrazzo
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Accordo tra Emergency e Protezione civile in Calabria: da oggi l'associazione umanitaria di Gino Strada fornirà supporto nei Covid hotel e nei triage degli ospedali, e si occuperà della gestione dei nosocomi da campo. Di Maio si dice “certo che Strada darà un importante contributo per permettere alla Calabria di uscire” dalla crisi sanitaria e definisce il fondatore di Emergency un “patrimonio” che va protetto. Ieri le dimissioni anche di Gaudio da commissario per la Sanità della regione
Nella giornata di ieri 17 novembre, dopo qualche minuto di tentennamento, con notizie apparse e scomparse dal web, è tutto confermato: Eugenio Gaudio, appena nominato commissario ad acta per il piano di rientro della sanità calabrese rinuncia. I motivi sono di «natura familiare». In una intervista a Repubblica.it lo stesso ex rettore de La Sapienza spiega che alla base della decisione ci sono “motivi personali e familiari”. «Mia moglie - ha spiegato - non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare».
Già Gino Strada al momento della nomina di Gaudio non aveva accettato l'invito del Governo a fare squadra con l’ex rettore. Ora ha dato definitivamente forfait.
Spirlì: «Qui c’è da gestire la sanità, basta ispettori governativi»
«Qui non c’è da fare nomine - ha commentato il presidente facente funzioni della Regione Calabria Nino Spirlì a La Zanzara su Radio 24 - c’è da gestire la sanità. Basta ispettori governativi ne abbiamo le scatole piene. Non arriva la nomina di Strada perché dovranno passare sul mio corpo per fare le nomine, non abbiamo più bisogno di commissari». E ha aggiunto: «Se arriva Strada ne prendiamo atto, dopo il tris facciamo poker»
Cala l'entusiasmo a Palazzo Chigi
Archiviato Saverio Cotticelli, silurato (di fatto) Giuseppe Zuccatelli, svanita l'ipotesi di affidare l'incarico a Narciso Mostarda, attuale direttore generale della Asl 6 di Roma, la nomina del commissario ad acta per il piano di rientro della sanità calabrese era già monca sul nascere. Subito era calato l'entusiasmo a Palazzo Chigi, dove si riteneva che i due nomi indicati, Gaudio e Strada, fossero in grado di aiutare la sanità calabrese a ripartire. Tutto al limite della farsa.

