Brexit, lo strano caso dei cittadini Ue residenti in Gb (ma solo online)
Il sistema di registrazione via web è stato un grande successo, secondo il ministero dell’Interno. Eppure ha comportato non pochi problemi
di Nicol Degli Innocenti
4' di lettura
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Impossibile indorare la pillola: ora che Brexit è diventato realtà, c’è grande rammarico tra gli oltre 750mila italiani e 3,5 milioni di europei da tempo residenti in Gran Bretagna. Oltre all’amarezza per il distacco dalla Ue, c’è il timore che il Paese nel quale hanno scelto di vivere e lavorare cambi e diventi nel tempo un «ambiente ostile».
Non sono timori irrazionali. L’«hostile environment» verso gli immigrati illegali, introdotto da Theresa May quando era ministro dell’Interno, resta in vigore nonostante gli abusi. Lo scandalo Windrush ha rivelato le deportazioni illegali e la persecuzione legale di numerosi immigrati dai Caraibi residenti da decenni in Gran Bretagna a cui d’improvviso il nuovo sistema ha chiesto di dimostrare, carte alla mano, il loro diritto a restare.
Tutelare i confini
L’attuale ministro, Priti Patel, entusiastica sostenitrice di una hard Brexit, è se possibile ancora più determinata della May a «tutelare i confini» nazionali e a mantenere uno stretto controllo sull’immigrazione. Il premier Boris Johnson in dicembre aveva dichiarato che gli immigrati dalla Ue avevano trattato la Gran Bretagna «come se fosse casa loro» per troppo tempo. Una frase infelice in campagna elettorale secondo alcuni, l’infausto segnale di un nuovo regime ostile secondo altri.
Rassicurare i cittadini extra Uk
In questo contesto poco incoraggiante bisogna riconoscere che il Governo sta facendo il possibile per rassicurare i cittadini europei legalmente residenti che non solo potranno restare, ma saranno i benvenuti. Quando Johnson ha incontrato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, qualche giorno fa a Londra, il premier britannico ha voluto sottolineare il «ruolo indispensabile» svolto dagli italiani che vivono e lavorano in Gran Bretagna. «Il premier mi ha assicurato di avere la massima attenzione per la comunità italiana, di dare grande valore al loro contributo e di sperare che gli italiani continuino a studiare, lavorare e fare impresa in Gran Bretagna», ha detto Conte dopo l’incontro.
«Non c’è nessuna ambiguità nel messaggio che inviamo ai nostri amici europei: siete una parte importante della nostra società e della nostra economia e vogliamo che restiate», ha ribadito Brandon Lewis, il sottosegretario responsabile dell’Immigrazione, a una serata organizzata dall’Ambasciata italiana a Londra per informare i nostri cittadini.

