Economia Digitale

Build 2026: dai modelli proprietari MAI ai chip Majorana 2, Microsoft accelera sugli agenti AI

di Gianni Rusconi

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Mai forse come in questa edizione, Microsoft Build segna uno dei passaggi strategici più importanti degli ultimi anni per il gigante di Redmond. Sul palco della conferenza annuale dedicata agli sviluppatori, il Ceo Satya Nadella ha infatti delineato una visione che va ben oltre il semplice aggiornamento degli strumenti di intelligenza artificiale: l’obiettivo è costruire una piattaforma completa per l’era degli agenti, e quindi sistemi software capaci di operare in autonomia, apprendere dal contesto e svolgere attività complesse senza interventi continui dell’utente. Nel corso del keynote tanti gli annunci che convergono in questa direzione, dai nuovi modelli proprietari della famiglia MAI al primo modello di ragionamento sviluppato in house, dalla nuova generazione del chip quantistico Majorana a un sistema operativo progettato per ambienti multi-agente, dagli assistenti autonomi Autopilot a una piattaforma hardware dedicata agli sviluppatori AI. Il messaggio di Nadella è stato chiaro e conferma come Microsoft intenda presidiare sempre più livelli della catena del valore dell’intelligenza artificiale, riducendo progressivamente la dipendenza dai modelli di terze parti. “Quello che avete visto rappresenta un cambiamento molto significativo - ha affermato il Ceo dal palco della Build – e crediamo sia arrivato il momento per ogni azienda di passare dal semplice utilizzo dei modelli di frontiera a una partecipazione diretta nell’ecosistema dell’innovazione AI”. Un passaggio che per molti sintetizza l’ambizione dell’azienda di spostare il baricentro dal consumo di tecnologia alla sua costruzione e personalizzazione da parte delle imprese. La convinzione espressa da Nadella, in altre parole, è che la prossima fase dell’intelligenza artificiale vedrà un numero crescente di aziende partecipare direttamente alla costruzione di applicazioni, agenti e modelli specializzati, anziché limitarsi a consumare servizi preconfezionati. E si tratta di un cambio di paradigma diventato cruciale per l’intelligenza artificiale.

La stampa USA: è “l’AI Indipendence Day” di Redmond

La Build 2026 racconta quindi di una Microsoft che vuole essere contemporaneamente fornitore di infrastrutture cloud, sviluppatore di modelli, piattaforma per agenti intelligenti e produttore di hardware ottimizzato per l’AI. Una strategia che punta a sfruttare le sinergie tra Azure, GitHub, Windows e Microsoft 365 per offrire alle imprese un ecosistema integrato e governabile, e in tal senso grande attenzione è stata riservata anche a sicurezza e governance, temi che stanno diventando centrali man mano che gli agenti acquisiscono maggiore autonomia operativa. L’appuntamento di San

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Francisco ha inoltre evidenziato la crescente attenzione di Microsoft verso l’ottimizzazione dei costi computazionali e la democratizzazione dell’accesso ai modelli avanzati. La “nuova” parola d’ordine è efficienza: modelli più economici, sistemi più controllabili e infrastrutture progettate per portare l’AI dal laboratorio alla produzione su larga scala. Nadella, non a caso, ha voluto ricondurre questa evoluzione a una logica industriale più ampia, sottolineando come “non si tratta mai di tecnologia fine a sé stessa” e ribadendo come il valore dell’intelligenza artificiale si misurerà sempre più sulla capacità di generare produttività, accelerare la ricerca e trasformare processi aziendali e scientifici. Sullo sfondo è emerso infine anche un altro elemento di grande importanza in chiave futura. Pur restando il principale partner (anche dal punto di vista finanziario) di OpenAI, Microsoft sta accelerando la costruzione di una propria filiera dell’intelligenza artificiale, dai modelli fondazionali agli strumenti di sviluppo fino all’hardware specializzato. Non a caso alcuni osservatori statunitensi hanno definito questa edizione della Build una sorta di “AI Independence Day” per Redmond: non una rottura con OpenAI, ma la volontà di ridurre progressivamente la dipendenza tecnologica da fornitori esterni e presidiare direttamente i segmenti più redditizi della catena del valore. E questa, probabilmente, è la vera notizia emersa dalla Build 2026.

Più controllo sull’intero stack tecnologico, dai modelli al silicio

Fra gli annunci più rilevanti di Build edizione 2026 spicca infatti la nuova famiglia di modelli proprietari MAI, sviluppata dall’AI Superintelligence Team guidato da Mustafa Suleyman. Il debutto di MAI-Thinking-1 rappresenta un passaggio simbolico perché è a tutti gli effetti il primo sistema di ragionamento realizzato internamente da Microsoft e progettato per affrontare istruzioni multi-step, attività di coding e processi decisionali complessi mantenendo però costi operativi inferiori rispetto alle alternative firmate Anthropic e Google (oltre che dalla stessa OpenAI). Le sue credenziali parlano da sole - 35 miliardi di parametri attivi e una finestra di contesto fino a 128mila token – e il suo addestramento è stato effettuato senza ricorrere a tecniche di distillazione da modelli esterni, utilizzando dati proprietari e commercialmente utilizzabili. L’intera famiglia dei modelli MAI (fra questi anche Image-2.5 per generazione e modifica di immagini, Voice-2 e Transcribe-1.5 per voce e trascrizione multilingua) sarà disponibile attraverso Microsoft Foundry e progressivamente integrata in prodotti come PowerPoint e OneDrive. L’obiettivo di fondo di Microsoft è dunque abbastanza evidente, e passa per il voler rafforzare il controllo sull’infrastruttura AI e costruire una propria autonomia tecnologica lungo tutta la filiera. In questo senso si spiega anche l’altra grande novità di prodotto presentata all’evento, che arriva direttamente dai laboratori di Redmond. Majorana 2 è infatti il chip che dovrebbe accelerare il percorso verso un computer quantistico commercialmente utilizzabile entro il 2029 e introduce qubit topologici che,

