Osservatorio Aspen Institute

Budget in crescita per l’intelligenza artificiale

Aumenta l’adozione tra le numero di imprese, un quinto stanzia oltre un milione all’anno. Il nodo del know-how

di Luca Orlando

3' di lettura

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Due su tre. Lo scatto in avanti è evidente, un più che raddoppio rispetto alla rilevazione dell’anno precedente, che dimostra come ormai le applicazioni di Intelligenza Artificiale all’interno delle aziende sia andata ben oltre la fase embrionale di sperimentazione. E’ il risultato del sondaggio realizzato dall’Osservatorio sull’Intelligenza Artificiale di Aspen Institute, avviato nel 2023 e presieduto da Giuliano Amato, parte del corposo rapporto sul tema realizzato da Aspen in collaborazione con Intesa Sanpaolo, oggi presentato alla Camera dei Deputati.

Se il panel di aziende sondato nel 2024 dichiarava di aver avviato iniziative concrete in questi ambiti solo nel 30% dei casi, ora la percentuale sale al 67%, con investimenti annui che in un quinto delle risposte superano il milione di euro e budget ad hoc stanziati da un terzo delle imprese. Budget che il 43% delle aziende pensa di aumentare in modo significativo nel prossimo triennio mentre un altro 31% ipotizza un incremento moderato.

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Le imprese stanno anche ampliando il perimetro di impatto, passando dalla sperimentazione nel marketing e nella customer experience (ad esempio i call center) ad un’integrazione più solida e strutturale nei processi decisionali, produttivi e organizzativi.

Panel di 54 aziende che in 36 casi vede applicazioni di IA, equamente distribuite tra adozione di soluzioni esistenti e sviluppo interno, con le università e i centri di ricerca a giocare un ruolo chiave in termini di sviluppo, presenti in termini di collaborazione e partnership nel 50% dei casi.

L’automazione dei processi amministrativi è la scelta più frequente, a seguire l’automazione del servizio clienti, l’analisi dei dati e il marketing. Altre aree, come ricerca e manutenzione predittiva iniziano ad essere interessate dal fenomeno, così come il reparto Hr e la gestione della supply chain.

Con quali obiettivi ? Maggiore efficienza operativa e riduzione dei tempi è di gran lunga la scelta più frequente, con quasi un quarto delle risposte ma altri target rilevanti sono comunque l’accelerazione dell’innovazione in senso lato e la riduzione dei costi operativi, al terzo posto con quasi il 14% dei consensi.

Interessante vedere come al tema inizino ad essere dedicati dei budget ad hoc o comunque mirati sui progetti, accade per oltre i due terzi del campione, investimenti che iniziano ad essere robusti: nel 17% dei casi tra 250mila euro e un milione, per oltre il 21% oltre il milione di euro. Cifre che nel 74% dei casi nel prossimo triennio verranno aumentate mentre solo il 2,4% del campione resterà fermo.

Le sfide da affrontare rimangono rilevanti, a partire dalla gestione della massa di dati a disposizione, problema posto a pari merito con la formazione adeguata del personale, indicazione che ancora una volta evidenzia l’importanza chiave del know how e delle competenze specifiche per consentire alle aziende di procedere in questa direzione. Il 78% del campione, in questo senso, considera la formazione fondamentale, con la necessità quindi di sostenere i propri dipendenti con investimenti specifici.

Altro nodo (13,6% delle risposte) è l’integrazione con i sistemi esistenti, tema rilevante per fare in modo che l’Intelligenza Artificiale entri nel modus operandi dell’azienda e non resti invece relegato a corpo estraneo, una sorta di oggetto da laboratorio.

Altra evidenza rilevante emersa dal sondaggio riguarda le intenzioni future delle imprese, che una volta avviato il percorso non intendono affatto fermarsi. Quasi nove aziende su dieci, infatti, dichiarano di voler estendere l’IA ad altre funzioni interne mentre meno del 3% dichiara esplicitamente di non avere questa intenzione.

Sicurezza informatica, automazione del servizio ai clienti e ricerca e sviluppo sono le tre attività che ricevono i consensi maggiori in un’ottica di allargamento di queste metodiche.

Finanza e servizi bancari, tecnologia-elettronica, farmaceutica-sanitario e trasporti-logistica sono i settori industriali in cui si prevedono gli impatti più profondi e pervasivi, anche se in generale la dispersione delle risposte è ampia, segnalando la sensazione degli operatori di avere a che fare con un nuovo asset di impatto trasversale e diffuso.

Diffusione trasversale anche in termini dimensionali, guardando alle risposte legate all’analisi di mercato, con un aumento dell’adozione dell’Intelligenza Artificiale vista con percentuali quasi identiche sia tra grandi competitor che tra aziende simili che in entrambi.

Se la consapevolezza dell’importanza di queste applicazioni tra i dipendenti è ancora mista (limitata per il 27%, avviata per il 37%, ampia per un terzo del campione) il consenso sull’impatto è invece ampio, con quasi i tre quarti del campione a riconoscere nell’Intelligenza Artificiale un fattore di incremento della competitività globale mentre solo il 6% esprime incertezza sul punto.

Se il 39% del campione vede in prospettiva per il sistema economico aspetti sia positivi che negativi (occupazione), sei aziende su dieci hanno già osservato sul mercato casi tangibili di successi, mentre la maggioranza (60%) pensa che il supporto da parte del Governo per incoraggiare questi ambiti sia insufficiente. ,

 

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