Europa

Budapest avrebbe firmato un piano in 12 punti per «avvicinarsi» a Mosca

A rivelarlo è il sito d’informazione Politico, in possesso di carte redatte dal Cremlino. Domenica attese le elezioni in Ungheria

di Giulia Riva

FOTO D'ARCHIVIO: Il presidente russo Vladimir Putin stringe la mano al primo ministro ungherese Viktor Orbán durante un incontro a Mosca, in Russia, il 28 novembre 2025. Alexander Nemenov/Pool via REUTERS/Foto d'archivio via REUTERS

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Il governo ungherese avrebbe firmato un accordo con quello russo, finora non reso pubblico, per« espandere i legami economici, commerciali, energetici e culturali tra i due Paesi». A rivelarlo è il sito d’informazione Politico, spiegando di aver ottenuto documenti redatti dal governo russo che «sottolineano in modo netto quanto Budapest e Mosca sperano di avvicinarsi».

Dalle carte si apprende che lo scorso 9 dicembre, nel corso di un incontro nella capitale russa, il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto e quello della Sanità russo Mikhail Murashko hanno firmato un piano in 12 punti che stabilisce la misura in cui i due governi si allineerebbero in settori che spaziano dal combustibile nucleare all’istruzione e lo sport.

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L’occasione della firma era il 16° incontro della Commissione intergovernativa russo-ungherese per la cooperazione economica, istituita nel 2005 e riunitasi ogni anno, con una pausa tra il 14° incontro a novembre 2021 e il 15° a settembre 2024, secondo la testata paneuropea. Stando ai documenti, Russia e Ungheria «hanno affrontato le questioni attuali della cooperazione commerciale ed economica bilaterale, le attività congiunte nel settore energetico, nell’industria, nella sanità, nell’agricoltura, nell’edilizia e in altre aree di interesse reciproco, nonché nella sfera culturale e umanitaria», sottolineando anche l’importanza di «sviluppare legami a lungo termine e reciprocamente vantaggiosi tra i due Paesi in settori di interesse comune».

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Politico - che riconosce di non aver avuto modo di verificare i documenti in modo indipendente, pur avendo interpellato esperti di settore - spiega anche di aver chiesto un commento allo stesso Szijjarto. «La cooperazione bilaterale di Budapest è guidata dall’interesse nazionale, non da pressioni a conformarsi ai media mainstream liberali estremamente di parte. Continuate pure il vostro lavoro fazioso!», è stata la risposta del ministro ungherese.

Tra i punti dell’accordo spicca l’impegno a «invertire la tendenza negativa nel commercio bilaterale», diminuito a causa delle sanzioni Ue contro la Russia, e l’apertura alle aziende russe per l’avvio di nuovi progetti di energia elettrica e idrogeno in Ungheria, nonché una più stretta cooperazione su petrolio, gas e combustibile nucleare.

«Budapest ha accettato di esplorare il rafforzamento dell’insegnamento della lingua russa nel Paese importando insegnanti dalla Russia, oltre a potenziare il riconoscimento reciproco delle qualifiche e aprire programmi di scambio per studenti laureati, secondo il testo dell’accordo», prosegue la testata, aggiungendo che Budapest, stando ai documenti, avrebbe sostenuto «programmi di scambio in corso in ogni campo, dallo sport alle arti circensi, anche se Mosca è stata costantemente accusata di utilizzare eventi culturali per diffondere le sue narrazioni sulla guerra in Ucraina e per conferire legittimità al regime di Mosca. Le due parti hanno sostenuto anche l’idea di un piano d’azione 2026-2027 per la collaborazione congiunta nello sport». Infine, spiega Politico, uno dei documenti si puntualizza che il rafforzamento dei legami tra Ungheria e Russia non deve essere «incoerente con gli obblighi dell’Ungheria derivanti dalla sua appartenenza all’Unione europea».

Dopo 16 anni al potere, per Orbán le lezioni parlamentari nazionali di domenica 12 aprile saranno la sfida più ardua: il suo partito - il populista Fidesz - rincorre nei sondaggi rispetto all’opposizione di centrodestra Tisza.

Orbàn guarda a est, insomma. E «ha cercato di presentare i suoi rapporti amichevoli con Mosca come un punto di forza elettorale», scrive Politico, accusando il suo rivale principale, Péter Magyar, di voler trascinare l’Ungheria nella guerra in Ucraina e di mettere a rischio l’accesso ai combustibili fossili russi. Ma la risposta di Magyar non si è fatta attendere: l’accusa contro il governo è di «vero e proprio tradimento» per i suoi rapporti con Mosca.

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