Internazionalizzazione

Cala l’export del Piemonte, la regione dell’auto rilancia sulle missioni estere

In calendario la partecipazione alle fiere principali e attività di incoming gestite da Ceip Piemonte (Regione) - Esportazioni in calo del 2,5%

di Filomena Greco

4' di lettura

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La crisi del settore automotive continua a pesare sulle esportazioni e la bilancia commerciale del Piemonte, che l’anno scorso ha perso una posizione - da quarta a quinta - nella classifica delle principali regioni esportatrici italiane e che chiude il primo semestre dell’anno con un ulteriore calo del 2,5%, mentre la media italiana registra un recupero del 2,1% e l’area del NordOvest, nel complesso, cresce dell’1,5%. In compenso, la regione spinge l’acceleratore sulle missioni estere in settori chiave come l’aerospazio.

Nel solo mese di settembre sono nove le iniziative in corso organizzate da Ceip Piemonte, ente della Regione che si occupa dell’internazionalizzazione delle imprese, quattro delle quali dedicate al settore Spazio, con decine di aziende coinvolte, da Londra a Nagoya, passando per Tolosa. Anche il mese di ottobre si apre con la missione organizzata a Osaka e dedicata allo Spazio, qui ci saranno una serie di iniziative di promozione delle filiere locali, come accadrà anche a Sidney, che ospita quest’anno l’International Austronautical Congress. In realtà i settori coinvolti nelle iniziative di promozione all’estero, oltre a automotive e aerospace, sono diversi. Grazie ai progetti integrati si lavora in su una decina di filiere intercettando anche nicchie interessanti come la cosmesi o l’energia.

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Da gennaio a giugno il Piemonte ha registrato - dati elaborati da Unioncamere - un valore delle merci esportate pari a 30,5 miliardi di euro, un risultato che è il frutto di una contrazione del 3,5% segnata già nel primo trimestre, seguita da una diminuzione un po’ meno intensa delle vendite oltre confine registrata da aprile a giugno (-1,4%). Nello stesso periodo il valore delle merci importate è stato pari a 23,8 miliardi di euro, lo 0,7% in più rispetto al semestre gennaio-giugno 2024, portando il saldo della bilancia commerciale a 6,7 miliardi di euro, sempre comunque in terreno positivo ma in diminuzione rispetto ai 7,7 miliardi registrati l’anno prima.

«Questo risultato, unito alle incertezze geopolitiche, dimostra quanto sia cruciale sostenere le imprese in questa fase complessa» sottolinea Gian Paolo Coscia, Presidente di Unioncamere Piemonte. In primo piano dunque le politiche di internazionalizzazione e gli investimenti in progetti innovativi e ad alto contenuto tecnologico, che rispettino l’ambiente: «Solo così potremo valorizzare i nostri punti di forza, come l’agroalimentare e il settore dei metalli che registrano una crescita significativa, e garantire una ripresa solida e duratura per l’economia piemontese» aggiunge Costa.

Il settore dell’auto e dei trasporti resta il primo, per volumi, dell’export piemontese pur in una fase di difficoltà strutturale. «La performance complessiva è segnata da una contrazione a doppia cifra (-11%), che ne riduce il peso sul totale regionale dal 23,2% del I semestre 2024 al 21,2% attuale». Il calo è in gran parte riconducibile al crollo delle vendite di autoveicoli (-24,4%), a fronte di una sostanziale tenuta della componentistica (+0,6%) e di una modesta flessione del settore aerospaziale (-1%). Insieme all’automotive, a soffrire in Piemonte è la meccanica che pur essendo il secondo settore per incidenza sull’export regionale (17,2%), accusa una pesante flessione dell’8,1% rispetto al primo semestre 2024.

Le imprese della filiera automotive piemontese, la più importante in Italia per peso e fatturati - oltre il 30% dell’industria italiana della componentistica - cercano nuovi mercati di sbocco e per loro la partecipazione ad appuntamenti internazionali è fondamentale. In 9 hanno partecipato al Salone della Mobilità di Monaco mentre saranno una trentina le imprese che a ottobre saranno in Spagna per partecipare al Suppliers’ Day al Nissan Technical Centre (Barcellona) e agli Automotive Manufacturing Meetings di Madrid. «Accanto a missioni di accompagnamento delle imprese all’estero - spiega Nigro - abbiamo ampliato le nostre attività e abbiamo un programma di incoming, l’obiettivo è attrarre in Piemonte imprese estere e cercare buyer per le filiere locali. Abbiamo fatto una iniziativa dedicata ai beni industrialei a fine giugno, un altro evento dedicato alle hypercar». Saranno una settantina le imprese piemontesi che parteciperanno agli Aerospace & Defence Meetings di dicembre e anche in quel caso saranno coinvolte in incontri B2B.

L’analisi dell’export regionale per i primi sei mesi del 2025 conferma la Lombardia in testa (26,2% del totale nazionale), seguita da Emilia-Romagna (13,1%), Veneto (12,4%), Toscana (10,8%) e Piemonte (9,5%). Con una differenza: mentre Toscana (+11,8%) e Lombardia (+2,8%) mostrano una fase espansiva, le altre principali regioni esportatrici invece restano su un terreno negativo con un calo per Emilia-Romagna (-1,4%) e Veneto (-1,3%), con il Piemonte a registrare la performance più negativa.

A bilanciare questo scenario negativo è l’andamento dei prodotti alimentari e delle bevande che pesa il 13,7% delle esportazioni e continua a crescere (+1,4%). Ancor più significativo è lo sviluppo del comparto dei metalli, che registra un balzo del 10,5%. Più contenuta, ma comunque positiva, la crescita del tessile (+0,9%, quarto settore con il 7,8%), mentre continuano a soffrire chimica (-0,9%) e gomma-plastica (-4%).

Francia e Germania rappresentano anche nel I semestre 2025 i principali mercati di destinazione delle merci piemontesi, generando rispettivamente il 15,3% e 13,7% del valore delle esportazioni regionali. Le esportazioni dirette ai partner statunitense e britannico è in forte calo (rispettivamente -11,8% e -12,5%), come le sportazioni verso gli altri principali partner commerciali al di fuori dei confini comunitari, al netto di Brasile e Emirati Arabi Uniti.

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