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Byd Dolphin G DM-i, debutta la prima citycar ibrida plug-in. Come è fatta e come va la cinese che punta al mercato europeo

La casa cinese con un modello pensato per l’Europa aggredisce il segmento B, trascurato e poi abbandonato da molti costruttori tradizionali. La vettura, adatta alle flotte aziendali, vanta un super ibrido con autonomia in EV tra 40 e 100 km che in pratica non ha veri concorrenti perché Renault Clio e Toyota Yaris sono full hybrid (non ricaricabili) mentre i modelli Stellantis sono soltanto mild hybrid

di Giulia Paganoni

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Byd va all’assalto del segmento B e, ben inteso, cerca di colpire al cuore del nucleo storico di quest’area di mercato, ovvero le berline a cinque porte compatte adatte per la città e i viaggi a medio raggio. La casa cinese, infatti, con la nuova Dolphin G DM-i riesce a proporre un modello sostanzialmente senza concorrenti, perché non solo è ibrido ma è anche plug-in, mentre le uniche tre possibili competitor, Toyota Yaris, Renault Clio e Dacia Sandero, sono solo full hybrid, mentre altre case, Stellantis ad esempio propongono modelli mild hybrid o addirittura con il cambio manuale senza elettrificazione o con ibridi leggerissimi a 12 Volt.

E se il nome della nuova compatta cinese, variante dell’analoga versione solo elettrica, è complicato e difficile da memorizzare, molto più chiara è la sua missione: sbaragliare il segmento B “classic”, dominato da Dacia Sandero e abbandonato da attori di primo piano come Ford con la Fiesta, pronta a tornare elettrica, e clonata dalle Renault 5 e-tech.

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Ma c’è di più: Byd con una proposta plug-in, ibrida ricaricabile, si innesta anche nel segmento delle flotte, dove sono fiscalmente privilegiate le vetture elettriche e quelle phev. E nella sigla DM-i si cela una tecnologia innovativa già vista in Byd e in altri modelli cinesi che vengono identificati come super ibridi, in virtù infatti della grande autonomia in modalità solo elettrica, dove la nuova Byd varia tra 40 e oltre 100 Km a seconda della configurazione.

Byd Dolphin G DM-i, le foto della compatta ibrida plug-in

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La sigla DM-i identifica la tecnologia Dual Mode Intelligence, un sistema che coordina un motore termico e due unità elettriche (una per la trazione e una come generatore) per ottimizzare consumi e prestazioni. La gestione digitale alterna i flussi energetici attraverso due configurazioni principali: modalità Ev, quando l’auto viaggia esclusivamente in elettrico sfruttando la batteria e il recupero di energia in frenata, mentre in modalità ibrida (hev) il cervello dell’auto combina le diverse fonti di potenza per bilanciare l’efficienza in base alle condizioni di marcia.

L’architettura DM di Byd si differenzia dai tradizionali sistemi ibridi plug-in perché privilegia la trazione elettrica, affidando la spinta principale al motore a batteria per offrire una guida silenziosa e reattiva. Il propulsore a benzina da 1,5 litri, classica cilindrata dei 4 cilindri made in China, funge invece da gruppo elettrogeno e da supporto di trazione, attivandosi per ricaricare la Blade Battery e operare nei regimi di massima efficienza. Nella modalità ibrida (hev), attivata dal conducente o dal sistema quando la carica è bassa, la vettura seleziona automaticamente cinque configurazioni differenti per ottimizzare l’efficienza. Ad alta velocità, il motore elettrico muove le ruote sfruttando l’energia della batteria insieme a quella prodotta dal motore generatore, che è alimentato dal propulsore a benzina. Se la richiesta di prestazioni cala e la batteria è scarica, il flusso cambia: una parte della potenza del generatore muove l’auto, mentre il resto ricarica la batteria. La gestione include anche una frizione che collega direttamente il motore termico alle ruote per gestire le altre tre configurazioni.

Questo meccanismo permette, ad esempio, di abbinare la spinta del motore a benzina a quella del motore elettrico durante le forti accelerazioni, garantendo il massimo delle prestazioni senza che chi guida debba intervenire. Che la Dolphin G DM-i, lunga 4.160 mm e larga 1.825 mm, abbia le carte in regola per creare un terremoto nel mercato europeo è confermato anche dalle parole di Stella Li, vice presidente esecutivo di Byd, che afferma: “Il segmento B europeo è uno dei più importanti, e con la Dolphin G DM-i vogliamo ridefinire le aspettative dei clienti nei confronti di un’auto compatta nell’era elettrica. Portando una lunga autonomia con la tecnologia super ibrida intelligente e funzionalità digitali avanzate in un veicolo compatto e accessibile, rendiamo la mobilità sostenibile più intelligente, più pratica e disponibile a un numero più ampio di persone in Europa”. E al di là dei roboanti toni marketing della manager cinese, traspare proprio il fatto che il colosso cinese punta dritto al cuore dei clienti europei.

