Economia e finanza

Bruxelles contro Shein: chiarisca le politiche per la tutela dei minori

di Marta Casadei

FILE PHOTO: A company logo for fashion brand Shein is seen on a pile of gift bags on its Christmas bus as part of a nationwide promotional tour in Liverpool, Britain, December 14, 2024. REUTERS/Phil Noble/File Photo

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Continua la querelle tra l’Unione europea e le piattaforme ecommerce extra europee. Ancora una volta nel mirino delle istituzioni c’è Shein, piattaforma di ultra fast fashion con sede a Singapore che vende anche merci di soggetti terzi attraverso la formula marketplace.

Il Parlamento europeo, riunito questa settimana a Strasburgo, ha votato una risoluzione che chiede un giro di vite contro i prodotti illegali e pericolosi venduti ai consumatori Ue tramite piattaforme di e-commerce extra-Ue come Shein, Temu, AliExpress e Wish. Nel frattempo la Commissione europea ha dichiarato di aver chiesto al colosso dell’e-commerce informazioni dettagliate e documenti interni per dimostrare come garantisce che i minori non siano esposti a contenuti inappropriati per l’età e come impedisce la circolazione di prodotti illegali. La Commissione Europea ha dichiarato di «sospettare che il sistema di Shein possa rappresentare un rischio sistemico per i consumatori di tutta l’Unione europea» a seguito delle segnalazioni in Francia.

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Il voto è arrivato dopo lo scandalo in Francia per la vendita online di bambole sessuali dall’aspetto infantile e armi, che ha messo in luce gravi falle nella vigilanza sulle piattaforme. E che aveva portato il governo francese a sospendere temporaneamente la piattaforma.

Nel testo della risoluzione gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione e agli Stati membri di far rispettare il Digital Services Act e il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti, e hanno sollecitato la sospensione temporanea dal mercato Ue delle piattaforme non conformi in caso di violazioni gravi, ripetute o sistemiche.

Nella risoluzione si ribadisce la forte preoccupazione per l’alto volume di pacchi non conformi provenienti da marketplace extra-Ue già sottolineata dalla Commissione europea in una raccomandazione dello scorso 5 febbraio in cui segnalava la vera e propria ondata di pacchi (4,6 miliardi l’anno) che invadono l’Ue, il 91% dei quali provenienti dalla Cina. La maggior parte sono spedizioni di piccolo importo, o comunque di valore inferiore a 150 euro, che beneficiano dell’esenzione de minimis dai dazi. Nell’ultima riunione dell’Ecofin, i ministri dell’Economia dei 27 hanno approvato l’abolizione del de minimis che dovrebbe - nelle intenzioni del Consiglio - essere anticipata al 2026 (rispetto al 2028, anno in cui entrerà in vigore l’hub europeo di condivisione dei dati doganali). In quest’ottica la risoluzione approvata dall’Europarlamento ha chiesto anche maggiori risorse per dogane e autorità di sorveglianza per rafforzare i controlli sulle merci non conformi che entrano nell’Unione.

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