secondo l’azienda, risultano mille volte più affidabili rispetto alla versione precedente. Ancora più significativo è il dato relativo alla stabilità: mentre molte architetture mantengono lo stato quantistico per pochi microsecondi, i qubit di Majorana 2 raggiungono una vita media di circa venti secondi, con picchi che arrivano fino a un minuto. Il traguardo finale resta ambizioso: concentrare fino a un milione di qubit in un chip delle dimensioni del palmo di una mano e sfruttare tale potenza di calcolo per affrontare problemi oggi irrisolvibili nel campo della salute, dell’energia e dei materiali avanzati.

Scout, Soltera e Surface RTX Spark: ecco la nuova piattaforma agentica

Se i modelli rappresentano il motore dell’intelligenza artificiale, gli agenti costituiscono il nuovo paradigma operativo su cui Microsoft intende costruire il futuro della produttività e in quest’ottica la novità più importante è Scout, il primo rappresentante della nuova categoria degli Autopilot. Basato sulla tecnologia open source OpenClaw e sul motore contestuale Work IQ, è in buona sostanza un assistente sempre attivo, capace di operare autonomamente all’interno dell’ecosistema Microsoft 365. Le funzioni di questo agente? Monitorare attività, organizzare riunioni, gestire email, coordinare flussi di lavoro e interagire con applicazioni come Teams, Outlook, OneDrive e SharePoint, con la peculiarità (ed è questa la differenza rispetto agli attuali chatbot) di essere continuamente operativo e di agire proattivamente sulla base del contesto, senza dover attendere istruzioni.

Nella categoria degli agenti autonomi che eseguono codice e accedono alle risorse mantenendo elevati livelli di governance rientra anche Project Soltera, una piattaforma software basata su Android progettata per un ecosistema multi-agente distribuito. L’idea di Microsoft è quella di estendere l’esperienza AI oltre il pc tradizionale attraverso nuovi dispositivi connessi, evoluzione ulteriore delle attuali interfacce uomo-macchina e pensati per operare un contesto in cui l’intelligenza artificiale opera costantemente in background. Due di questi (in forma di concept) sono stati mostrati nel corso del keynote: un badge indossabile alimentato da processori Qualcomm e una console da scrivania destinata alla gestione degli agenti personali. Sul fronte hardware, invece, ha fatto capolino Surface RTX Spark Dev Box, una workstation compatta pensata per sviluppatori AI che lavora con il nuovo chip Nvidia RTX Spark e promette fino a un petaflop di capacità elaborativa per carichi di lavoro legati a modelli linguistici, addestramento e fine tuning locale. Il plus di questa macchina? Consentire agli sviluppatori di eseguire modelli di grandi dimensioni direttamente in locale, riducendo la dipendenza dalle risorse cloud e accorciando i tempi di sviluppo.

La strategia di lungo periodo

Volendo fare un rapido bilancio della Build 2026 la sensazione che riflette la strategia messa in campo da Microsoft è quella di prossima fase dell’intelligenza artificiale che non sarà definita esclusivamente dalla potenza

dei modelli, ma dalla capacità di integrarli in piattaforme aperte, governabili e realmente utilizzabili dalle imprese. E lo ha in qualche modo ribadito nel suo blog post anche Kyle Daigle, COO di GitHub e CMO di Developer, che individua una duplice anima della comunità degli sviluppatori, da una parte lo sperimentatore che vuole libertà di scelta tra strumenti, modelli e framework e dall’altra il costruttore di sistemi enterprise, che richiede sicurezza, compliance e affidabilità fin dal primo giorno. La risposta di Microsoft è una piattaforma che unisce questi due mondi e fa convergere silicio e cloud, modelli proprietari e agenti autonomi, con l’obiettivo dichiarato di consentire agli sviluppatori di costruire applicazioni mantenendo il controllo sui propri dati, sui processi e sulle scelte tecnologiche. In questa prospettiva assumono un ruolo centrale iniziative come Microsoft Discovery, la piattaforma agentica dedicata alla ricerca scientifica, e la stessa evoluzione degli agenti intelligenti, destinati a estendersi ben oltre il software tradizionale per supportare attività di ricerca, progettazione e innovazione industriale. La sfida non è più soltanto generare contenuti o scrivere codice più velocemente, ma trasformare competenze, dati e processi aziendali in sistemi capaci di apprendere e migliorare nel tempo. In questa chiave, Build 2026 rappresenta quindi qualcosa di più di una conferenza per sviluppatori e diventa una piattaforma che ambisce a coprire l’intero stack dell’intelligenza artificiale. Lasciandoci un messaggio abbastanza inequivocabile: dopo aver contribuito in modo determinante all’ascesa di OpenAI, Microsoft sta ora costruendo le condizioni per giocare una partita sempre più autonoma, rafforzando il controllo sulle tecnologie chiave che definiranno il prossimo ciclo dell’innovazione digitale.

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