Titoli di Stato

BTp, i rendimenti in asta volano ai massimi da tre anni

Il quinquennale assegnato al 4,08% (+63 punti base) mentre il decennale a 4,58% (+49 punti)

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Il rincaro del petrolio, l’aumento dell’inflazione e le attese di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Bce si riverberano anche nelle aste in cui il Tesoro ha collocato BTp. I rendimenti visti nell’asta dei titoli di Stato di Buoni a 5 e 10 anni sono infatti saliti ai massimi degli ultimi tre anni. Fotografando il movimento al rialzo che si era già visto sui mercati secondari.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

Aste sempre più care per il Tesoro

Sono stati collocati bond per 8 miliardi complessivi. Nel dettaglio, è stata assegnata la prima tranche del nuovo BTp benchmark a 5 anni scadenza 01/02/2032 per 3,5 miliardi con un rendimento in salita di ben 63 punti base rispetto all’asta precedente al 4,0%, record da ottobre 2023. La domanda è stata pari a 5,389 miliardi per un rapporto di copertura di 1,54. È stata poi assegnata la terza tranche del BTp a 10 anni scadenza 01/10/2036 per 3 miliardi con un rendimento salito di 49 punti base al 4,58%, anche in questo caso sui massimi da ottobre 2023. La domanda è stata pari a 4,678 miliardi per un rapporto di copertura di 1,56. È stata infine collocata la nona tranche del CcTeu scadenza 15/04/2036 per 1,5 miliardi con un rendimento del 3,38 per cento. La domanda è stata di 2,617 miliardi per un rapporto di copertura di 1,75.

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Mal comune...

I dati di oggi si inseriscono in un contesto in cui i rendimenti obbligazionari salgono e toccano nuovi massimi pluridecennali sulle scadenze lunghe: dal 2007 il decennale statunitense al 5,24%, dal 2009 il Bund tedesco al 3,65%. Lo spread BTp-Bund resta stabile intorno ai 95 punti. Questo aumento dei rendimenti, come accennato, è legato a molteplici fattori. Il primo è il rialzo del prezzo del petrolio, che ha rincarato i carburanti. In crescita anche i prezzi dell’energia, del rame e del grano. Tutto questo porta a continui aumenti dell’inflazione, sia in Europa sia in America. Proprio stamattina è uscita l’inflazione spagnola di settembre, che è salita al 4,9%.

Questo aumenta le aspettative di rialzi dei tassi da parte delle banche centrali, a partire dalla Bce. Morale: i titoli di Stato sul mercato adeguano i rendimenti al rialzo, proprio per queste aspettative. Pesano poi i timori globali sui conti pubblici e - soprattutto negli Usa - la concorrenza esercitata dalle gigantesche emissioni di bond da parte delle big tech per finanziare gli investimenti in AI. Così i rendimenti die titoli di Stato salgono e con essi il costo del debito pubblico. Le aste di oggi sono solo l’ultima - ennesima - fotografia di questo fenomeno globale.

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