Nella Dolphin G DM-i, ritornando alle caratteristiche tecniche, il motore elettrico sincrono a magneti permanenti eroga 163 cv (120 kW) e 210 Nm, consentendo uno scatto da 0 a 100 Km/h in soli 8,3 secondi. Queste prestazioni rendono la Dolphin G DM-i a proprio agio sia sulle strade di campagna, sia in autostrada sia nel traffico urbano.

Quattro le versioni: Active (base), Boost, Comfort e Sport. Sono disponibili due tagli di Blade Battery: le versioni Active sono dotate di una batteria da 7,42 kWh, per un’autonomia puramente elettrica Wltp combinata di 40 Km e un’autonomia totale combinata di 1.020 Km. Le versioni Boost, Comfort e Sport dispongono invece di una Blade Battery da 18,3 kWh, che porta l’autonomia puramente elettrica a 105 Km e quella totale combinata a 1.040 Km, riducendo al contempo le emissioni di CO₂ da 60 g/km a soli 32 g/km. Le versioni Active sono dotate di un caricatore di bordo da 3,3 kW, in grado di ricaricare completamente la batteria dal 15% in poco meno di tre ore.

Le versioni Boost, Comfort e Sport portano questa potenza a 6,6 kW e integrano una capacità di ricarica DC da 39 kW, che consente di portare la batteria da 18,3 kWh dal 10% all’80% in soli 26 minuti. La gamma si articola su quattro allestimenti. Quello base, Active, adotta una Blade Battery da 7,42 kWh, che garantisce 40 Km di autonomia in elettrico e 1.020 Km totali. La dotazione esterna prevede cerchi in lega da 16 pollici, sensori di parcheggio anteriori e posteriori con telecamera e fari a led. L’abitacolo è caratterizzato da strumentazione digitale da 8,8 pollici, infotainment da 10,1 pollici con comandi vocali e integrazione smartphone, clima automatico e sedili regolabili manualmente.

La versione Boost sale a una batteria da 18,3 kWh, incrementando l’autonomia elettrica a 105 Km e quella complessiva a 1.040 Km. L’equipaggiamento si arricchisce con un display centrale da 12,8 pollici, sedili e volante riscaldati, specchietti ripiegabili elettricamente, piastra di ricarica wireless, audio a otto altoparlanti e prese Usb anche posteriori. Introduce inoltre la tecnologia Vehicle-to-Load (V2L) per alimentare dispositivi elettrici esterni. Il gradino superiore Comfort mutua contenuti da segmenti superiori, integrando head-up display, tetto panoramico, cerchi da 18 pollici e telecamera a 360°. All’interno debuttano i rivestimenti in tessuto e vegan leather, il sedile guida a regolazione elettrica e un sistema multimediale evoluto con servizi Google integrati (Maps e Assistant) e accesso ad app esterne.

Al vertice si posiziona la variante Sport, che riprende i contenuti della Comfort personalizzandoli in chiave dinamica. Il look viene caratterizzato da cerchi da 18 pollici in finitura scura, grafiche dedicate e un abitacolo bicolore con inserti in alcantara sui sedili. La vettura è dotata di infotainment che, come visto a seconda delle versioni, offre diversi gradi di integrazione con il mondo di Google (la casa però non cita Gemini come assistente vocale ma solo il vecchio Google Assistant).

Interessante è il packaging con un passo di 2.610 mm che garantisce abitabilità da segmento superiore e un bagagliaio da ben 425 litri, superiore a quello della maggior parte delle hatchback di segmento C. La capacità totale può essere portata a 1.225 litri abbattendo i sedili posteriori in configurazione 40:60, e le pareti laterali del bagagliaio sono dotate di ganci fissi per tenere le borse della spesa in posizione.

I prezzi, al netto delle promozioni, spaziano tra circa 25mila euro e quasi 31mila euro, in particolare partono da 24.790 euro per la versione Active, da 27.290 euro per la Boost, 28.790 euro per la Comfort e 30.790 euro per la Sport.

Byd Dolphin G DM-i, impressioni di guida

Nel primo contatto su strada la compatta cinese in allestimento comfort mette in evidenza alcune qualità interessanti. Lo spazio a bordo è tanto per una vettura di segmento B e il passo di 2,61 metri si traduce in una buona abitabilità anche per chi viaggia sui sedili posteriori. La posizione di guida leggermente rialzata favorisce la visibilità soprattutto nei contesti urbani. Positiva anche l’ergonomia e la strumentazione digitale, caratterizzata da una grafica chiara e intuitiva. Sul fronte dinamico, il motore elettrico garantisce uno spunto brillante nelle ripartenze e una risposta pronta al comando dell’acceleratore. Meno convincenti, invece, alcuni materiali dell’abitacolo, di qualità piuttosto economica. Interessante anche il lavoro sugli spazi interni con il bagagliaio che offre da 425 litri a 1.225 litri.

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