Business in caduta. A sorpresa si risveglia la domanda dei privati
Nei primi otto mesi dell’anno immatricolazioni in calo del 40%. Le usate mostrano segnali di vitalità e sono in crescita anche le richieste di finanziamento. Bene le ibride plug-in
di Pier Luigi del Viscovo
3' di lettura
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Nei primi 8 mesi le immatricolazioni di auto segnano un -40%, dopo che agosto è riuscito ad andare appena in pari rispetto allo stesso mese del 2019, grazie agli incentivi. Anno critico: colpa del Covid, si dirà. Fino a un certo punto. Dentro il numero ci sono tante realtà che si muovono in direzioni diverse: ci sono i privati, i noleggi e i km zero; ci sono le ibride, le elettriche e le plug-in; c'è l’usato.
Partiamo proprio dall’usato, le cui transazioni al netto dei km zero, che sono già calcolati nelle immatricolazioni e dunque non possono essere contati due volte, mostrano un calo del 20% negli 8 mesi, esattamente la metà della domanda di auto nuove. Sembrerebbe un campanello d’allarme, l’ennesimo, sull’incertezza degli italiani verso le macchine nuove. Tuttavia, forse le cose stanno meglio di quanto indichi il numero complessivo.
Innanzitutto, bisogna mettere in conto che l’acquisto di un usato si conclude in pochi giorni mentre dall’ordine di un’auto nuova possono passare settimane o mesi. In secondo luogo, ed è l’analisi più rivelatrice, gli acquirenti di usato non corrispondono esattamente ai clienti del nuovo. I noleggiatori e le società, per dirla semplice, non comprano macchine usate. Allora, guardando ai soli clienti privati, scopriamo che da gennaio manca un terzo delle immatricolazioni, non il 40%, tanto che la loro quota del totale è risalita quasi al 63% del mercato.
Gli incentivi una mano la stanno dando, ma non è solo questo. Parlando con gli operatori, si registra un sentiment sorprendentemente positivo, confermato pure dalla domanda di finanziamenti, termometro della salute del mercato. Secondo Valerio Papale, direttore automotive di Agos: «I privati stanno ritornando ad acquistare auto, sia nuove che usate, e stiamo erogando volumi di credito davvero impensabili solo pochi giorni fa. Certo, servono strumenti digitali aggiornati e una flessibilità aumentata, per adeguarsi alle esigenze del singolo cliente».
La domanda business invece viaggia appena alla metà dei primi otto mesi del 2019. Sul noleggio, il Centro Studi Fleet&Mobility ha misurato per conto di Aniasa l’impatto del Covid. Il rent-a-car ha registrato nel trimestre marzo/maggio un calo del 70% dei ricavi: non sorprende che le immatricolazioni nell’anno siano a -60%.


