Palantir e i fondi scardinano la Difesa. Serve un modello di mercato alternativo
di Claudio Antonelli
di Valeria Zanetti
3' di lettura
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Una azienda del Friuli Vg, Brovedani Group Spa - gruppo industriale internazionale con base a San Vito al Tagliamento (Pordenone) da oltre 100 milioni di euro di fatturato e composto da 5 società con circa 900 dipendenti - sperimenta, prima in Italia, un modello innovativo di politica del lavoro.
Si chiama Project Search e l’obiettivo è accompagnare al lavoro persone con diverse tipologie di difficoltà e neurodiversità, evitando che il loro sia un inserimento “compassionevole”, ma in una logica vincente per tutti: i giovani diretti interessati, le famiglie e le imprese, che trovano nuovi colleghi formati, con le competenze e le modalità relazionali giuste, per vivere a pieno l’esperienza di impiego.
Sembra una sfida difficile, ma si può fare: lo dimostrano oltre 20 anni di esperienza di un progetto nato in America. Project Search nasce nel 1996 al Cincinnati children’s hospital medical center: si caratterizza da subito come una forma di supporto intensivo al lavoro per persone con autismo e disabilità intellettiva in un rapporto privilegiato con le aziende. L’obiettivo dell’ospedale è assumere alcune persone alla pari, superando insuccessi e difficoltà sperimentati in passato. La responsabile del progetto è un’infermiera, la sua partner una pedagogista e strutturano un percorso intensivo mixando riabilitazione, formazione e presenza continuativa e costante all’interno dell’impresa.
A livello internazionale è oggi una delle poche pratiche di inserimento lavorativo con prove di evidenza supportate da sperimentazioni controllate: si applica ormai in oltre 700 contesti, 10 nazioni (e 48 stati Usa, dove non c’è una legge 68 di supporto alla disabilità), fra ospedali e aeroporti, aziende grandi e piccole, strutture per anziani e hotel, amministrazioni comunali e resort, in aree rurali e urbane.
Oltre 38mila solo le persone già accompagnate al lavoro con questa metodologia. La Regione autonoma ha già strumenti di accompagnamento al lavoro che Carlo Francescutti, direttore dell’azienda sanitaria Friuli Occidentale, definisce «ottimi. Qual è il valore aggiunto? È mettere insieme soggetti che di solito sono separati istituzionalmente. Qui si parte da piccoli gruppi di persone selezionate e con una forte motivazione al lavoro e la disponibilità a entrare in un percorso intensivo di preparazione». La scuola, la formazione, la riabilitazione e le politiche attive del lavoro in questo modo lavorano insieme in un modello assolutamente innovativo.