Brugola in crescita nel 2026. Via dagli Usa per arginare le difficoltà finanziarie
Passo decisivo per uscire dalla procedura di composizione negoziata della crisi: Nel primo quadrimestre vendite a +7,4% con Ebitda al 10%
di Luca Orlando
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«Da questa procedura contiamo di uscire tra giugno e luglio - spiega Jody Brugola - anche perché si è trattato solo di una difficoltà finanziaria temporanea: l’azienda, come dimostrano questi risultati, è solida e continua a crescere».
Dati positivi, quelli annunciati dal Presidente di Brugola Oeb e realizzati nel primo quadrimestre dall’azienda di Lissone, tra i big dei sistemi di serraggio per automotive, che vede i ricavi scattare verso l’alto di oltre sette punti con un Ebitda al 10%. Risultati quanto mai importanti in questa fase, delicata in termini finanziari.
La decisione dell’azienda di riacquistare le quote di capitale non in possesso della famiglia ha infatti creato uno squilibrio di cassa, tale da richiedere a gennaio l’accesso alla procedura negoziata della crisi, un modo “soft” per proteggersi dai creditori dando il tempo necessario per ripartire senza danni e senza mettere a rischio l’organico.
Un tassello importante è quello annunciato ora, la cessione del sito statunitense del gruppo, impianto che già da tempo non veniva considerato strategico ma la cui cessione era diventata ora fondamentale, anche per rassicurare i partner bancari.
«Eravamo presenti negli Stati Uniti da 11 anni - spiega l’imprenditore - ma abbiamo visto che nel tempo i margini non sono stati significativi e dopo il lockdown in particolare la situazione è diventata più difficile».









