Campania e Toscana in zona rossa. Emilia, Friuli e Marche in area arancione. Iss: rischio epidemia in tutto il Paese
Per gli esperti della Cabina di regia «è necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche fra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari.In calo l’Rt di quasi tutte le regioni e le province, tranne Campania, Marche, Toscana e Valle d’Aosta
di Nicoletta Cottone
4' di lettura
4' di lettura
Campania e Toscana in zona rossa, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Marche nella zona arancione. Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato in tarda serata un’ordinanza ad hoc sulle nuove zone, in vigore da domenica 15 novembre. «Ho appena firmato un'ordinanza - ha scritto il ministro della salute Roberto Speranza in un post su facebook - che istituisce due nuove aree rosse (Campania e Toscana) e tre nuove aree arancioni (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche). So che stiamo chiedendo ancora sacrifici, ma non c'è altra strada se vogliamo ridurre il numero dei decessi, limitare il contagio ed evitare una pressione insopportabile sulle nostre reti sanitarie.
Ce la faremo. Ma è indispensabile il contributo di tutti».
Situazione grave sull’intero territorio nazionale
Il monitoraggio settimanale ministero della Salute-Iss registra nella maggior parte del territorio nazionale una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 3 (arancione), con diminuzione nel numero di Regioni e province autonome in cui la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 (rosso). La situazione, segnala il monitoraggio, è però «complessivamente e diffusamente molto grave sull'intero territorio nazionale con criticità ormai evidenti in numerose Regioni e province autonome italiane».
Iss: 20 Regioni a rischio alto trasmissione incontrollata
Venti fra regioni e province autonome sono classificate a rischio alto e una a rischio moderato, con una probabilità elevata di progredire a rischio alto nel prossimo mese, «configurando di fatto su tutto il territorio nazionale un rischio elevato di epidemia». Questa settimana il monitoraggio segnala un forte incremento dei casi, che porta l'incidenza negli ultimi 14 giorni a 648,33 per 100mila abitanti nel periodo 26 ottobre -8 novembre (contro 523,74 nel periodo 19 ottobre-1 novembre). L'aumento di casi è diffuso in tutto il Paese.
Serve una drastica riduzione delle interazioni fisiche fra le persone
Per gli esperti della Cabina di regia «è necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche fra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari». Regioni e province autonome sono invitate a tenere alta la guardia, realizzando una continua analisi del rischio. Fondamentale per gli esperti della cabina di regia, restare a casa il più possibile, evitando il contatto con persone al di fuori del proprio nucleo familiare. E adottare comportamenti rigorosi, rispettando le tre regole d’oro più volte indicate: lavaggio accurato delle mni, distanziamento e uso delle mascherine.
L’Rt più alto in Lombardia e Valle d’Aosta, il più basso in Sardegna
In discesa l’Rt nazionale a quota 1,43 (la settimana scorsa era 1,72). In calo l’Rt di quasi tutte le regioni e le province, tranne Campania, Marche, Toscana e Valle d’Aosta che sono in salita: Abruzzo 1,34 (era 1,54), Basilicata 1,64 (era 1,99), Calabria 1,38 (era 1,60), Campania 1,62 (era 1,57), Emilia Romagna 1,40 (era 1,63), Friuli Venezia Giulia 1,42 (era 1,60), Lazio 1,04 (era 1,36), Liguria 1,1 (era 1,48), Lombardia 1,46 (era 2,08), Marche 1,55 (era 1,29), Molise 1,31 (1,88), provincia autonoma di Bolzano 1,59 (era 1,87), Piemonte 1,31 (era 1,97), provincia autonoma di Trento 1,30 (era 1,61), Puglia 1,44 (era 1,57), Sardegna 1 (era 1,24), Sicilia 1,13 (era 1,40), Toscana 1,80 (era 1,53), Umbria 1,43 (era 1,53), Valle d’Aosta 1,74 (era 1,54), Veneto 1,26 (era 1,56).


